
Se ne è andato a Nuoro Jean Claude Lesuisse, un nome che, forse, per i più non significa niente, ma per quasi tutti coloro che conoscono la Sardegna sì, Lesuisse è il padre della Costa Smeralda. E’ colui che ha contribuito a disegnare la Costa Smeralda.
Chi è Jean Claude Le Suisse
Architetto di fama internazionale è l’erede di Savin Couëlle infatti ha continuato in modo appassionato tutto ciò che è derivato dalla scuola di architettura organica avviata da Jacques Couëlle e portata avanti dal figlio Savin Couëlle, che definì lo stile iniziale e inconfondibile della Costa Smeralda. La sua architettura è caratterizzata da un forte intuito e rispetto per la natura circostante. Le sue opere si fondono con il paesaggio sardo, utilizzando forme morbide, asimmetriche e giochi prospettici che scardinano i canoni tradizionali.Era un maestro nell’uso di materiali naturali e locali di alta qualità, come la pietra, gli intonaci in tinte naturali, il cotto artigianale e il legno lavorato a mano. Le sue ville sono ricche di dettagli artigianali, come ornamenti in ferro battuto, intarsi in vetro di Murano e punti luce artistici.Ha firmato e progettato molte delle lussuose e raffinate ville private e complessi residenziali (come le Residenze del Principe) che caratterizzano località come Porto Cervo e il Pevero.
Multisensorialità: la parola chiave dei progetti di LaSuisse
LaSuisse non si limita a costruire una casa, ma a plasmare un’esperienza sensoriale in armonia con l’ambiente sardo, infatti disegna qualcosa che entra subito a far parte del panorame sardo in modo perfetto, basta osservare la Costa Smeralda e le sue ville! Le ville sembrano sorgere naturalmente dalle rocce di granito circostanti. Lesuisse abbandona gli angoli retti e le simmetrie rigide per adottare linee morbide, curve e pareti irregolari, come se fossero state levigate dal vento e dal mare. Per fare questo l’architetto usa della pietra locale (granito), degli intonaci grezzi in tinte naturali (spesso simili al colore della terra e della sabbia) e del legno di castagno per pergolati e travi, le rende quasi invisibili dall’esterno. Non solo, l’area è verde e bisogna preservarla ecco che nascono i Tetti-Giardino: Spesso i tetti sono piatti o leggermente inclinati e ricoperti di vegetazione, non solo per isolare, ma per far sì che la villa svanisca visivamente nel paesaggio collinare. Le piscine sono diverse dalle solite, infatti dove è presente, è spesso scolpita nella roccia o realizzata con marmo locale, con forme irregolari che imitano uno specchio d’acqua naturale o un laghetto.
Gli Interni “Plasmati”: Lesuisse utilizzava tecniche murarie particolari per creare interni che sembrano modellati a mano. Le pareti non sono mai lisce o perfette, ma hanno una matericità vibrante. I punti luce sono artistici, infatti non si tratta di semplici lampade, ma di veri e propri elementi di design artigianale. Spesso si trovano intarsi in vetro colorato di Murano o lampade in ferro battuto realizzate su disegno, che creano giochi di luce e ombra unici. I pavimenti sono tipicamente in cotto artigianale sardo o in marmi locali come il Biancone di Orosei, posati in modo da creare texture e mosaici cangianti e persino gli arredi sono su misura, ante delle cucine in legno decappato ai divani in muratura, sono creati su disegno per fondersi completamente con l’architettura circostante, rendendo ogni stanza un’opera d’arte completa.
Uno stile inconfondbile diventato sinonimo di Costa Smeralda .
Costa Smeralda, scorcio, PH Ing Piano E.