Editoriali

Africa. Mali, Burkina Faso e Niger accusano Algeria di terrorismo internazionale per aver abbattuto il drone maliano

Secondo gli osservatori africani, l'abbattimento del drone maliano sarebbe un messaggio algerino politico codificato volto a fornire copertura aerea ai suoi alleati come il movimento Azawad e ai gruppi armati. L'Algeria riconosce pubblicamente di "controllare tutto ciò che è in movimento" nel Sahel, in primo luogo i gruppi terroristici.

L’Algeria è più isolata che mai dai suoi vicini. Le relazioni tra i paesi del Sahel sono tese. Mali, Niger e Burkina Faso, uniti nella Confederazione degli Stati del Sahel, non solo accusano il regime militare algerino di sostenere il terrorismo internazionale ma hanno anche deciso di richiamare i loro ambasciatori ad Algeri. Una decisione presa in risposta alla distruzione, da parte dell’esercito algerino, di un drone maliano Akinci, avvenuta il 1° aprile nei pressi della regione di Kidal al confine di Tin-Zaouatine in Mali.
Il comunicato ufficiale del Governo di Transizione del Mali, datato 6 aprile 2025, ha accusato ufficialmente l’Algeria di essere responsabile della distruzione dell’aereo, i cui rottami sono stati rinvenuti “all’interno del territorio maliano, a 9,5 km a sud del confine tra Mali e Algeria”, hanno specificato le autorità maliane.
L’inchiesta ha concluso che l’aereo è stato abbattuto dai lanci ostili algerini e che il drone non ha mai lasciato il territorio maliano.
L’inchiesta condotta dalle autorità militari maliane ha rivelato che “il collegamento è stato perso con l’aereo mentre si trovava a 10,2 km a sud del confine Mali-Algeria. La distanza tra il punto in cui il collegamento si è interrotto e il luogo in cui è stato trovato il relitto è di 441 metri. Questi due punti si trovano sul territorio nazionale”, secondo la stessa fonte.
In risposta al comunicato stampa del 1° aprile del Ministero della difesa algerino, in cui Algeri ha riconosciuto e rivendicato la responsabilità di “aver abbattuto un drone da ricognizione armato che era penetrato nel suo spazio aereo”, il Mali “ha chiesto alle autorità algerine di fornire prove concrete della violazione del loro spazio aereo da parte di un drone da ricognizione maliano. Da 72 ore non è stata data alcuna risposta soddisfacente alla richiesta maliana”.
Di fronte a questo “silenzio colpevole” e al proseguimento delle indagini, il Mali ha “concluso con assoluta certezza che il drone è stato distrutto a seguito di un’azione ostile premeditata del regime algerino” nello spazio aereo maliano.
Il Mali condanna fermamente l’atto, definendolo un’aggressione premeditata e ostile e accusa l’Algeria di sostenere il terrorismo internazionale ostacolando le operazioni maliane contro i gruppi armati.
Bamako ha deciso, in “risposta a questa ennesima provocazione del regime algerino, di convocare l’ambasciatore algerino per protestare contro questa ostilità; di ritirarsi immediatamente dal Comitato dello Stato Maggiore Congiunto (CEMOC, creato nel 2009 su iniziativa d’Algeri nel quadro del Coordinamento di Tamanrasset per la lotta al terrorismo nel Sahel, ndr); e di sporgere denuncia presso gli organismi internazionali contro il regime algerino per atti di aggressione”.
Da parte sua, il Collegio dei Capi di Stato della Confederazione degli Stati del Sahel, che riunisce Mali, Niger e Burkina Faso, in una dichiarazione, “ha condannato questo atto irresponsabile del regime algerino (…) e ha richiamato gli ambasciatori degli Stati membri in Algeria per consultazioni”.
La Confederazione ritiene che la distruzione del drone dell’esercito maliano “sia un’aggressione rivolta a tutti gli Stati membri e una manovra perfida per promuovere il terrorismo e contribuire alla destabilizzazione della regione. L’incidente è ancora più grave in quanto i risultati delle indagini dimostrano che la distruzione del drone ha impedito la neutralizzazione di un gruppo terroristico che stava pianificando atti terroristici contro l’AES”, ha precisato il Collegio.
I rapporti dell’Algeria con i suoi vicini del Sahel sono tesi da diversi anni. Il Mali e il Niger avevano già convocato gli ambasciatori algerini per protestare contro l’ingerenza algerina nei loro affari interni.
Da ricordare che giovedì scorso i rappresentanti di Niger, Mali e Burkina Faso, i tre Paesi dell’Alleanza degli Stati del Sahel, hanno incontrato la loro controparte russa. I colloqui si sono concentrati sul rafforzamento della cooperazione militare ed economica. In questa occasione, e durante una conferenza stampa congiunta con il suo omologo russo Sergei Lavrov, il ministro degli Esteri maliano Abdoulaye Diop ha accusato l’Algeria di sostenere il terrorismo.
Secondo gli osservatori africani, l’abbattimento del drone maliano sarebbe un messaggio algerino politico codificato volto a fornire copertura aerea ai suoi alleati come il movimento Azawad e ai gruppi armati. L’Algeria riconosce pubblicamente di “controllare tutto ciò che è in movimento” nel Sahel, in primo luogo i gruppi terroristici.
Questa mossa ben calcolata rientra quindi nel contesto di un tentativo di riposizionamento algerino nella regione del Sahel trascinando anche il Mali al tavolo dei negoziati con il Movimento dell’Azawad e altri gruppi armati sotto l’egida d’Algeri, nel tentativo di recuperare il suo posto perso in Mali, Niger e Burkina Faso.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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