Il bacino mediterraneo verso una nuova era: la digitalizzazione
Quando si parla di cultura mediterranea spesso ci si rifà a un passato un passato che vide delle grandi popolazioni sbocciare su tutte le rive del Mediterraneo. In seguito, si ebbe una sorta di dislivello tra lo sviluppo dei paesi del Nord Europa e quelli del bacino Mediterraneo.
In realtà la situazione del Mediterraneo è molto più articolata di quello che possa sembrare. Prima di tutto bisogna considerare che una realtà multietnica e multi religiosa. Se nel nord Europa abbiamo una prevalenza del protestantesimo e anglicanesimo, nel bacino mediterraneo, non strettamente europeo, si vanno a intrecciare l’ebraismo al cattolicesimo, all’ortodossia greca e alla religione musulmana.
Per situazioni di tipo geopolitico il bacino mediterraneo è stato messo delle volte in difficoltà a livello di sviluppo, ma ci sono ora dei precisi progetti e ne vogliono una rinascita e una digitalizzazione al pari dei paesi nordici. Non si può negare che il processo di digitalizzazione con delle tempistiche differenti abbia interessato globalmente il mondo, arrivando anche nel bacino Mediterraneo e rendendo più fluidi certi processi di interscambio di servizi e prodotti. Se oggigiorno si volesse imparare l’inglese basta con un click trovare un tutor online d’inglese, anche ci si dovesse trovare nel paese più sperduto del bacino Mediterraneo.
L’Italia e lo sviluppo digitale

L’Italia, in questo contesto di sviluppo il digitale tecnologico, ha puntato molto su quello che è il capitale umano che si riscontra nella presenza delle numerose piccole e medie aziende che spesso hanno forme di business unico tanto quanto geniale. Molti dei prodotti di eccellenza grazie alla digitalizzazione riescono a uscire dall’ambito locale, collocandosi in un ambito commerciale più ampio.
Per fare tutto ciò c’era bisogno di investimenti e l’Europa ha infatti messo a disposizione dei fondi, affinché si potesse implementare e ampliare l’intera rete della banda larga riportando alcune aree che tendevano a vedere uno spopolamento a una rinascita anche economica. Si ricordi il virtuoso esempio della Sicilia che a fronte dei finanziamenti ricevuti ha completato la progettazione della banda larga al 93% , appena dietro l’Abruzzo col 60%.
Era quasi un peccato che un’area dove il commercio marittimo, i mercanti, i navigatori e le popolazioni che portarono delle grosse novità al genere umano, potesse rimanere in secondo piano in un contesto geopolitico così in continuo sviluppo e cambiamento.
I futuri passi in Italia per raggiungere le capitali del bacino Mediterraneo
Se una buona fetta dei singoli individui e delle piccole e medie imprese hanno reagito bene a questo processo di digitalizzazione, creando quindi un trend positivo, i dati della DESI ovvero la Digital Economy and Society Index identificano una necessità di sviluppare ancora questa digitalizzazione, entrando nella pubblica amministrazione e trasformando dei passaggi tradizionali nella fruizione dei servizi in passaggi più snelli, che utilizzino il digitale.
Ovviamente bisogna sensibilizzare delle fasce di popolazione non avvezze a utilizzare il computer o simili apparecchi per svolgere azioni del quotidiano o azioni burocratiche, ma con una lenta e continua educazione volta allo spiegare e al semplificare la vita con la digitalizzazione, sicuramente tutte le fasce ne saranno coinvolte e ne comprenderanno il beneficio.
Sono dei passaggi che ci avvicinano a delle realtà già sviluppate sul bacino Mediterraneo quale Tel Aviv che a tecnologie e modernità non è seconda a nessuno. Altro esempio che rimane in Europa è Barcellona, rinata nel 1982 e oggi diventata una delle capitali importanti del bacino Mediterraneo. La corsa del Mediterraneo alla modernizzazione è quindi in essere e porterà tutta quest’area a un nuovo splendore che le faccia superare qualsiasi tipologia di confronto uscendone vincente.



