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Cagliari e Milis: Sardegna Cinema Paradiso

Raccontare il mondo che cambia, dare forma visiva a trasformazioni già in atto e interrogarsi sui futuri possibili: da questa urgenza nasce Sardegna Cinema Paradiso, un festival diffuso che intreccia cinema, architettura e narrazioni climatiche, trasformando l’isola in un laboratorio di immaginazione.

La nuova manifestazione nasce nel momento in cui i confini tra immaginazione e realtà ecologica si assottigliano: ciò che un tempo appariva come distopia oggi è il contesto nel quale viviamo e con cui siamo chiamati a convivere. Il festival restituisce così una Sardegna poliedrica e mutevole, attraversata da ecosistemi differenti e identità molteplici: coste modellate dai venti, distese aride, pareti rocciose a picco sul mare, montagne fitte di boschi. Una geografia complessa che porta con sé memorie, fragilità e un enorme potenziale per immaginare nuovi modi di abitare il presente.

Il concept del festival nasce dall’incontro tra scienza del clima, fantascienza, distopia, architettura e territorio, in un omaggio contemporaneo al film Nuovo Cinema Paradiso: luoghi dimenticati, spazi industriali o domestici si trasformano in schermi vivi, diventano cinema e occasione di riconnessione. Non solo un gesto poetico, ma un invito a rileggere il patrimonio esistente come risorsa culturale, ecologica e narrativa.

Sardegna Cinema Paradiso si configura come una piattaforma di dialogo globale: Cagliari, Milis e New York si connettono con proiezioni, residenze, panel e collaborazioni internazionali, attivando scambi e immaginari tra territori distanti.

Il festival è spin-off del progetto METAMORPHOSIS. Transforming Italian Architecture, vincitore dell’avviso Festival Architettura III promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Ne amplia lo sguardo e lo orienta sulle questioni legate alla crisi climatica, sul futuro delle comunità e sulle potenzialità delle aree interne, attraverso la lente del cinema e delle narrazioni speculative. L’evento è realizzato nell’ambito del progetto Metamorphosis – Transforming Italian Architecture, sostenuto da Festival Architettura – Edizione 3, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

 

IL PROGRAMMA

Dopo il debutto dello scorso 13 dicembre a Milis, il festival entra nel vivo venerdì 19 dicembre a Cagliari, negli spazi di DomOSC, con un focus dedicato alla Climate Fiction come lente attraverso cui interpretare il presente e proiettare futuri possibili. In un’epoca in cui le previsioni più radicali si avvicinano alla realtà, la distopia, l’utopia ambientale e il viaggio diventano strumenti narrativi fondamentali. La serata propone un’intervista con Paolina Consiglieri sul progetto Non è tutto rosa. Seguirà un reading a cura di KyberTeatro e un panel con Clelia Farris, Francesca Lixi e la stessa Consiglieri, chiamate a discutere le narrazioni speculative legate al cambiamento climatico, alla prospettiva femminile e al tema del viaggio.

Infine, sabato 20 dicembre, dalle ore 21:00, sempre a DomOSC, si apre una riflessione che dal cinema di fantascienza conduce al presente climatico più urgente: dune aride, città sommerse, deserti radioattivi e pianeti tossici non sono più soltanto scenari immaginati, ma condizioni da cui interi territori del pianeta sono sempre più segnati. Durante la giornata intervengono Andrea Mura e Alfonso Pinto, che presentano il film Toxicily. Il programma si arricchisce con un nuovo reading curato da KyberTeatro e con la presentazione di Jordan Keys, Between Sea and Stone, Between Jazz and Launeddas, un lavoro che attraversa frontiere fisiche e sonore. La chiusura è affidata al monologo Vedere l’invisibile interpretato da Riccardo Murgia, che porta in scena immaginari e identità tra terra, futuro e metamorfosi.

 

 

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