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Cilla in Calabria, il mito di San Lucido

Cilla è la protagonista di una triste leggenda d’amore. La bella e sfortunata Cilla, che viveva a San Lucido in Calabria, dopo aver perso il marito, per disperazione mette fine alla sua vita.

Cilla, la triste leggenda

La storia racconta che Cilla fosse una bellissima e giovane di San Lucido, in provincia di Cosenza. La ragazza, figlia di un pescatore, si innamora di Tuturo che svolge lo stesso mestiere del padre.
I due giovani si sposano ma la loro felicità non durerà a lungo. In una notte di burrasca, Tuturo decide ugualmente di andare a pesca. La tempesta però è così forte che il giovane marinaio trova la morte. Cilla a casa lo attende preoccupata. Per la disperazione si sposta nella zona più alta di San Lucido, nella speranza di poter vedere la barca del marito.

Quando la povera Cilla capisce che Tuturo non tornerà più da lei decide di buttarsi giù dalla rupe per andare incontro al marito. Da allora in poi, nelle notti di bufera, si possono udire ancora i lamenti e le invocazioni della giovane vedova.

L’altra leggenda

Secondo un’altra leggenda Cilla e Tuturo erano diventati genitori. Tuturo muore in una battuta di pesca e dopo qualche tempo il figlio intraprende lo stesso mestiere del padre. Purtroppo, anche lui trova la morte in mare. La donna cerca in tutti i modi di salvarlo dalla furia delle onde ma non ci riesce. Dopo molti tentativi inutili si butta giù dalla rupe di San Lucido.

La storia della sfortunata Cilla è diventata immortale grazie ad una statua del maestro Salvatore Plastina. Qui la sfortunata è rappresentata mentre si dispera nel tentativo di salvare i suoi familiari.

La cittadina di San Lucido

Si trova in provincia di Cosenza, in una posizione privilegiata perchè si affaccia sull’incontaminato mare Tirreno e si sviluppa ai piedi di un antico castello. Il maniero, edificato nel XII secolo, dopo alcuni passaggi passa alla famiglia Ruffo che ne è proprietaria fino al XIX secolo. Il castello venne gravemente danneggiato dal devastante terremoto del settembre del 1905. Oggi si possono ammirare i resti della possente costruzione.

Qui nacque il cardinale Fabrizio Ruffo che a capo dell’esercito della santa Sede si distinse nella lotta alla Repubblica Napoletana. Vicinissima al castello si erge la chiesa di san Giovanni. Da visitare anche la chiesa della santissima Annunziata.

Il centro storico presenta molte costruzioni di pregio ed angoli pittoreschi.
Il centro calabrese è molto noto per “il giorno dei matti”. E’ una rievocazione storica che ricorda la strenua difesa degli abitanti del luogo contro i terribili pirati. I locali per respingere i saraceni si gettarono in acqua vestiti. Per commemorare il loro coraggio in occasione de “il giorno dei matti” o “vulat” ci si immerge senza svestirsi. L’evento si svolge il 21 luglio.

Fabrizio Ruffo

Fabrizio Ruffo era nato nel centro calabrese nel 1744 ma studiò a Roma dove intraprese la carriera ecclesiastica.
Il cardinale Ruffo, che si distinse per la strenua difesa dei Borbone, era a capo dei sanfedisti. Nel 1799, quando nacque la Repubblica Napoletana, Fabrizio Ruffo si mise a capo di un esercito che bloccò il fermento rivoluzionario. Riuscì nella sua impresa che si concluse con la caduta della Repubblica Napoletana ed il saccheggio della città.

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