Intervista esclusiva del capo dell’opposizione israeliana su Setteottobre.com

“In Europa si parla di cautela e diplomazia, ma a Teheran questo non viene letto come sfumatura. Viene letto come esitazione, come debolezza”. Yair Lapid, già primo ministro di Israele e leader del partito centrista Yesh Atid, nell’intervista esclusiva concessa al magazine Setteottobre.com invita gli alleati europei ad assumere una posizione molto più forte contro l’Iran perché “si tratta di una sfida che non riguarda soltanto Israele, ma investe direttamente le democrazie occidentali”.
Tra i passaggi più significativi, Lapid mette in guardia contro una lettura ambigua delle minacce rappresentate da organizzazioni e regimi che combinano “un’ideologia radicale con il terrorismo e una strategia a lungo termine molto chiara per cancellarci dalla faccia della terra”. Iran e proxy “sono attori ideologici con una visione del mondo fondamentalmente opposta alla democrazia liberale, al pluralismo, ai diritti delle donne, ai diritti delle persone omosessuali, ai diritti delle minoranze e alla libertà di religione”. Il pericolo per l’Europa non è solo il terrorismo, ma anche “l’erosione dei valori democratici. Quando le democrazie hanno paura di definire la minaccia, diventano più deboli nell’affrontarla”.
Nell’intervista il capo dell’opposizione israeliana affronta il confine, sempre più discusso, tra critica legittima a Israele e antisemitismo: “La linea viene superata quando a Israele vengono negati diritti riconosciuti a ogni altra nazione. Quando si mette in discussione il nostro stesso diritto a esistere, non è più critica: è antisemitismo.” Secondo Lapid “rifiutarsi di denunciarlo è codardia e bancarotta morale, e finirà per distruggere le società dall’interno”.
Chiarissima infine la posizione sulla guerra che definisce “giusta e necessaria” e per questo “ci aspettiamo che gli alleati siano al nostro fianco”. E avverte: “se il mondo libero la tratta come un problema solo di Israele, finirà per scoprire che Israele era soltanto il primo bersaglio, non l’ultimo”.
L’intervista integrale è online su www.setteottobre.com


