Assemini, Monumenti aperti sabato 24 e domenica 25 maggio

Dopo una pausa, Assemini è felice di tornare a far parte del circuito “Monumenti Aperti”: sabato 24 e domenica 25 maggio la disponibilità di dipendenti comunali e volontari renderanno possibile l’apertura di 6 monumenti.
Assemini partecipa a Monumenti Aperti insieme ad altri 12 Comuni della Sardegna: Bosa, Carloforte, Chiaramonti (solo domenica 25), Cuglieri, Ittiri, Monteleone Rocca Doria, Nuxis, Ossi, Selargius, Simala, Sini e Stintino – più Quiliano in provincia di Savona e le città di Cosenza e Roma.
I MONUMENTI
Quattro le chiese proposte come luoghi da visitare.
La Chiesa di San Pietro (Piazza San Pietro, sabato dalle 09.30 alle 12.30 e domenica dalle 16.00 alle
18.30) è una delle più significative testimonianze dello stile gotico-catalano nella provincia di Cagliari, ben riconoscibile per i suoi caratteri architettonici originari. Si può ipotizzare una fondazione bizantina della chiesa intorno all’anno 1000; nei secoli successivi l’edificio fu più volte ampliato, fino a raggiungere l’attuale configurazione gotico-catalana. La facciata, priva di timpano e sormontata da merli lavorati, presenta un portale con arcate concentriche a sesto acuto su pilastri polistili; un finestrone rettangolare ha preso il posto del rosone originario. A sinistra si erge la torre campanaria quadrangolare con archetti ogivali, sopraelevata nel 1880 dopo la chiusura delle vecchie finestre ogivali. L’interno, a navata unica coperta a volta con archi a sesto acuto,
accoglie sei cappelle laterali aggiunte in epoca successiva. Il battistero si apre con un arco romano, mentre il presbiterio sopraelevato ospita l’altare maggiore in marmo intarsiato (1740), ornato da una nicchia con colonnine e un paliotto decorato con un medaglione raffigurante San Pietro.
Degno di nota il crocifisso del XV secolo. È invece andato perduto, durante lavori di restauro, un trittico su tavola del pittore sardo Dexart (XVI sec.) con le raffigurazioni di Paradiso, Purgatorio e Inferno. Anche la Chiesa di San Giovanni (via San Giovanni 3) risale all’epoca greco-bizantina (VIII secolo), e presenta una pianta a croce greca inscritta, unica nel suo genere in tutta la Sardegna. Le due navate perpendicolari sono coperte da volte a botte e si incrociano sotto una cupola centrale. Ai quattro angoli si trovano ambienti con copertura lignea a doppia falda. All’interno si conservano iscrizioni in greco antico. La prima documentazione storica relativa ad Assemini e alla chiesa di San Giovanni risale all’inizio del XII secolo, durante il dominio pontificio sotto papa Callisto II. La Chiesa di San Cristoforo (via San Cristoforo) risale invece al XVII secolo, epoca della dominazione spagnola in Sardegna. Ha pianta rettangolare, facciata a capanna e campanile a vela con una sola luce ad arco a tutto sesto. Non si conosce con certezza la data di fondazione; i primi documenti risalgono al 1820 e riportano che l’edificio era utilizzato come “bottega del chirurgo”, dove si eseguivano estrazioni dentarie e piccoli interventi. La facciata ospita un portale ligneo sovrastato da una finestra rettangolare. L’interno, semplice e lineare, è costituito da un’unica aula rettangolare con copertura lignea. L’altare, leggermente rialzato, è sormontato da una nicchia che accoglie la statua di San Cristoforo. Molto più recente, ma non meno interessante, la Chiesa Beata
Vergine del Carmine (via Sant’Elia 2). Un tempo frazione isolata di Assemini, il Carmine (in sardo Su Cramu) era abitata da contadini e pescatori dello stagno di Santa Gilla. La chiesetta, costruita all’inizio del Novecento grazie alla donazione del terreno da parte della famiglia Stara e al contributo delle circa 60 famiglie residenti, costituiva l’approdo più a nord dello stagno. Interamente in pietra, fu consacrata il 13 luglio 1912 e dedicata alla Beata Vergine del Carmelo. Restaurata più volte, l’ultima nei primi anni ’70, oggi la chiesa è aperta ma utilizzata solo in
occasione della messa del 16 luglio, in onore della Madonna del Carmelo.
Due i siti civili.
Interessanti, per ragioni storiche ed economiche, le Stalle Conte Ceconi (via Lamarmora 3).
Il conte Angelo Ceconi di Montececon, ingegnere e figlio dell’imprenditore friulano Giacomo Ceconi, fu una figura chiave nella storia moderna di Assemini. A partire dai primi del Novecento, Ceconi realizzò due grandi complessi agricoli nel cuore del centro storico, non lontano dall’antica stazione ferroviaria. La casa padronale, oggi trasformata in più abitazioni, era al centro della fattoria, circondata da un intero isolato che ospitava la casa del fattore, le stalle, il porcile, il granaio, la cantina, magazzini e depositi. L’azienda, che si estendeva per oltre 1.200 ettari fino alle campagne di Macchiareddu-Grogastu, fu una delle più importanti della Sardegna. Le architetture
dei fabbricati, ispirate alla cultura mitteleuropea dell’Impero Asburgico, colpiscono ancora oggi per la loro qualità e suggestione. Questa iniziativa vuole rendere omaggio al conte Ceconi, imprenditore e benefattore al quale Assemini deve molto.
Ultimo sito è il Vecchio Municipio (Piazza San Pietro) che è stato per quasi un secolo il centro della vita politica e amministrativa di Assemini. Già dal 1860 si progettava la costruzione di una nuova sede municipale, ma l’attuale edificio fu realizzato a fine XVIII secolo in stile neoclassico. In passato, il piano terra ospitò alcune classi elementari per far fronte alla carenza di edifici scolastici. Con la costruzione del nuovo Municipio, l’edificio cadde in disuso e fu oggetto di importanti interventi di restauro e consolidamento, che ne modificarono la struttura interna e la destinazione d’uso. Gli ambienti sono stati riconvertiti in spazi espositivi per accogliere mostre e materiali archeologici, tra cui oltre 200 reperti provenienti dalla necropoli punico-romana di Cuccuru Boi
Concas. Oggi è utilizzato prevalentemente per eventi culturali e mostre.
INFORMAZIONI UTILI
I monumenti saranno visitabili gratuitamente, sabato e domenica dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30, salvo nella chiesa di San Pietro aperta sabato dalle 09.30 alle 12.30 e domenica dalle 16.00 alle 18.30. Per la visita ai siti si consigliano abbigliamento e scarpe comode. Le visite alle chiese saranno sospese durante le funzioni religiose. È facoltà dei responsabili della manifestazione limitare o sospendere in qualsiasi momento, per l’incolumità dei visitatori o dei beni, le visite ai monumenti. In alcuni siti la visita potrà essere parziale per ragioni organizzative o di afflusso.
Accessibilità
Le Stalle Conte Ceconi, Chiesa di San Giovanni e la chiesa di San Cristoforo sono monumenti parzialmente accessibili.
INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
Per restare informati su tutte le iniziative di Monumenti Aperti è a disposizione l’app Heart of Sardinia oltre agli account social Facebook e Instagram: a livello locale @sardegnamonumentiaperti; a livello nazionale, rispettivamente @monumentiapertinazionale e @monumenti_aperti.
I contenuti aggiornati sono consultabili sul sito ufficiale www.monumentiaperti.com.
L’informazione rivolta agli organi di stampa è invece garantita dall’ufficio stampa della manifestazione.
LE ISTITUZIONI ADERENTI
Come avviene ininterrottamente dal 2008, il progetto Monumenti Aperti anche quest’anno ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza della Presidenza della Repubblica Italiana.
L’edizione 2025 si tiene con i prestigiosi patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo, Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna. Particolarmente importante è anche il patrocinio del Parlamento Europeo, ricevuto lo scorso anno per la seconda volta e ora rinnovato.
Monumenti Aperti è realizzata su base regionale da Imago Mundi OdV con il contributo di Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato dei Beni Culturali e Assessorato del Turismo), dei 64 Comuni aderenti; con il finanziamento della Città Metropolitana, che con la Determinazione n. 2336 del 9.8.2006 della Direzione Generale dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sardegna, assunta per un rafforzamento della promozione e commercializzazione e della logistica infrastrutturale di Monumenti Aperti, ha assicurato al progetto un’importante dotazione di beni e strutture atte a raggiungere standard di qualità e
obiettivi; e con il contributo di Fondazione di Sardegna.
Sponsor: SardexPay | Sponsor tecnici: Arti Grafiche Pisano, CTM SpA | Media partner: Radio X e
Eja TV in collaborazione con BES – Best Events Sardinia.
COME SOSTENERE LA MANIFESTAZIONE
Anche quest’anno Monumenti Aperti è tra i beneficiari del 5×1000 del MiC che prevede il
finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e
paesaggistici. Destinare il 5×1000 a Monumenti Aperti è facile: i modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato in cui puoi firmare e indicare, nella sezione relativa al finanziamento dei soggetti, il numero di codice fiscale 02175490925 di Imago Mundi, l’organizzazione culturale che dal 1997 organizza la manifestazione regionale di Monumenti Aperti.


