Esteri

Dibattito al Parlamento del Marocco sui rapporti con l’Unione Europea.

Le agenzie di stampa del Marocco, hanno rilanciato, con una certa enfansi il dibattito avvenuto presso il Parlamento del Marocco, avente ad oggetto le relazioni tra il Regno e il Parlamento Europeo. Sempre secondo le stesse fonti il deputato Lahcen Haddad, Presidente della commissione Marocco UE “ha dichiarato che il Regno non ha alcun problema con l’Unione europea o con le sue varie strutture.

Il Presidente Haddad, ha affermato che il Regno non ha problemi con l’Unione Europea o le sue diverse strutture, piuttosto con i membri noti per la loro ostilità nei confronti del Marocco, che hanno approfittato della crisi legata alla corruzione che scuote il PE per creare un clima di paura all’interno dell’istituzione legislativa europea, spingendola a danneggiare l’immagine e la reputazione del Marocco nei media e a votare risoluzioni ostili al Regno.

il Signor Haddad ha osservato che : “112 questioni e 18 tentativi di emendamento ostili al Marocco sono stati sollevati nel PE nel 2022, sostenendo l’esistenza di una guerra sistematica contro il Regno.” Un’altro deputato ha dichiarato che: ” il Parlamento Europeo , che cerca di “ricattare il Marocco”, ma non può permettersi di ignorare i grandi progressi compiuti dal Regno nel campo dei diritti umani, sapendo che il Parlamento marocchino ha adottato leggi volte a proteggere le libertà e i diritti umani.

L’incontro, organizzato dalle due Camere del Parlamento, esamina le basi degli attacchi metodici e delle false aggressioni trasmesse dal PE contro il Regno in modo sistematico e presunto. Vi hanno partecipato parlamentari, rappresentanti della società civile, esperti e avvocati, che hanno discusso della strumentalizzazione della questione dei diritti umani, degli obiettivi contro l’integrità territoriale del Regno o dello sfruttamento subdolo della vicenda Pegasus. Il 23 gennaio, in un comunicato congiunto delle due Camere, il Parlamento marocchino aveva annunciato la decisione di riconsiderare le relazioni con il Parlamento europeo sottoponendole a una rivalutazione globale, con l’obiettivo di prendere decisioni ferme e appropriate, in seguito alle ultime posizioni del Parlamento europeo nei confronti del Marocco.

A tal fine, il Parlamento ha deciso di istituire una commissione tematica ad hoc, composta da rappresentanti delle sue due camere, dedicata alla rivalutazione delle relazioni con il PE Tale situazione è grave, per una serie di ragioni: Inatii, l’Europa non può permettersi il lusso di perdere un alleato affidabile come il Marocco, non solo sul piano econimico ma anche alla luce delle alleanze internazionali. Non possiamo dimenticare che il Marocco ha appena messo a disposizione dell’Ucraina carri armati di pronto impiego e che non necessatino di addestramento da parte dell’esercito ucraino. Che il Marocco con gli “accordi di Abramo” ha creato assieme ad altre Nazioni un sistema di relazione nella intricata vicenda del Medio Oriente che potrebbe dare i frutti di una pace a lungo desiderata. Inoltre, è curiso che mentre il Parlamento Europeo si esprime a contro il Marocco, sono sempre più numerose le Nazioni europee che a livello bilaterale stringono collaborazioni economicie, culturali e sociali con il Regno.

Infatti, oltre alla Spagna , l’ Ungheria sta dimostrando una attività di forte intesa con il Marocco, tanto da giungere alla firma di un memorandum che prevede la formazione di 495 studenti marocchini nelle università magiare entro il 2025, ovvero 165 all’anno. Questi studenti saranno selezionati nell’ambito di un programma di borse di studio chiamato Stipendium Hungaricum. Le Borse di studio a tutti i livelli dell’istruzione superiore devono essere prese in una trentina di università ungheresi e in diversi campi che vanno da quelli scientifici a quelli sociali. Coprono le tasse universitarie, uno stipendio mensile, l’alloggio e l’assicurazione medica. In tutto questo asssitiamo invece all’immobilismo dell’Italia che potrebbe trovare ampi spazi per la propria economia.

Marco Baratto

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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