Comunicati Stampa

Paolo Chicco da difensore di Anna Maria Franzoni a scrittore di romanzi gialli

Una lunga esperienza ai massimi livelli del sistema giudiziario italiano trasferita con atteggiamento critico nel secondo romanzo “Le Mura di Tramontana”

Milano, 3 dicembre 2015 – “La verità giudiziale non è quasi mai sovrapponibile alla verità storica; si può certo avvicinare ma solo quando accusa e difesa svolgono il loro ruolo con la massima professionalità: un loro errore o anche una semplice dimenticanza determinano una sentenza ingiusta.

Il giudice infatti è spesso solo il notaio del giudizio, limitandosi a emettere sentenza sulla base delle prove che accusa e difesa gli sottopongono, lasciando da parte la propria fantasia e le intuizioni che questa gli suggerirebbe”.

Da una lunga esperienza forense nasce “Le Mura di Tramontana”, il secondo romanzo di Paolo Chicco, avvocato torinese difensore in Cassazione di Anna Maria Franzoni durante il famosissimo processo.

Un romanzo giallo tinto di rosa per spiegare ai non addetti ai lavori, con atteggiamento critico, il funzionamento della giustizia italiana.

Ambientato in una Sicilia dove “ciò che appare non è e ciò che è non appare”, ha come protagonista il giudice Antonio Voce la cui vita si intreccia con quella di Rachele Dioguardi, giovane agente di polizia assegnata a compiti di scorta e protezione.

L’istruttoria giudiziaria sull’omicidio e le vicende private di Voce si mescolano in una lieve e meticolosa riflessione sui meccanismi impercettibili che regolano l’esistenza degli uomini confinati nel loro isolamento, nelle loro abitudini e nelle loro fantasie.

Guidato dalla presenza del suo vecchio maestro Alagona e dagli antichi galeoni spagnoli che solcano le acque della sua immaginazione, Voce si muove nel labirinto di indizi, storie e suggestioni che il caso gli mette davanti e che lo porteranno invece a scoprire la verità su se stesso.

In una Trapani popolata da una miriade di personaggi che portano alla luce altrettanti aspetti della natura umana, i «piccoli esilî» del giudice Voce, di Rachele, del giornalista locale Melo Currò e dell’ispettore di polizia Sinisi verranno messi al cospetto della scelta tra vita e sopravvivenza, fino a scoprire che tra indagine giudiziaria e indagine privata non esiste differenza.

L’una è necessaria all’altra, come in un puzzle in cui “i pezzi di cartone si assomigliano tutti ma per chiudere uno spazio c’è una tessera sola. Se non la trovi, non puoi sistemare la successiva e il gioco non riesce”.

Paolo Chicco antagonista letterario al più noto Gianrico Carofiglio? Mentre quest’ultimo da magistrato ha creato come personaggio l’avvocato Guerrieri, dalla penna di Chicco, avvocato nella professione, prende vita il dottore Voce, giudice al Tribunale di Trapani costretto a districarsi tra prove processuali e la sua fantasia che lo trascina verso scenari del tutto diversi.

Un libro adatto agli appassionati di diversi generi letterari, coinvolgente e “leggero” seppur affronti temi seri quali l’introspezione, la giustizia e l’amore.

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Paolo Chicco nasce a Torino nel 1951 dove vive ed esercita la professione di penalista (ha difeso in Cassazione Anna Maria Franzoni durante il famoso processo). Alla fine degli anni Settanta dirige una delle prime radio libere e fonda la rivista di politica e cultura “La Pallacorda”. Nel 2012 pubblica il suo primo romanzo “La Maledizione di Mezzapica”, ora tradotto anche in Australia, sei racconti ambientati a Filicudi. La Sicilia e le sue isole fanno da sfondo ai suoi romanzi, come omaggio a una terra che ama da quando aveva sedici anni.

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