Italia

Le fake news sulla guerra in Ucraina

Più di 100 fake-news all’anno e continua l’escalation

Le narrazioni false sulla guerra proliferano anche grazie alla pubblicità programmatica di noti marchi, le cui inserzioni appaiono involontariamente su siti di disinformazione

Milano, 23 febbraio 2023. A 12 mesi dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, sono 105 le fake news diffuse da 358 siti che pubblicano disinformazione sul conflitto. Quasi un terzo di questi siti continua a guadagnare dalla pubblicità programmatica, in molti casi posizionata per conto di marchi importanti, spesso a loro insaputa E’ quanto emerge dall’ultimo report del Centro di monitoraggio della disinformazione sul conflitto Russia-Ucraina di NewsGuard.

“Frequentemente le aziende, a causa del funzionamento in alcuni casi opaco della pubblicità programmatica, – ha dichiarato Lorenzo Brufani, Founder e CEO di Competence – non hanno idea che i loro annunci finiscano su siti di disinformazione e contiamo almeno un centinaio di esempi del genere in questo frangente. Ma per questo risulta fondamentale, sia in tempo di guerra, ma anche in tempo di pace, sviluppare piani di visibilità del brand che mettano la reputazione al centro. Senza contare l’importanza di attivare servizi di monitoraggio e ascolto affinché, in caso di attacco, si possa intervenire in maniera repentina a difendere il proprio marchio. La pubblicità rimane un asset fondamentale, ma solo se all’interno di un piano di brand promotion più ampio che preveda anche la generazione di contenuti distintivi e coerenti e la costruzione di relazioni con gli stakeholder chiave”.

41 dei siti totali identificati dagli analisti di NewsGuard per aver diffuso disinformazione sulla guerra, infatti, contengono pubblicità programmatica inserita dal software fornito da Google, che gestisce la più grande demand-side platform che pubblica annunci pubblicitari per i principali brand al mondo.

Mentre gran parte delle narrazioni false che circolano online mira a negare le atrocità e gli abusi che sarebbero stati compiuti dalla Russia in Ucraina, a colpevolizzare gli ucraini stessi o a ingigantire i successi militari della Russia, sono i numeri in forte crescita ad allarmare gli esperti: soltanto negli ultimi quattro mesi, sono state verificate e smentite 36 bufale e identificate 94 nuovi siti che diffondono informazioni false sulla guerra.

A un anno dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, NewsGuard ha scoperto che i documentari propagandistici di RT hanno continuato a circolare indisturbati su YouTube, nonostante le restrizioni della piattaforma nei confronti dei media finanziati dallo Stato russo. Gli analisti hanno rintracciato più di 250 caricamenti di documentari sulla guerra prodotti da RT e diffusi da più di 100 canali YouTube. Tra le affermazioni false e fuorvianti diffuse da questi film vi sono la teoria secondo cui le autorità ucraine avrebbero commesso un “genocidio” dei russofoni nel Donbass e l’affermazione secondo cui il “nazismo” sarebbe prevalente nella politica e nella società ucraine.

“La tempestività e un approccio sensazionalista alle notizie stanno mettendo in secondo piano la verifica delle fonti e gli approfondimenti sul campo. Oggi conta purtroppo sempre di più il traffico generato on line da un pubblico che non legge più ma che si limita a ‘vedere’ le notizie, soffermandosi sul titolo ad effetto o su una foto o un video impattante. Così facendo la propaganda ha campo fertile e clamorosamente la over connessione sui social finisce per creare delle bolle di sconnessione soprattutto sulle nuove generazioni. Sono le notizie a trovare noi e si sta perdendo la capacità di analisi e di confrontare e rispettare posizioni diverse. Ormai siamo in una fase di comunicare ‘contro’, dove chi non la pensa come noi è un nemico da annientare perché ha sempre e comunque torto. La stagione del dialogo ha ormai lasciato il campo al monologo. Ecco perché mai come in questo momento abbiamo bisogno di giornalisti e comunicatori responsabili che difendono e rispettano le regole fondamentali della nostra democrazia. Questo vale dalla politica alla salute, dalla cronaca alla tecnologia” – conclude Brufani.

Tag

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy