Italia

CNA: nel 2012 le imprese e i lavoratori sardi hanno speso 1,7 % del Pil in malattie e infortuni

cnaGli infortuni denunciati all’Inail in Sardegna sono stati 11.755 , il 26% in meno del 2011

 Le imprese artigiane hanno speso circa 84 milioni di euro per far fronte alle conseguenze degli infortuni (2,6% del valore aggiunto artigiano)

Piras e Porcu (CNA): Insopportabile e ingiusto il costo delle tariffe Inail e dei contributi malattia INPS per le imprese artigiane che pagano 1,5 mld in più di quanto ricevono in prestazioni

Nel 2012 infortuni e malattie professionali sono costate alle imprese e ai lavoratori sardi quasi 550 milioni di euro, ovvero circa l’1,7% del Pil regionale. Il conto, che non include gli incidenti avvenuti durante il tragitto casa lavoro (i cosiddetti infortuni in itinere), si suddivide tra costi assicurativi, pari a circa il 38%, e costi indiretti, ovvero i costi che rimangono a carico dell’impresa e del lavoratore che includono, ad esempio, il tempo perduto per i primi soccorsi, la diminuzione di produttività, i danni alle macchine o alle strutture, l’eventuale addestramento di un sostituto, la perdita di immagine, i salari comunque versati durante il periodo di inattività e le spese per le pratiche amministrative e giuridiche.

In altri termini, l’anno passato le imprese sarde hanno speso, in media, 46 mila euro per infortunio, oltre 3.700 euro a testa e circa 900 euro per occupato. Lo rivela una ricerca prodotta dal Centro studi della CNA. Sono numeri dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionali di CNA Sardegna che evidenziano come l’investimento per migliorare la sicurezza nei posti di lavoro, oltre che un dovere etico, è anche un fattore fortemente strategico dal punto di vista economico, non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale dove il costo di infortuni e tecnopatie arriva a oltre 26 miliardi di euro all’anno (e questo, come detto, senza includere gli infortuni in itinere). Praticamente quanto una intera manovra finanziaria. Questo vale a maggior ragione in Sardegna dove, in rapporto al Pil annuo (1,65%), il costo di infortuni e tecnopatie è costato al sistema economico regionale più di quanto registrato nella media del Mezzogiorno (1,46%), e anche più che in regioni tipicamente a maggiore caratterizzazione industriale, come nel Nord-Ovest (1,55%) e nel Centro (1,64%).

In Sardegna, nel 2012 imprese e lavoratori artigiani hanno speso, considerando i soli incidenti negli ambienti di lavoro (qui non si considerano le malattie professionali e si considera solo la componente effettivamente denunciata all’Inail), qualcosa come 84 milioni di euro per fare fronte alle conseguenze indirette di infortuni, ovvero il 2,6% del valore aggiunto artigiano. Una percentuale, quindi, decisamente superiore a quanto sostenuto dal complesso dell’economia (0,8% del Pil), ma anche al complesso del comparto industriale regionale (2,4%).

Pesano in maniera ingiustificata per il comparto artigiano – dichiarano Piras e Porcu – le tariffe INAIL, sproporzionate e sperequate rispetto alle prestazioni rese al settore, che genera saldi positivi nell’ordine di 1,5 miliardi di euro all’anno utilizzati oggi per compensare il disavanzo di altri settori economici.

C’è da dire che nel 2012 gli infortuni denunciati all’Inail (escluso quelli in itinere) in Sardegna sono stati 11.755. Ovvero oltre 4 mila in meno rispetto al 2008 (un calo di oltre il 26%). Un risultato anche migliore di quanto registrato in termini assoluti nel complesso nazionale, dove gli infortuni sono diminuiti, nello stesso periodo, del 25%. Il forte calo dell’incidentalità permane anche in rapporto alle dinamiche occupazionali. Infatti, il numero di infortuni ogni mille occupati si è ridotto da 26 a poco meno di 20, un calo di circa il 25% (contro il 24% nazionale). Certamente si tratta di risultati confortanti, anche alla luce degli obiettivi fissati al livello comunitario che imponevano agli stati membri una riduzione degli indici di incidenza del 25% nel periodo 2007-20121.

Tuttavia va osservato – dichiarano i vertici CNA – “che la differenza in positivo tra dato regionale e nazionale deve essere messa in relazione alla diversa struttura economica, in Sardegna maggiormente caratterizzata dai servizi e meno dall’industria. In secondo luogo, la forte riduzione del fenomeno infortunistico va letta, sia nel contesto regionale che nazionale, anche alla luce della congiuntura economica. Da un lato, infatti, la crisi ha inciso direttamente sul numero di infortuni, per via della riduzione dell’occupazione e di una maggiore tendenza alla mancata denuncia degli infortuni meno gravi. Si tratta di una circostanza dovuta alla volontà di scongiurare un aumento dei premi assicurativi e collegata, dopo anni di miglioramenti, ad una nuova crescita dell’irregolarità lavorativa. Dall’altro lato – aggiungono – la situazione economica ha un impatto anche in termini di indici relativi (infortuni per occupato), nella misura in cui, ad esempio, la cassa integrazione (negli ultimi anni incrementatasi enormemente sia in Sardegna che al livello nazionale), ha sottratto lavoratori al rischio infortunistico ma senza incidere sul computo degli occupati”.

Quindi, se molto è stato fatto in questi anni sia al livello nazionale che regionale, specialmente in quei settori strutturalmente più esposti al rischio, molto è sicuramente ancora da fare, anche perché l’investimento in prevenzione e l’accrescimento di una vera e propria cultura della prevenzione costituisce in Sardegna e in Italia un obiettivo ancora irrisolto.

Tabella 1 – Il costo dell’insicurezza nel 2012 (include una stima della componente non regolare del lavoro)

 

Sardegna

Italia

Imprese

146.525

5.239.924

Occupati (migliaia)

595

22.899

Infortuni (esclusi in itinere)

11.755

580.355

Costo assicurativo (mil. Euro)

210

10.430

Costi indiretti (mil. Euro)

337

15.740

Costo Totale (mil. Euro)

546

26.170

Costo per infortunio (euro)

46.488

45.092

Costo per impresa (euro)

3.729

4.994

Costo per occupato (euro)

918

1.143

Quota sul Pil (%)

1,65%

1,67%

Fonte: CNA Sardegna

Tabella 1 – Infortuni e costi indiretti per branca economica in Sardegna nel 2012 (escluso malattie professionali e componente irregolare)

 

Infortuni

Costi indiretti

Valore Aggiunto

Incidenza costi

Servizi

7.366

112,28

24.254

0,5%

Industria

2.412

98

4.087

2,4%

Industria in s.s.

1.334

33,97

2.615

1,3%

Costruzioni

1.078

64,10

1.471

4,4%

Agricoltura

1.977

33,64

923

3,6%

Totale

11.755

243,99

29.263

0,8%

Artigianato

1.732

83,86

3.219

2,6%

Fonte: Cna Sardegna

Tabella 3 – Infortuni sul lavoro (esclusi quelli in itinere)

   

2008

2009

2010

2011

2012

Sardegna

Infortuni in migliaia

16.003

14.698

14.092

13.537

11.755

Occupati in migliaia

611

592

593

602

595

Italia

Infortuni

776.018

697.313

687.984

643.039

580.355

Occupati

23.405

23.025

22.872

22.967

22.899

Sardegna

Indice (infortuni ogni mille occupati)

26,2

24,8

23,7

22,5

19,7

Italia

Indice (infortuni ogni mille occupati)

33,2

30,3

30,1

28,0

25,3

Fonte: Cna Sardegna

1 Direttiva Comunitaria n. 62 del 21 febbraio 2007

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