Il miracolo del sangue di san Pantaleone a Ravello
Il miracolo del sangue di san Pantaleone si verifica ogni 27 luglio. L’ampolla contenente il prezioso liquido si trova a Ravello.
Il miracolo del sangue di san Pantaleone
San Pantaleone si festeggia il 27 luglio. A Ravello, in provincia di Salerno, si conserva un’antica ampolla contenente parte del sangue del martire.
Ogni anno, in occasione della sua festa avviene il miracolo della liquefazione. Proprio in occasione del giorno in cui ricorre la festa del patrono di Ravello il sangue muta consistenza. Durante la maggioranza dei giorni dell’anno, il liquido, di colore intenso, ha un aspetto solido. Il miracolo si differenzia da quello di san Gennaro perché non è necessario nessun intervento umano. L’ampolla, che si trova presso il duomo di Ravello, è conservata all’interno di una teca così che possa essere osservata dai fedeli ma non toccata.
Piccole quantità di sangue del martire si trovano a Costantinopoli ed in altre città italiane, come Napoli.
Pantaleone il santo medico
Il futuro santo nasce nel 283 in Turchia, a Nicomedia. Proveniente da una ricca famiglia, viene avviato alla carriera medica dal padre. Dopo essersi avvicinato alla dottrina cristiana grazie ad Ermolao, decide di distribuire i suoi beni ai poveri. Diventato medico, esercita la sua professione in maniera gratuita. E’ annoverato fra gli anargiri, ossia fra i dottori che non hanno mai richiesto compenso alcuni per i servigi impartiti.
Sono tantissimi i miracoli che vengono attribuiti al martire come ad esempi la guarigione di un cieco.
Viene condannato al martirio nel 305, per volontà dell’imperatore Galerio in seguito a numerose denunce firmate anche da molti medici. Le sue reliquie sono arrivate in Italia, grazie alle rotte commerciali intraprese dai veneti.
A Venezia si trovano alcune sue reliquie, come un braccio.
E’ il protettore dei medici, insieme a Cosma e Damiano, e delle ostetriche. Pantaleone è il patrono di molti centri come, per esempio, Crema. Qui, dove è ricordato il 10 luglio, si ricorda il suo intervento nel liberare la città dalla peste.
Invece, a Limbadi, in Calabria, sé custodita una piccola quantità di sangue che si liquefa proprio il 27 luglio. La statua del medico martire viene portata in processione e fra i partecipanti vi sono anche dei penitenti. Si tratta dei sparacari che camminano con indosso una sorta di armatura spinosa, creata intrecciando rovi ed erbe.
