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Il sacco di san Francesco La leggenda del convento di Folloni

Il sacco di san Francesco La leggenda del convento di FolloniIl sacco di san Francesco è un preziosa reliquia custodita presso il convento di Folloni, in provincia di Avellino. La leggenda vuole che il sacco di san Francesco sia stato mandato dal Poverello di Assisi per sfamare i monaci durante il lungo inverno del 1224.

Un recente studio scientifico ha accertato che realmente quel tessuto ha contenuto del pane e risale al medioevo.

Il sacco di san Francesco, la leggenda

L’antica leggenda del sacco di san Francesco racconta che nel 1224 l’inverno è particolarmente rigido e lungo. I frati francescani del convento di Folloni di Montella, in provincia di Avellino, non possono andare alla ricerca di cibo. Ben presto si ritrovano senza più viveri. La neve e la presenza dei lupi nel bosco circostante rendono impossibile allontanarsi dal convento. Una notte, proprio quando la situazione pare irrecuperabile, qualcuno bussa al portone del convento. Poi lascia un bel sacco colmo di pane: è il sacco di san Francesco.

Si tratta di un dono del Poverello che proprio a Folloni di Montella anni prima aveva trovato riparo mentre tornava dal pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo.

Il tessuto è finemente ricamato e reca le insegne della Francia, Paese dove al momento si trova Francesco che ha voluto aiutare i suoi confratelli in difficoltà.
Da allora il sacco di San Francesco è stato custodito presso il convento dove tutt’ora è una delle reliquie più preziose.

Il sacco di san Francesco e la scienza

La veridicità leggenda del sacco di san Francesco è stata confermata di recente anche dalla ricerca scientifica.
Un’indagine svolta dalla Leiden University e dall’University of Southern Denmark in collaborazione con Maria P. Colombini dell’Università di Pisa e Ilaria Degano del Cnr dimostra che effettivamente il sacco di san Francesco è di epoca medioevale. Dai risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “Radiocarbon”, emerge che la datazione al carbonio effettuata sul tessuto del sacco è compresa fra il 1220 ed il 1295.
Inoltre, lo studio ha confermato che il sacco di san Francesco conteneva del pane, proprio come sostenuto dalla storia popolare.

Per giungere a questa conclusione è stata ricercata una sostanza nota come ergosterolo, presente nella lievitazione del pane e di altri alimenti, come per esempio la birra.
Gli esperti hanno sottolineato che l’ergosterolo non è stato rinvenuto negli altri oggetti posti vicini al sacco di san Francesco. Si esclude così la possibile contaminazione. Nonostante il trascorrere dei secoli la molecola si è conservata e ha reso possibile fare chiarezza su ciò che è stato a contatto con l’antico tessuto.

 

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