Shoah, poesia La sentenza

Shoah, la poesia Sentenza. La lirica è scritta da Hans Sahl.
Shoah la poesia Sentenza
La lirica si ispira ai sentimenti di coloro che nella Germania nazista, per evitare la deportazione, sono costretti a fuggire. La famiglia del poeta è di origini ebraiche e per salvarsi, lo scrittore decide di emigrare. Si tratta di una fuga pericolosa, lunga e costellata di pericoli.
La poesia rievoca il grande dolore nel dover lasciare la propria esistenza ma anche il desiderio di dimenticare il passato.
Hans Sahl, biografia
Hans Sahl nasce a Dresda nel 1902 e cresce in un ambiente acculturato e benestante. Fugge dal regime di Hiltler e raggiunge la Francia. Hitler sale al potere nel 1933 iniziando subito una campagna di annientamento dell’opposizione.
Il tremendo periodo della Germania nazista si conclude definitivamente nel 1945.
In seguito, si sposta negli Usa, esattamente a New York. Il letterato torna in Germania soltanto nel 1989.
Fra le sue opere I pochi e i molti. Romanzo di un’epoca e la raccolta di poesie Mi rifiuto di scrivere un necrologio dell’uomo. Hans Sahl è scrittore, poeta, traduttore e giornalista perché ha collaborato con grandi testate.
Sentenza di Hans Sahl
Il cuore non legare a quel che è già perduto,
non merita l’amore quel che a fuggir costrinse,
delle immagini scorda il notturno assalto,
dimentica la mano che nel vuoto ti spinse,
e a quella falsa eco non prestare ascolto,
che dal mondo di ieri fino a te rintocca.
Il cuore non legare a quel che è già perduto.
Proteggiti finché la tua ora non scocca.
Foto tratta da pixabay.com