Panoramica sull’anatocismo bancario
Panoramica sull’anatocismo bancario
Capita frequentemente di sentir parlare dell’anatocismo bancario ma in pochi sanno realmente di cosa si tratta. Ecco una panoramica che illustra alcuni dettagli su questo argomento gentilmente redatta per noi dalla redazione di usura-bancaria.it, sito che tratta i temi dell’usura e dell’anatocismo.
Anatocismo bancario: di cosa si tratta?
Nei contenziosi in atto tra le banche e i propri clienti è giusto parlare dell’anatocismo bancario. Questo fenomeno riguarda gli interessi presenti sui conti correnti bancari: in particolare, l’anatocismo è un fenomeno che prevede che gli interessi maturati sul conto vengono addebbitati sullo stesso. Da questo addebito direttamente sul conto ne deriveranno ulteriori interessi che matureranno col tempo. L’anatocismo, quindi, è un qualcosa a cui dunque va fatta molta attenzione, considerando che dal 1999 la Cassazione ha provveduto a dichiararlo come illegittimo. Un’illegittimità che però non risulta tale in senso assoluto, poiché è ammesso solo in casi in cui vi sia una medesima periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e di quelli passivi.
Codice Civile ed anatocismo bancario
In merito a quello che è l’anatocismo bancario vi è una norma del Codice Civile, la 1283 che pone una definizione chiara di tale fenomeno. In base a quanto affermato nel Codice, nell’anatocismo gli interessi scaduti possono essere fruttiferi, ovvero favorire lo sviluppo di altri interessi, solo dalla data in cui è stata proposta la domanda giudiziale o inseguito ad una convenzione pattuita in un secondo momento rispetto alla normale scadenza. Numerosi sono stati i casi di anatocismo bancario che hanno contribuito ad una apposita giurisprudenza su tale tema. Il giudice infatti, seguendo quanto afferma il Codice Civile, può condannare al pagamento degli interessi su altri interessi solo se quelli principali sono già scaduti. Inoltre, per stabilire con certezza la natura illecita o meno dell’anatocismo, va tenuto conto anche di una apposita domanda del creditore che può essere posta (domanda giudiziale) o di una convenzione successiva.
Giurisprudenza in merito all’anatocismo bancario
La maggior parte della giurisprudenza, fondamentale per chiarire il senso del fenomeno dell’anatocismo, ha permesso di risolvere numerosi casi spinosi in merito all’anatocismo bancario che sono incentrati su casi in cui le banche applicavano la capitalizzazione ogni tre mesi degli interessi su saldi di conti passivi. Questo caso, per il cliente, è un caso di uso negoziale e quindi di puro anatocismo. Ma non solo. In tal proposito la Corte di Cassazione ha esteso il divieto di anatocismo all’infinito, non limitandosi solo alla capitalizzazione trimestrale dei casi di giurisprudenza. Viene in tal modo negata anche la possibilità di effettuare la capitalizzazione annuale.

