Ultimo Paradiso: l’Italia non ancora dimenticata
Sbarca su Netflix ed è subito successo: Ultimo Paradiso il nostro sud sino a qualche anno fa. Una narrazione profonda e vera tra caporalato e sfruttamento, violenza ed umiliazione, una storia della ricerca dei diritti e della dignità tra chi resta al sud e chi invece sceglie di cercare un mondo migliore: al nord.
Ultimo Paradiso: il doppio ruolo di Scamarcio
Scamarcio in questo film complemtamente made in Italy si muove in modo sicuro e certo tra ulivi e storie di un luogo che conosce bene. Film ambientato a Gravina e negli uliveti dei paraggi. Scamarcio nel ruolo di Ciccio Paradiso è colui che guida la lotta per i diritti contro il caporalato ed i latifondisti mentre in Antonio Paradiso è l’emigrato che scopre il dolore di ciò che accade nel sud.
Scamarcio interpreta magistralmente entrambi i ruoli. Sia quello dell’uomo del sud, “femminaro”, appassionato di donne e campagna, capace di dire di no al latifondista ed al padrone generando un germe di ribellione importante. Un barlume di lotta al caporalato condotto in modo vispo e vivace da Scamarcio nel doppio ruolo dei fratelli Paradiso.
Ciccio Paradiso: un uomo del sud degli anni 50 circa, canotta bianca, pelle coloratissima, ciuffo ribelle di capelli ricci e castani è lui contadino protagonista della storia, un sindacalista in erba anche se si fa rapire il cuore dalla figla del padrone e per questo trova morte giovanissimo. Antonio Paradiso è l’emigrante che torna al paese per il lutto e qui inizia un nuovo percorso.
I fratelli Paradiso una storia vera
L’ultimo Paradiso è una storia vera una di quelle tante accadute al sud e, leggiamo in rete, sia ispirata ad uno dei racconti della madre di Rocco Ricciadulli registra e sceneggiatore del film. La trama si ispira ad un fatto accaduto nelle campagne della Murgia negli anni 50 tra Puglia e Basilicata come ben si capisce dalla parlata e dal backround. Vale la pena vederlo per capire da dove vaniamo.




