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Testamento solidale: cos’è e a che cosa serve

Il testamento solidale (o lascito, a seconda di come lo si voglia chiamare) una persona ha la possibilità di lasciare una parte o la totalità dei propri beni a un ente, come per esempio una società non profit, una fondazione o un’associazione, che svolgono attività di beneficenza. Si deve trattare pertanto di un ente impegnato nella ricerca o in attività culturali, umanitarie, scientifiche, sanitarie o sociali. È possibile adottare il testamento pubblico, il testamento segreto o il testamento olografo, vale a dire una qualunque delle forme di testamento che il nostro ordinamento giuridico consente di utilizzare.

Come funziona

Il testamento pubblico, in particolare, si basa su un atto pubblico notarile; anche il testamento segreto deve essere posto in essere tramite un notaio. Diverso è il caso del testamento olografo, il cui deposito formale può essere effettuato presso un notaio oppure, in via fiduciaria, presso una persona di fiducia. È possibile disporre il lascito solidale a beneficio dell’ente selezionato o come legato o come istituzione di erede: nel primo caso si parla di disposizione a titolo particolare, mentre nel secondo caso si ha a che fare con una disposizione a titolo universale.

I vincoli al lascito solidale

Cos’è il testamento solidale? Come si è visto, si tratta di un lascito a enti di beneficenza. Anche ai lasciti solidali, come a qualunque legato o a qualunque istituzione di erede, si possono apporre dei vincoli come oneri a carico del legatario o condizioni. Nella maggior parte dei casi, lo scopo dei vincoli in questione è quello di impegnare l’ente di destinazione a usare i beni unicamente per le finalità e le attività benefiche di cui l’ente si occupa.

Il testamento solidale e gli eredi

Un testamento solidale può essere considerato, dunque, un lascito a beneficio di un soggetto che, dal punto di vista del testatore, è estraneo alla cerchia di quelli che secondo la legge sono i suoi eredi. Egli, però, deve sempre fare in modo che non vengano danneggiate le quote ereditarie che spettano a specifiche categorie di eredi. Sono due le tipologie di eredi previste dal nostro ordinamento giuridico: quelli legittimi e quelli legittimari. Gli eredi legittimi sono quelli che possono ereditare, mentre gli eredi legittimari devono per forza ereditare, nel senso che la legge attribuisce loro una quota specifica del patrimonio ereditario. I figli e il coniuge sono gli eredi legittimari; se non ci sono figli, gli eredi legittimari diventano i genitori. Le quote che spettano ai soggetti in questione cambiano in base a quanti ce ne sono quando la successione viene aperta. Ipotizzando che chi muore lasci due figli e il coniuge, due quarti del patrimonio andranno ai figli e un quarto al coniuge: il che vuol dire che il testatore può disporre solo di un quarto del proprio patrimonio, decidendo di lasciarlo a chi vuole, eventualmente anche a un ente benefico come nel caso di un lascito solidale.

Che cosa è necessario sapere a proposito della tassazione

Come ogni altro tipo di testamento, anche per il lascito solidale non sono previste tasse o impostate da pagare nel momento in cui esso viene predisposto. Quando poi la successione viene aperta, non ci sono imposte di successione né di altro genere rispetto al valore di ciò che è stato lasciato, anche nel caso in cui siano coinvolti degli immobili. L’esenzione dal pagamento delle imposte è indicata in particolare dal D. Lgs. n. 346 del 31 ottobre del 1990, all’articolo 3, con riferimento tra l’altro agli enti di beneficenza.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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