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MotoGP: i nuovi circuiti tra fallimenti e convenienza economica

Negli ultimi anni la MotoGP ha aggiunto diversi nuovi circuiti al suo calendario: voglia di raggiungere nuovi fan o solo convenienza economica?

La MotoGP sta affrontando un calo delle presenze sugli spalti intorno alle piste. Dopo il ritiro di Valentino Rossi a fine 2021, nel 2022 ha fatto rumore il crollo di affluenza al Mugello, circuito che ospita il Gran Premio d’Italia (vinto poi da Francesco “Pecco” Bagnaia). Questo è stato testimonianza del valore di Valentino, ma anche del fatto che fosse necessario trovare nuove attrazioni. Una prima soluzione sarà quella delle Spirnt Race, almeno così spera Dorna.

Ma negli ultimi anni la MotoGP ha già iniziato a sondare nuovi mercati – luoghi in cui le moto sono amate ma in cui ancora non si corrono Gran Premi. Vediamo cosa sta succedendo da questo punto di vista, tra fallimenti e new entry.

Il Mugello apre un caso

Con poco più di 70.000 presenze tra venerdì e domenica, il GP d’Italia 2022 al Mugello è risultato un flop per la MotoGP. Si pensi che fino a qualche anno fa, quando Valentino Rossi era ancora al top, non si faceva fatica a superare i 150.000 spettatori complessivi nell’arco del weekend. Ma senza di lui, pare che le persone si siano allontanate in massa. Del resto seguire per 25 anni un personaggio, pagando biglietti a volte molto cari, può risultare un impegno unico e non ripetibile.

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Al di là della comprensibilità di questo calo, un dimezzamento dell’affluenza fa scricchiolare la posizione intoccabile di questo circuito all’interno del calendario MotoGP. Per quanto farebbe clamore, Dorna non sarebbe spaventata dall’idea di sostituire il Mugello con un circuito diverso, altrove, in una nazione in cui sia assicurata una grande risposta del pubblico.

La nuova MotoGP: circuiti laddove ci sia affluenza

Negli ultimi anni il calendario MotoGP ha progressivamente aggiunto nuove tappe, in particolare nella zona del Sud-Est Asiatico. Lì le moto sono una religione, più che una passione, e l’accoglienza della MotoGP è sempre estremamente calorosa e partecipata.

Primi passi nelle Americhe e in Europa

L’espansione della MotoGP è iniziata nel 2013, quando fece l’ingresso il Circuit Of The Americas di Austin, in Texas. Al tempo gli USA vantavano già due GP, nella storica Indianapolis e nel bellissimo circuito di Laguna Seca (in California), entrambi scartati per vari motivi.

Seguì l’autodromo di Termas de Rio Hondo, in Argentina, nel 2014, aggiungendo un paese molto caloroso che mancava ancora all’appello. Nel 2016 fu poi il turno del redivivo Reb Bull Ring in Austria.

L’espansione nel Sud-Est Asiatico

Dal 2018 è iniziato un processo di espansione verso il Sud-Est asiatico, terra dove i campioni del Motomondiale sono visti come supereroi e dove la passione per le moto è smisurata. Si tratta di un mercato molto ricco per la MotoGP, un’occasione da sfruttare. Quell’anno fece il suo esordio il GP di Thailandia, presso il circuito di Buriram. Questo circuito dà la cifra della nuova MotoGP: circuiti senza grande storia, piatti, dai design ripetitivi e senza personalità, utili solo a far affluire il pubblico sugli spalti e sfruttare nuovi, vivaci mercati.

Dal 2022 si è aggiunto anche il circuito di Mandalika in Indonesia, in una bellissima cornice tropicale. In mezzo a questa espansione asiatica anche il ritorno di un circuito europeo, questo sì unico e con grandissima personalità: Portimão, in Portogallo. Ma è un’eccezione.

Il futuro, tra flop e nuovi arrivi

In questa espansione continua, che rende sempre più lunga e logorante la stagione del Motomondiale, ci sono anche dei fallimenti. Fin dal 2015 si iniziò a parlare di un GP in Finlandia, in quello che sarebbe poi diventato il Kymiring. Prime date di inaugurazione: 2017 o 2018. Ma i lavori iniziarono ad andare a rilento, e questa data finì per essere spostata sempre più avanti. Nell’estate 2019 ci fu un collaudo da parte dei piloti MotoGP, rimasti delusi dalla lentezza del circuito, poco adatto alle MotoGP.

A questo punto, comunque, si era pronti per l’esordio nel luglio 2020. Ma la pandemia ha frenato nuovamente tutto. Ad oggi, il Kymiring è fuori dai piani futuri della MotoGP e rischia il fallimento.

New entry: Kazakhstan e Ungheria

Ma l’espansione non si arresta: nel 2023 esordirà il GP del Kazakhstan nel Sokol International Racetrack di Almaty. Si tratta di un ulteriore circuito “di convenienza”, nato per soldi e non per passione. Stessa situazione pare destinata per un circuito il cui arrivo è previsto dal 2024, quello di Debrecen in Ungheria.

Il tempo dirà se queste siano le mosse giuste per rilanciare la MotoGP, ma di certo si sta diluendo il valore delle corse a favore del mero guadagno.

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