Per il “suo persistente sostegno al terrorismo internazionale”, Algeria isolata dal mondo
Senza mezze parole, "il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture informa l'opinione pubblica nazionale e internazionale che, a causa della persistenza del regime algerino nel sponsorizzare il terrorismo internazionale e come forma di reciprocità, lo spazio aereo nazionale è chiuso a tutti gli aerei civili e militari in partenza o verso Algeria a partire da questo lunedì 7 aprile 2025 e fino a nuovo avviso". In un contesto correlato, gli osservatori sollevano la possibilità che la tensione possa estendersi ad altri paesi della regione, come Burkina Faso e Niger, attualmente stretti alleati del Mali, che potrebbero adottare misure simili chiudendo il loro spazio aereo ai voli algerini in segno di solidarietà con Bamako.

In un evento significativo che riflette le crescenti tensioni tra Algeria e Mali, le autorità di Bamako hanno annunciato la chiusura del proprio spazio aereo a tutti gli aerei civili e militari algerini perché il regime algerino “sponsorizza il terrorismo internazionale”. Questa decisione è entrata in vigore ieri, lunedì 7 aprile, e rimarrà in vigore fino a nuovo avviso.
Questa decisione è stata presa in risposta a una decisione analoga annunciata dall’Algeria lo stesso giorno (lunedì 7 aprile) di chiudere il proprio spazio aereo ai voli maliani, decisione che ha innescato un’escalation diplomatica senza precedenti tra i due Paesi e non solo.
Da parte loro, le autorità algerine hanno giustificato la loro decisione con quelle che hanno descritto come “ripetute violazioni” del loro spazio aereo da parte di aerei militari maliani. In una dichiarazione rilasciata dal Ministero della Difesa Nazionale, le autorità hanno dichiarato di aver abbattuto un drone che, a loro dire, stava volando nello spazio aereo algerino, un’azione che considerano “una violazione della loro sovranità nazionale”.
La dichiarazione comprendeva anche ulteriori decisioni di ritirare gli ambasciatori algerini da Bamako e Niamey e di posticipare l’insediamento del nuovo ambasciatore algerino a Ouagadougou, decisione che gli osservatori hanno considerato una chiara escalation diplomatica.
Il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture del Mali ha appreso tramite la stampa del comunicato stampa del Ministero della Difesa algerino di lunedì 7 aprile 2025 la chiusura immediata del suo spazio aereo a tutti gli aerei provenienti e diretti in Mali.
Senza mezze parole, “il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture informa l’opinione pubblica nazionale e internazionale che, a causa della persistenza del regime algerino nel sponsorizzare il terrorismo internazionale e come forma di reciprocità, lo spazio aereo nazionale è chiuso a tutti gli aerei civili e militari in partenza o verso Algeria a partire da questo lunedì 7 aprile 2025 e fino a nuovo avviso”.
In un contesto correlato, gli osservatori sollevano la possibilità che la tensione possa estendersi ad altri paesi della regione, come Burkina Faso e Niger, attualmente stretti alleati del Mali, che potrebbero adottare misure simili chiudendo il loro spazio aereo ai voli algerini in segno di solidarietà con Bamako. Se questo scenario si concretizzasse, i costi geopolitici e logistici per l’Algeria sarebbero significativi, poiché si troverebbe circondata da un vicinato regionale chiuso, il che complicherebbe le sue operazioni aeree e aumenterebbe il suo isolamento in una regione di grande importanza strategica per la sicurezza regionale e la lotta al terrorismo.
Algeria e terrorismo
Da ricordare che il presidente algerino Tebboune aveva dichiarato il canale qatariota Al Jazeera, giovedì 6 aprile 2023, “Siamo l’unico paese i cui diplomatici sono stati rapiti in Mali e sappiamo chi c’è dietro questa azione”. In realtà, i diplomatici di cui parla il president sono stati rapiti dal Movimento per l’Unità e Jihad in Africa Occidentale (MUJAO), una nebulosa terroristica composta da arabi maliani e il cui portavoce era addirittura Adnane Abou El Walid Saharawi, ex membro del gruppo Polisario, basato nei campi di Tindouf in Algeria, armato e sostenuto dall’esercito algerino, che poi diventato il leader dello Stato Islamico nel Grande Sahel (EIGS), prima della sua eliminazione nell’agosto 2021 da parte dell’esercito francese. Autore del rapimento di diversi europei in particolare i cittadini italiani (Rossella Urru e Sandra Maria Mariani), francesi e spagnoli
Inoltre, tutti i movimenti terroristici attivi in Mali sono o sono stati guidati da algerini, siano quelli uccisi dalle forze francesi, come Abdelhamid Abou Zeid ex leader di Al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), ucciso nel 2013 e il suo sostituto Abdelmalek Droukdel, morto nel giugno 2020, o quelli ancora in vita (dichiarato morto tante volte poi dichiarato vivo) come Mokhtar Belmokhtar, ex membro del Gruppo Islamico Armato (GIA), una macchina dell’orrore e della morte creata dall’intelligence militare algerina (DRS) durante la guerra civile nel decennio nero in Algeria, e l’attuale emiro di Al Qaeda nel Magreb Islamico (AQMI), Abou Obeida Youssef Al-Annabi, che era ospite anche in TV France 24, guarda caso! anch’egli ex membro del Gruppo Islamico Armato (GIA) algerino.
Inkinane Ag Attaher arrestato
Mentre l’escalation diplomatica continua tra Algeria accusata di sostenere il terrorismo, le truppe delle forze armate del Niger hanno arrestato, il 4 aprile 2025, Inkinane Ag Attaher, figura chiave del Fronte di liberazione dell’Azawad (FLA), da tempo nel mirino dei servizi di sicurezza regionali che avrebbe svolto un ruolo strategico nell’addestramento e nell’equipaggiamento dei combattenti dell’FLA con droni kamikaze e nel coordinamento del supporto ai gruppi terroristici come l’ISWAP (la Provincia dell’Africa occidentale dello Stato Islamico) che hanno intensificato attacchi terroristici anche in Nigeria.
Membro fondatore del MNLA, Ag Attaher è stato anche consigliere del suo leader, Bilal Ag Acharif. Si ritiene che abbia svolto un ruolo di primo piano nelle campagne di destabilizzazione che hanno preso di mira i paesi del Sahel.
Le agenzie di sicurezza hanno inoltre affermato che Ag Attaher ha agito come informatore dello Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), in particolare durante le uccisioni di massa segnalate nel 2022 nelle regioni di Menaka e Gao in Mali.
L’esercito nigerino ha descritto il suo arresto come una “svolta significativa” negli sforzi in corso per smantellare le reti terroristiche transnazionali che operano in Africa.
Ramtane Lamamra
Sul Social media circola una foto dell’ex ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra con il terrorista Inkinane AG Attaher, con un commento: Algeria è un paese che ospita tutti i leader terroristi che uccidono, stuprano e saccheggiano nel Sahel, nell’Africa nera”. “Ciò che conta oggi è l’unità degli Stati dell’AES di fronte a uno Stato canaglia e terrorista”.

