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Milano, Luca Molinari nella giuria tecnica dell’Aga Khan Award for Architecture

L’edizione 2025 dell’Aga Khan Award for Architecture, tra i più autorevoli premi internazionali di architettura,
ha riconosciuto tra i vincitori il Wonder Cabinet di Betlemme, realizzato dallo studio palestinese AAU Anastas.
Un centro libero per le arti contemporanee e le comunità locali, unico nel suo genere in Palestina, che in un
contesto di grande fragilità sociale e politica diventa un segno concreto di speranza, cultura e dialogo.
Il prestigio di questa edizione si riflette anche nella presenza in giuria tecnica del critico e storico dell’architettura Luca Molinari, professore ordinario di Teoria e Progettazione dell’Architettura presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e figura di rilievo internazionale nel dibattito architettonico contemporaneo.
La sua nomina all’interno della giuria testimonia la volontà dell’Aga Khan Award di coinvolgere personalità
capaci di coniugare rigore accademico, esperienza critica e sensibilità verso l’impatto sociale dell’architettura.
Molinari ha contribuito di questo importante processo di giudizio grazie all’analisi e approfondimento dei due
progetti palestinesi finalisti e li ha presentati alla giuria principale che poi ha portato alla scelta del progetto Wonder Cabinet .
Istituito nel 1977 da Sua Altezza l’Aga Khan, l’Aga Khan Award for Architecture si distingue per il suo focus unico:
premiare progetti che uniscano eccellenza architettonica, sostenibilità e rilevanza sociale. Con un montepremi
complessivo di un milione di dollari, l’edizione 2025 ha assegnato sette riconoscimenti distribuiti in sei paesi –
Palestina, Pakistan, Bangladesh, Iran, Egitto e Cina – spaziando dal restauro di quartieri storici (Il Cairo) a edifici
comunitari e culturali (Bangladesh, Pakistan, Cina, Iran) fino al Wonder Cabinet in Palestina.
Il processo di selezione ha visto oltre 750 candidature, ridotte a 20 finalisti. A dieci On Site Review Members
internazionali, tra cui Luca Molinari è stato affidato il compito di visitare i progetti, incontrare architetti,
committenti e comunità locali, e presentare alla giuria le valutazioni conclusive.
Situato nella valle di Al-Karkafeh a Betlemme, il Wonder Cabinet nasce dall’iniziativa degli architetti AAU
Anastas per colmare un vuoto nell’offerta culturale della città, soprattutto per i giovani. Con spazi per studi
d’artista, produzione, una radio, un ristorante e funzioni collettive, il progetto si configura come
un’infrastruttura culturale aperta e resiliente, capace di connettere la comunità locale con artisti e operatori
internazionali.
La giuria lo ha descritto come «un faro di produzione culturale e resilienza, capace di incoraggiare scambio,
dialogo e costruzione di comunità in un contesto politico e sociale fortemente complesso». La sua architettura,
al tempo stesso sobria e monumentale, combina materiali locali e linguaggio contemporaneo, diventando
simbolo di un’identità collettiva che resiste attraverso la cultura.
Il riconoscimento al Wonder Cabinet è un atto di fiducia nell’architettura come strumento di emancipazione,
dialogo, pace e futuro per la Palestina

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