Rende, il mistero della scomparsa di Rina Pennetti
Un mistero lungo anni. era il 6 ottobre 2009 quando è stata vista per ultima volta Rina Pennetti, giovane donna, parrucchiera di Rende. Rina sarebbe entrata nel suo negozio intorno alle ore 11, in evidente stato confusionale. Avrebbe fatto cadere la propria borsa sul marciapiede antistante il negozio e poi nessun segno di lei. A ricostruire tutti i passaggi di questa complessa storia ai microfoni di Tgcom24 è Alba, sorella della 33enne sparita da 5 anni. Rina, ricordiamo, era originaria di Spezzano della Sila.
“Rinuccia era sposata e aveva anche due bambine, conduceva una vita del tutto normale, ma gli ultimi sei anni trascorsi a curare nostra madre cardiopatica l’avevano destabilizzata. Quando mamma è morta, nel settembre del 2007, mia sorella ha avuto un grave colpo. Già nel febbraio del 2008 Rina era diventata magrissima. Mio padre l’ha ricoverata in una clinica svizzera dove è stata curata da anoressia e depressione, ma quando è tornata qui era punto e a capo. Dopo una seconda ospedalizzazione in Svizzera e poi a Padova era stata dimessa perché guarita.
Quella mattina non so cosa sia successo. Sembrava una giornata come un’altra, scandita dall’affetto quasi morboso che nutriva sempre per nostro padre. Si è svegliata, alle 5.30 è venuta da me (abitavamo in appartamenti indipendenti ma tutti nello stesso stabile in cui risiede pure mio padre) per chiedermi se avessi già preparato la colazione per papà. Davanti alla mia risposta negativa è scesa da lui e dopo è tornata da me per bere un caffè. Mi ha annunciato che sarebbe andata nella fabbrica di famiglia per portargli il pranzo. Ha insistito per farlo. Ha preso l’auto, si è recata a Rende per consegnare il panino a papà, si è fermata in farmacia ed è tornata indietro. A quel punto ha parcheggiato la sua Lancia Libra vicino al giardino di casa. Ha incrociato mio marito e gli ha chiesto di me che nel frattempo avevo accompagnato mio figlio a scuola e mi ero fermata al bar. In quel momento è passato un suo amico, Fabio, che le ha chiesto di fargli compagnia durante alcune commissioni. Rina tentenna, rifiuta, ma lui insiste finché lei non accetta. A quel punto iniziano i buchi. Fabio sostiene che mia sorella si sia addormentata una volta in auto con lui e la cosa in effetti non mi stupisce: aveva già assunto le sue solite 8 compresse antidepressive del mattino più le tre compresse di Tavor acquistate in farmacia”. (TGCOM)
La strana storia di Rina fa persino parte della trama di un film. Ma cosa è successo? Rina era la figlia di un importante imprenditore cosentino. Che ci sia stato un sequestro? Una morte bianca? Una scomparsa veramente misteriosa. I controlli compiuti in tutta Italia, l’esame ripetuto dei pochi testimoni, le verifiche sui tabulati telefonici, le comparazioni compiute sui corpi di donne senza identità ritrovate in giro per il Paese, non hanno garantito una soluzione a questo mistero. Un vortice misterioso pare avere avvolto Rina. L’ultima telefonata dal suo cellulare il 6 otbre 2009 poi più nulla. Ma quella telefonata era misteriosa infatti non era Rina dall’altro capo del telefono ma quella d’una parrucchiera che gli disse d’avere trovato in terra, proprio davanti al suo negozio, la borsa e il telefono cellulare di Rina.. Il papà corse sul posto per prendere gli oggetti e la parrucchiera gli raccontò che quella mattina Rina era entrata nel suo negozio per chiedere informazioni, uscendone poco dopo le 11.
