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Atessa e la costola del drago di san Leucio

Ad Atessa, in provincia di Chieti, sarebbe custodita una costola di un pericoloso drago. Secondo la tradizione, san Leucio uccise il drago che minacciava gli antichi borghi di Tixa ed Ate.

Atessa ed il drago, la leggenda

Dove oggi sorge Atessa, in un lontano passato, si trovavano due piccoli villaggi: Ate e Tixa A dividerli soltanto una palude, alimentata dallo scorrere del Pianello e dell’Osente.

Gli acquitrini erano molto pericolosi perché vi viveva un grande drago. La sua presenza metteva in pericolo gli abitanti del luogo. La liberazione di Tixa ed Ate la si deve a san Leucio.

Il santo si recò presso la tana dell’animale e lo nutrì abbondantemente per tre giorni così da renderlo mansueto. Riuscì a legarlo e dopo sette giorni lo ammazzò.
In ricordo della sconfitta del drago, il religioso diede il sangue del mostro, da usare per scopi terapeutici, ed una costola del drago, custodita nel duomo cittadino. Per festeggiare la liberazione della palude i due borghi si unirono, facendo nascere la bellissima Atessa. Nel punto esatto in cui il vi era la tanta del drago si decise di costruire la cattedrale dedicata a Leucio.
 

Ancora oggi, nel duomo si può osservare un grosso frammento di osso che, secondo la leggenda, appartiene al famelico drago. E’ possibile che la lotta di san Leucio contro al drago nella leggenda rappresenti i rischi derivanti dagli acquitrini circostanti o, ancora un ritrovamento inspiegabile.

Le ipotesi sulla costa del drago

La presunta costola che si trova in una teca di vetro presso il duomo di san Leucio ha una lunghezza di circa due metri. Negli anni sono state avanzate numerose supposizioni per spiegare la sua origine. Fra le prime ipotesi è che si tratti dello scheletro di un elefante risalente o alle spedizioni di Annibale o di Pirro anche se le dimensioni del reperto non coincidono. I pachidermi hanno scheletri e quindi costole più piccole rispetto a quelle di Atessa. Invece, la spiegazione più plausibile è che si tratti del resto di un cetaceo. Nel passato è possibile che i territori circostanti la città fossero lambiti dalle acque marine popolate di cetacei.

Atessa

Siamo in Abruzzo, in provincia di Chieti. Il territorio di Atessa è stato abitato sin dalle epoche più remote.
 Il duomo, risalente al 1200, è dedicato a san Leucio nato ad Alessandria d’Egitto. All’interno si trovano preziose opere di Nicola da Guardiagrele.
Da non perdere la visita alla chiesa di santa croce, le mura medioevali e le antiche porte d’accesso. Le vie del centro storico hanno mantenuto il loro aspetto originario.

A fine maggio si svolge il rito della ‘ntorcia. I devoti di Atessa, città d’origine di san Martino, preparano una grande torcia che verrà portata a  Fara San Martino, dove il santo si era ritirato. La processione è un cammino di fede ma ha anche valenze propiziatorie e taumaturgiche.

La valle del Sangro offre molte possibilità culturali e turistiche per tutte le stagioni. In tutto il territorio si possono scoprire opere d’arte e paesaggi incontaminati ma anche antichi mestieri e piatti prelibati.

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