P.Pepe,collaboratore card.Bergoglio a S.Rita il 16/2
Pepe di Paola, prete delle baraccopoli di Buenos Aires e collaboratore dell’allora cardinale Bergoglio, sarà a Torino lunedì 16 febbraio per un incontro pubblico promosso dall’Editrice Missionaria Italiana, il Centro Missionario Diocesano,l’Ufficio Pastorale Migrantes e la Rivista Missioni Consolata in collaborazione con il Gruppo Abele.
L’evento vedrà la partecipazione di don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e sarà moderato da Luca Rolandi, direttore de La Voce del Popolo.
Impegnato dal 2012 in una delle baraccopoli più difficili di Buenos Aires, Villa la Carcova, p. Pepe ha per anni coordinato l’equipe di venti sacerdoti che operano nei quartieri più degradati della capitale argentina, in situazioni di grande disagio, violenza e povertà portando la speranza cristiana come unica missione. Minacciato di morte dai narcotrafficanti per il suo impegno nel liberare i giovani dalla droga, p. Pepe spiega così il suo essere prete tra i giovani
disagiati: <>. Perché la dipendenza dalle sostanze (il paco, ottenuto dagli scarti della cocaina,
pericolosissimo e dannosissimo per la salute fisica e psichica) <> spiega padre Pepe, <>. Ma cosa fanno e come vivono questi preti di periferia,
ai quali Bergoglio aveva manifestato grande sostegno? <> disse di loro Bergoglio, riferendosi
soprattutto alle migliaia di immigrati sudamericani, paraguayani,
peruviani, boliviani… che affollano le villas miserias, i quartieri
dei baraccati di Buenos Aires. Aggiunse inoltre che <>, infatti assistono quotidianamente a uccisioni per
spaccio di droga, morti per risse tra bande, furti e scassi nelle
case…: ogni giorno vivono in mezzo alla violenza cercando di
testimoniare la pace di Cristo. Lo spiega molto bene anche Silvina
Premat, autrice del libro Preti dalla fine del mondo. Viaggio tra i
curas villeros di Bergoglio (EMI), in cui sono raccontati la vita,
l’opera e l’impegno di p. Pepe, e dove il lavoro missionario dei curas
viene così descritto da un giovane ragazzo di strada: <>. Addirittura per papa Francesco esiste una
<> dei curas villeros, coloro che noi chiameremmo <>, e infatti don Luigi Ciotti, che firma la prefazione, si sente
<> in prima persona nell’esperienza dei curas. Questa
<> si rifà direttamente a padre Carlos Mugica, uno dei primi
sacerdoti che dopo il Concilio Vaticano II scelse di andare a fare il
prete nelle baraccopoli di Buenos Aires per vivere realmente e
concretamente quell'<> che la chiesa stava
riscoprendo, in particolare in Sudamerica. Mugica – la cui storia
Silvina Premat racconta e dettaglia in maniera quasi cinematografica
nel corso del libro, ricostruendo il suo assassinio, avvenuto nel 1974
– diventa un faro che illumina l’esperienza dei curas di oggi, i quali
si sentono eredi di una storia ecclesiale e non protagonisti di
un’avventura solitaria: <>.
L’incontro,
a ingresso libero,
si terrà lunedì 16 febbraio
alle ore 20.30
nel Teatro della Parrocchia di S. Rita da Cascia
(Via Vernazza 26) a Torino.
