San Martino del Carso” la parafrasi

“San Martino del Carso” la parafrasi e l’analisi della poesia di Giuseppe Ungaretti.
“San Martino del Carso” la parafrasi
Ecco la parafrasi della celebre poesia di Ungaaretti San Martino del Carso.
Di queste abitazioni non è rimasto più nulla se non dei calcinacci. Di tanti che mi erano cari non è restato niente. Il mio cuore però ospita le croci di tutte. E’ proprio il mio cuore il luogo più sofferente e dolorante.
Lo scrittore esprime la sua tristezza per la devastazione provocato dalla guerra. Il suo cuore ospiterà le croci di tutti coloro che non ci sono più, diventando quindi un luogo di ricordo.
Analisi del testo poetico
All’inizio della poesia si trova un’annotazione dello stesso scrittore che indica la data di composizione. San Martino del Carso infatti è scritta il 27 agosto del 1916 a Valloncello dell’Albero isolato. La zona si trova in Friuli, sul monte San Michele.
Durante la Grande Guerra, lo scrittore si arruola volontario come soldato semplice nel 1916 ed è destinato alle trincee del Carso. Durante tale esperienza, durata un anno, compone liriche intrise di tristezza, senso di fratellanza ed amore per la vita. Ungaretti, come molti altri italiani, è un interventista che ritiene necessaria l’entrata in guerra del nostro Paese. L’Italia dichiara guerra all’ Impero Austroungarico il 24 maggio del 1915. Il conflitto lascia nella sua anima un profondo trauma che esplicita anche nella raccolta poetica “Il dolore”, pubblicata nel 1947.
Nella lirica si crea un parallelismo fra il paese e il cuore dello scrittore. Entrambi sono straziati e distrutti. Dell’abitato restano poche tracce, così come molte affetti dello scrittore non ci sono più.
La poesia fa parte della raccolta “L’allegria” pubblicata nel 1931. Il linguaggio è semplice e comprensibile. Alcuni vocaboli rimandano a significati più profondi; è il caso di “brandelli” . Il termine indica ciò che resta delle case ma solitamente si utilizza in riferimento ad un corpo.
Non ci sono segni di punteggiatura.
Invece, sono numerose le figure retoriche come le anafore, le analogie e le metafore.



