Il Coisp replica alla Boldrini che ha bacchettato Alfano
“A quanto pare le parole contano solo quando lo decide il Presidente della Camera. Ma quando un Poliziotto viene definito cretino non si indigna”
“Adesso è tutto chiaro, merita ogni censura e tutta l’indignazione possibile il fatto che un Ministro definisca un venditore ambulante ‘vu cumprà’, mentre è del tutto lecito che il Capo della Polizia italiana definisca cretino uno dei suoi uomini. Finalmente la Boldrini ha avuto il coraggio di prendere posizione in maniera chiara e inequivocabile, dal momento che lo ha fatto proprio precisando quanto contano le parole. Bene. Visto che la Presidente della Camera ci tiene tanto all’uso del lessico allora converrà quanto adeguata sia in questo caso la parola ipocrisia. Ipocrisia, perché o si tratta di questo, dal momento che la Boldrini si ricorda del rispetto dovuto alle persone solo quando le pare e piace, oppure, peggio, si tratta del convincimento che il rispetto è dovuto a tutti, meglio se immigrati, ma non a chi indossa la divisa”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, replica così alle parole postate su Facebook dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini, la quale all’indomani delle polemiche sull’uso del termine “vu cumprà” da parte del Ministro Angelino Alfano, ha scritto: “In politica come nell’informazione la forma è sostanza e le parole non sono mai neutre. L’opinione pubblica, infatti, forma le proprie convinzioni soprattutto attraverso i media e le posizioni espresse da chi svolge ruoli politico-istituzionali. Usare un termine anziché un altro – ha proseguito Laura Boldrini – non è quindi un dettaglio”.
“E’ sconvolgente vedere con quanta naturalezza certe persone si considerino una spanna sopra agli altri tanto da mettersi a dispensare regole di vita e di comportamento che però, curiosamente, valgono solo quando gli conviene – insiste Maccari -. Ma come può non accorgersi di quanto poco credibile ed anzi criticabile sia l’Onorevole Boldrini quando difende determinati principi a giorni alterni. Ma dove diavolo era lei quando un Poliziotto italiano, senza che neppure fosse chiaro quale comportamento avesse davvero tenuto nella realtà, veniva definito brutalmente e indiscriminatamente e squallidamente ‘cretino’ dal Capo della Polizia che aveva il solo ed unico pensiero di trarsi in salvo dal consueto ciclone mediatico che stava per scoppiare contro il collega di turno? Dove diavolo era quando con quella gravissima scelta terminologica proprio il Capo di tutti i Poliziotti italiani lanciava all’opinione pubblica il messaggio devastante che chi porta la divisa si può offendere e maltrattare a piacimento nella maniera più turpe e inopportuna; si può colpevolizzare a prescindere dall’accertamento della verità; si può annoverare fra i poveracci che, pur se sbagliano, si possono anche insultare umanamente?”.
“Signor Presidente della Camera – conclude il Segretario Generale del Coisp -, con tutto il rispetto istituzionale che Le è dovuto, si lasci pregare, smetta di assumere sempre quell’aria da depositaria della verità e della giustizia, perché non se lo può permettere, e non è certamente questa la prima circostanza in cui lo dimostra. Non poter fare a meno di inveire contro l’uso generico e nemmeno dall’offensività concreta di una definizione pacifica e non di rado bonaria come è ‘vu cumprà’, e tollerare o meglio fregarsene altamente se viene usato un termine realmente offensivo e assolutamente denigratorio come ‘cretino’ nei confronti di una persona ben identificata e quindi profondamente lesa da questo comportamento, strafregandosene oltre tutto di quanto questo influisca sull’opinione pubblica in merito alla considerazione che si nutre per le Forze dell’Ordine, è ipocrita anche più del fatto di sbandierare ai quattro venti il proprio intento di ridurre certi odiosi privilegi che rappresentano un costo vergognoso per la collettività e poi pretendere di avere uno ‘squadrone’ di Poliziotti a disposizione che scandagli il web alla ricerca di cosa che posano infastidire la Presidente della Camera”.
Con gentile richiesta di pubblicazione e diffusione