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Sahara marocchino, a Verona il confronto sul piano di autonomia: “Soluzione pragmatica per stabilità e sviluppo

Il piano di autonomia proposto dal Marocco per il Sahara occidentale continua a guadagnare attenzione e sostegno nel dibattito internazionale. È quanto emerso durante un incontro organizzato sabato a Verona, che ha riunito esperti marocchini e italiani per discutere il tema dell’autonomia e della governance regionalizzata, mettendo a confronto il modello marocchino con alcune esperienze italiane di autonomia territoriale.

Nel corso del dibattito, i relatori hanno evidenziato come l’iniziativa marocchina venga sempre più considerata una soluzione pragmatica e realistica per affrontare una questione che dura da decenni. Secondo gli intervenuti, il piano rappresenta oggi uno dei principali strumenti politici in grado di favorire stabilità e sviluppo nell’area saheliano-sahariana, una regione che continua a confrontarsi con minacce legate al terrorismo, ai traffici illegali e all’instabilità geopolitica.

Tra gli interventi più rilevanti, il senatore italiano del Trentino-Alto Adige Luigi Spagnolli ha ricordato che la risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adottata nell’ottobre scorso, ha consolidato la centralità dell’iniziativa marocchina nel processo politico internazionale. Spagnolli ha inoltre richiamato il carattere pluralistico dell’identità marocchina, definendola il risultato dell’incontro tra componenti arabe, amazigh, saharo-hassani, africane, andaluse, ebraiche e mediterranee.

Il politologo ed esperto di relazioni internazionali Marco Baratto ha sottolineato che il progetto di autonomia sotto sovranità marocchina offre una prospettiva politica sostenibile e capace di accompagnare lo sviluppo economico delle province meridionali. Secondo Baratto, gli investimenti realizzati negli ultimi anni in infrastrutture, porti, energie rinnovabili e reti logistiche stanno trasformando il Sahara marocchino in una piattaforma strategica tra Europa e Africa.

L’esperto ha inoltre tracciato un parallelo tra il piano marocchino e lo statuto speciale della Sicilia adottato nel 1946, spiegando che entrambi i modelli dimostrano come forme avanzate di autonomia possano rafforzare l’unità nazionale senza compromettere la sovranità dello Stato centrale.

Nel suo intervento, Yasmine El Hassnaoui, docente di relazioni internazionali ed esperta di risoluzione dei conflitti, ha insistito sul fatto che il piano di autonomia riesca a conciliare unità nazionale e governance regionale, valorizzando al tempo stesso la diversità culturale e territoriale. Ha inoltre ricordato che il Sahara è storicamente parte integrante del Marocco e che i programmi di sviluppo avviati nelle province meridionali hanno contribuito a migliorare infrastrutture, collegamenti e opportunità economiche.

Nel corso dell’incontro è stato più volte ribadito che il dossier del Sahara marocchino sta attraversando una nuova fase diplomatica, caratterizzata da un crescente sostegno internazionale alla proposta di Rabat. Diversi partecipanti hanno parlato di una progressiva convergenza della comunità internazionale verso approcci fondati sul pragmatismo e sulla ricerca di una soluzione politica duratura.

L’evento si è concluso con un confronto aperto sulle prospettive future della regione e sul ruolo che il dialogo politico può svolgere nel favorire cooperazione, sicurezza e integrazione economica nel Mediterraneo e nel continente africano. All’incontro hanno preso parte rappresentanti istituzionali italiani, membri della comunità marocchina residente in Italia, accademici e osservatori interessati alle dinamiche geopolitiche del Nord Africa.

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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