Editoriali

La visita del Segretario di Stato americano responsabile delle organizzazioni internazionali in Marocco: il rafforzzamento di una solida amicizia

In questi giorni si è concretizzata la visita di Michele Sison in Marocco si inserisce in un’amicizia secolare che non ha mai vacillato e ci ricorda che i due Paesi sono sempre stati dalla stessa parte della storia, che si tratti della Seconda Guerra Mondiale, della Guerra Fredda, della lotta contro il flagello del terrorismo o della promozione della pace e della sicurezza in Medio Oriente.

Durante la sua visita in Marocco il 25.01.2023, il Segretario di Stato americano responsabile delle organizzazioni internazionali, Michele Sison, ha dichiarato che gli Stati Uniti apprezzano molto il ruolo di Sua Maestà il Re a favore della pace e della sicurezza in Nord Africa e in Medio Oriente, soprattutto perché il Marocco ospita gli uffici di ben 21 agenzie delle Nazioni Unite, il che indica di per sé il ruolo essenziale del Regno come leader regionale e il suo impegno nella diplomazia multilaterale. In questo contesto, la signora Michele Sison ha sottolineato quanto l’Amministrazione Biden apprezzi il contributo del Regno alle missioni di pace delle Nazioni Unite nel mondo. Michele Sison ha ribadito il sostegno degli Stati Uniti al piano di autonomia, come soluzione seria, credibile e realistica alla disputa sul Sahara marocchino. Per ricordare che gli Stati Uniti avevano solennemente proclamato, nel dicembre 2020, che la proposta di autonomia del Sahara è “seria, credibile e realistica”, definendola “l’unica base per una soluzione giusta e duratura” alla disputa sul Sahara marocchino. Questa posizione americana, come ribadito dal funzionario statunitense, si inserisce in un partenariato storico che si è costantemente consolidato in vari campi.

A questo proposito ricordare che il decreto presidenziale americano che riconosce la piena sovranità del Marocco sul suo Sahara è stato distribuito ai 193 Stati membri delle Nazioni Unite, come documento ufficiale del Consiglio di Sicurezza, nelle sei lingue ufficiali dell’ONU. La relazione secolare tra Stati Uniti e Marocco non si accontenta di invocare il passato, ma va ben oltre, sfruttando il costrutto storico per aprire prospettive rinnovate e reciprocamente fruttuose, a differenza di chi sfrutta la storia per mantenere un’egemonia e una rendita geostrategica non più attuali.

Anche sul piano internazionale oggi il Marocco è anche in prima linea per la difesa dell’integretità territoriale dell’Ucarina . Infatti, molti stati occidentali fanno affari con chi poi indirettamente si approvigiona dalla Federazione Russa e contemporanemante promettono aiuti all’ Ucraina stessa. Un atteggiamento ambiguo e privo di logica. Per contro , la tradizionale politica ferma, risoluta e multipolare del Marocco ha già portato alll’ invio all’Ucraina carri armati da combattimento di epoca sovietica.

La notizia resa nota dalle forze armate ucraine nel loro ultimo bollettino militare, ha precisando che una settimana fa il Marocco ha inviato 20 carri armati che, in precedenza, erano stati aggiornati in Repubblica Ceca. Un fattto importante, perchè mentre l’Occidente continua a sviluppare affari con Nazioni che hanno forti legami con la Russia, giungendo anche a fare esercitazioni miliatari congiunte, il Marocco ha messo a disposizione dei mezzi tecnicamente già impiegabili sul campo .

Un modo per dimostrare la sua piena integrazione in un sistema di difesa che dovrebbe guardare con maggiore attenzione anche al Nord Africa. Un settore nel quale il Marocco potrebbe garantire la stabilità anche sul piano militare essendo una Nazione che ha svolto sempre una politica estera aperta all’ Africa .

Marco Baratto

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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