Il ruolo dell’Italia nel mediterraneo : intensificare i rapporti con il Marocco seguendo l’insegnamento di Aldo Moro

Nel giorno della morte di Aldo Moro (9 Maggio 1978) vorrei ricordare il suo interessamento per il Mediterraneo . In anni difficili non smise mai di saper coniugare la fedeltà atlantica con una visione di ampio respiro verso quello spazio naturale per l’Italia che è rappresentato dal Mediterraneo .
Celebre la sua frase ” nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa ed essere nel Mediterraneo, poiché l’Europa intera è nel Mediterraneo»” . Come giustamente osservato dal Professor Stilo ” Aldo Moro già negli anni Cinquanta aveva compreso tali cambiamenti che stavano accompagnando molti paesi, sulla scia del nazionalismo panarabo, lungo un tortuoso cammino verso l’indipendenza, l’autoaffermazione e la pari dignità con le altre nazioni. Molti dei quali avevano anche preso coscienza del proprio ruolo internazionale, rafforzato dal controllo di risorse strategiche per le società occidentali come gli idrocarburi.” ( https://www.geopolitica.info/limpegno-in-politica-estera-di-aldo-moro/). Nei suoi viaggi istituzionali , come ministro degli affari esteri, non mancò di viaggiare anche in Marocco
Aldo Moro era figlio della terra di Puglia, una regione che non solo geograficamente ma anche culturalmente è aperta al Mediterraneo. Una regione ponte tra Nord e Sud dell’Europa ma anche tra Oriente e Occidente. Sapeva quindi l’importanza del Mediterraneo e del ruolo che l’Italia poteva avere in esso.
Molto si è scritto e detto di questo cattolico impegnato in politica ma forse poco ancora si è detto della sua eredità morale sul mediterraneo.
Aldo Moro ci ha lasciato l’insegnamento che l’Italia , pur ancorata in maniera solida all’alleanza atlantica può e deve guardare al Mediterraneo con fiducia e come Nazione pronta a recepire le sfide del mediterraneo.
In questa scia , in questa eredità l’Italia non può, non deve ignorare la vicinanza con il Marocco.
Nazione, quest’ultima stabile e che conosce una grande crescita e sviluppo. Basti pensare oggi al progetto del porto di Dakhla. Questo progetto, di importanza strategica per l’Africa occidentale e per le province meridionali, in particolare la regione di Dakhla Oued Eddahab, sosterrà da un lato lo sviluppo economico, sociale e industriale della regione, in tutti i suoi settori produttivi (pesca , agricoltura, estrazione mineraria, energia, turismo, commercio, industrie, ecc.). D’altra parte, fornirà alla regione uno strumento logistico moderno e scalabile che consentirà di cogliere le future opportunità offerte dal settore del trasporto marittimo su scala internazionale. Con un design scalabile ed estensibile, ha aggiunto il comunicato stampa, questo progetto si concentrerà sulla costruzione di un porto in acque profonde sulla costa atlantica della regione di Dakhla Oued Eddahab, secondo tre componenti: un porto commerciale a una profondità di – 16 m / zero idrografico, un porto dedicato alla pesca costiera e d’altura, e un porto dedicato all’industria navale. Questo porto sarà sostenuto da una zona logistico-industriale di 1.650 ettari destinata ad offrire servizi logistici e industriali di qualità.
Un porto importante per gli sviluppi commerciali e politici che anch’esso contribuisce a rafforzare i rapporti tra Europa e Africa ma anche con l’Atlantico. Per questo oggi , l’italia, riprendendo l’insegnamento di Aldo Moro, pur rimandendo saldamente nell’alleanza atlantica deve guardare al Mediterraneo e al Marocco in particolare.
Non possiamo rimanere ostaggi del passato e le nostre imprese, ma anche il settore sociale , culturale e della formazione deve guardare a questa Nazione con fiducia . Per questo rinnovo il mio appello all’Unione Europea, di aprire quanto prima un ufficio di collegamento nelle provincie meridionali del Marocco per aiutare gli operatori commerciali, culturali e della formazione ad essere presenti in una regione che rappresenta la porta d’ingresso per il continente del futuro : L’Africa.
Marco Baratto
Incontri Culturali Franco Italiani