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Tortolì, è nato il coordinamento internazionale delle terre della longevità

Sardegna, Okinawa, Nicoya e Ikaria firmano la loro prima lettera d’intenti comune. Il coordinamento internazionale delle terre della longevità è ufficiale. A sottoscrivere l’atto storico, i rappresentanti istituzionali delle quattro comunità che nel mondo registrano la più alta concentrazione di ultracentenari: un’alleanza costruita per promuovere insieme il prodotto turistico esperienziale globale The Longevity Experience – Elisir di lunga e buonavita. I lavori sono stati coordinati dalla giornalista e conduttrice tv internazionale Barbara Serra.

A tenere il filo dell’intera giornata è stato l’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna Franco Cuccureddu, che ha aperto i lavori, illustrato la proposta di Protocollo d’intesa e condotto il negoziato fino alla firma. «Abbiamo costruito qualcosa che non esisteva. Mesi di relazioni diplomatiche con ambasciate e istituzioni di tre continenti convergono in questo atto. L’obiettivo è preciso: fare conoscere al mondo quattro santuari di lunga vita e trasformare quello che fino a oggi era un primato silenzioso in un prodottoturistico esperienziale globale, costruito sulla conoscenza autentica di comunità che hanno qualcosa di raro da mostrare. Non stiamo vendendo la longevità. Stiamo aprendo una porta perché il mondo la conosca.»

Dalla platea internazionale sono arrivate voci diverse ma convergenti. Hiroshi Toyama, membro del Consiglio di Ricerca di Yomitan per il Giappone: «Okinawa sa da decenni di avere qualcosa di raro. Condividerlo non è una scelta, è un dovere.» Diverso il registro del Sindaco di Nicoya Carlos Armando Marinez Arias, che ha portato lavoce di una comunità per cui la longevità non è un primato da esibire: «La nostra gente vive a lungo perché vive insieme, perché ha rispetto della vita e della terra che ci dà sostentamento. Tutto questo non si spiega: simostra.» Per la Grecia, Kyriaki Spanou e Angeliki Douka hanno portato l’esperienza concreta di Ikaria, dove il turismo lento e consapevole è già realtà. «La vera lezione dell’isola — hanno spiegato — è più profonda di un modello turistico: la povertà e l’isolamento hanno eliminato la competizione economica e fondato i rapporti sociali sulla serenità. La siesta, l’alimentazione, una vita conviviale fatta di sostegno reciproco: le abitudini sociali restano il motore più potente di quella società.»

La sessione tecnico-scientifica ha dato sostanza ai numeri. Francesco Cucca, genetista dell’Università di Sassari e principale investigator del Progetto SardiNIA ProgeNIA, ha sintetizzato vent’anni di ricerca sul campo: «In Ogliastra visitiamo ogni cinque anni circa ottomila persone e misuriamo tutto quello che è misurabile. L’obiettivo è promuovere la salute e il buon invecchiamento, fare in modo che invecchiare coincida il più possibile con ilrestare attivi.» Andrea Fabbo, Direttore generale dell’ASL Ogliastra, ha presentato dati epidemiologici che confermano l’Ogliastra tra le aree a più alta longevità d’Europa e come la vita di comunità possa favorire un invecchiamento in salute. Roberto Pili, Presidente della Comunità Mondiale della Longevità, ha posto una domanda semplice e radicale: «Non possiamo prescrivere un villaggio. Ma possiamo far capire al mondo che certi villaggi guariscono.» A chiudere, il medico ogliastrino Raffaele Sestu: ultracentenari che lavorano nell’orto, camminano ogni giorno, mangiano quello che producono. E non sanno spiegare il loro segreto perché non lo vivono come tale.

«Questo coordinamento non è la fine di un percorso», ha dichiarato Cuccureddu a margine della firma della Carta di Tortolì. «È esattamente un inizio. La longevità non si custodisce da soli, si costruisce insieme, nei gesti quotidiani, nelle relazioni, nella fiducia reciproca. È la stessa cosa che stiamo facendo oggi, su scala internazionale. Con la longevità dei buoni intenti.»

 

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