Isola di Serpentara, LIFE Safe for Vultures, recuperato il corpo del grifone francese Mayra

Chissà se, quando ha deciso di avventurarsi in mare aperto, la sua intenzione fosse quella di ritrovare la via di casa, di tornare in Francia, dove è nata e da dove è stata recuperata in condizioni di difficoltà prima di essere donata dalla Lpo al progetto LIFE Safe for Vultures. O chissà se a spingerla lì sia stato quello spirito libero e ribelle già mostrato prima di giungere nell’isola, magari per andare alla scoperta di nuove terre da esplorare. In entrambi i casi il suo tentativo di attraversare il mare, dopo il decollo dalla costa sudorientale della Sardegna, non è andato a buon fine. Mayra, grifone liberato il 3 ottobre a Villasalto, non ce l’ha fatta. È annegato al largo di
Serpentara, l’isola a 4 chilometri da Villasimius. Una squadra di agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna e della Capitaneria di porto l’ha recuperato in mare mercoledì sera.
Arrivata in aprile dentro un trasportino e “scortata” da rappresentanti della Ligue pour la Protection des Oiseaux, ha trascorso alcuni mesi nella voliera di ambientamento realizzata dall’Agenzia Forestas nel cantiere boschivo di Monte Genis, a Villasalto. Da lì è stata rilasciata venerdì scorso con altri sei grifoni. Anche in questo caso, ad assisterla c’era la delegazione dell’associazione transalpina, impegnata nel proprio Paese in progetti analoghi a quello di cui sono partner – oltre ai già citati Cfva e Forestas – il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, E- Distribuzione e Vulture Conservation Foundation.
L’accelerometro e il gps di cui sono dotati gli uccelli rilasciati nell’ambito del piano di ripopolamento della specie in Sardegna hanno consentito di seguirne i movimenti lungo un tracciato che, partendo da Villasalto, ha avuto un andamento piuttosto regolare e lineare in direzione di Villasimius. Il suo gps ha sempre continuato a trasmettere grazie a uno dei geofence impostati
dagli esperti del progetto. I geofence sono aree in cui vengono presi dati a più alta risoluzione, LIFE Safe for Vultures li ha previsti in coincidenza delle zone di attraversamento del mare tra Sardegna e Corsica, tra Sardegna e Sicilia, intono all’Asinara. Alcuni geofence sono poi situati in
prossimità di alcuni impianti eolici. Martedì pomeriggio è stato visto volare sul mare. Dai dati di altitudine e dall’accelerometro si è capito subito che fosse finita in acqua. Sono stati allertati gli uomini della Forestale. E quando i mezzi di soccorso si sono mossi, hanno potuto contare sul continuo aggiornamento della posizione, riuscendo così a trovarla. Il grifone è stato consegnato ai veterinari del centro di recupero della fauna selvatica di Monastir dell’Agenzia Forestas, dove sarà eseguito l’esame autoptico. In attesa del suo esito e di quanto
emergerà dagli esami biologici eseguiti a Sassari dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, si ipotizza che la causa del decesso sia l’annegamento: Mayra potrebbe essere stata tradita dalle correnti ascensionali, e potrebbe essere stata disorientata dal trovarsi all’improvviso in mare aperto, in volo radente.
Qui toglierei i nomi e lascerei solo le istituzioni: La vicenda di Mayra, nonostante il triste epilogo, conferma l’attualità di alcuni studi condotti di recente dal partenariato di LIFE Safe for Vultures assieme a ricercatori e studiosi di altri importanti centri europei, quali il Mammal Research Institute della Polish Academy of Sciences di Białowie in Polonia e il Max Planck Institute of Animal Behavior di Radolfzell, in Germania.
Sebbene gli uccelli veleggiatori, tra i quali è incluso il grifone, evitino di attraversare ampi specchi d’acqua a causa dell’assenza di correnti termiche, i rilevamenti effettuati grazie alla telemetria satellitare dimostrano che il volo planato sul mare è possibile in specifiche condizioni atmosferiche.
Volare sull’acqua costituisce anzi un evento meno episodico di quanto si riteneva, ed è uno dei maggiori fattori di connettività tra le popolazioni di un territorio e un altro, con conseguenze sul flusso genico. Questo comportamento è stato finora indagato solo in specie veleggiatrici di dimensioni minori, mentre persistono notevoli lacune di conoscenza per le specie di grandi dimensioni, come gli avvoltoi.
Le indagini rese possibili proprio dalla telemetria stanno consentendo alla comunità scientifica di colmare un gap informativo che riguardava in particolare le grandi specie. Come conferma il caso di Arriccelli, un grifone liberato un anno fa a Villasalto, che partendo dal Sud Sardegna riuscì
addirittura a raggiungere la Sicilia, gli avvoltoi sorvolano il mare aperto, talvolta lontano dalle rotte migratorie, come nel caso dei movimenti da e verso le isole. Il fenomeno è valutato positivamente: gli attraversamenti marini da parte di individui in dispersione, non migratori, sono infatti fondamentali per garantire la connettività nelle popolazioni non migratorie del Mediterraneo. Considerare tali attraversamenti è essenziale per sviluppare strategie di conservazione per le
piccole popolazioni insulari.


