Esteri

Marocco. Il gioco delle penne sporche di Le Monde francese

Il Segretario Generale del Consiglio Consultativo dei Marocchini all’Estero, Prof. Abdallah Boussouf scrive e smonta gli errori e l’intox del giornale francese “Le Monde”, pubblicati il 25 agosto, circa la salute di Sua Maestà il Re Mohammed VI, e evidenzia il rapporto stretto tra il Popolo Marocchino e il Trono Alawita.
Boussouf, nel suo articolo intitolato ” le penne sporche di Le Monde”, si posiziona nello stesso tempo in difensiva e in offensiva. Non si limita a reagire all’assalto del giornale parigino, ma ridisegna anche i confini tra la stampa autentica e la “stampa mercenaria” che divulga odio contro il Marocco. Il suo uso del termine “penne mercenarie” colpisce direttamente i giornalisti ostili, presentandoli come strumenti politici al soldo del regime algerino o degli avversari dell’integrità territoriale del Marocco.
L’autore fa ricordare la Storia marocchina in diversi periodi storici – la conquista islamica, l’era ottomana, il colonialismo, la liberazione e la Primavera araba – collocando il Marocco in un contesto eccezionale e indipendente, rifiutando gli inaccettabili pregiudizi di Le Monde che presentano, a torto, il Marocco come uno Stato debole o una Istituzione Reale fragile.
Il professore Boussouf invia un messaggio forte ai marocchini di non preoccuparsi, perché l’identità marocchina, la Storia e il legame con il Trono danno alla nazione la capacità di affrontare qualsiasi campagna mediatica ostile. Ecco il testo integrale.
“Il quotidiano francese Le Monde ha lanciato, lunedì 26 agosto, la sua nuova campagna contro il Marocco, annunciando sei episodi dell’attacco.
La curiosità ci ha spinto a leggere il primo articolo, nonostante siamo a conoscenza delle intenzioni e dei segreti del quotidiano francese, che affonda le sue radici nel suo odio verso il Marocco e i suoi simboli sovrani, costituzionali e di sicurezza.
Abbiamo notato più di un passo falso in un articolo che mirava a creare rumore mediatico e politico, e lo hanno fatto, ma con l’effetto opposto. I marocchini si sono stretti attorno all’Istituzione Reale e a Sua Maestà il Re Mohammed VI, respingendo fermamente le pretese giornalistiche che mascheravano l’ostilità verso il Marocco sotto la copertura del giornalismo.
Ma aspetteremo i restanti cinque episodi? Ci sforzeremo a rispondere a queste episodi? In pratica, lo possiamo fare, ma la domanda fondamentale è: noi Marocchini stiamo aspettando che qualcuno ci insegni la Storia dei nostri Sultani e dei nostri Re? Noi marocchini ignoriamo forse chi siamo e che abbiamo bisogno di qualcuno che ci parli del nostro rapporto con i nostri Sultani e Re?
Certamente, la produzione intellettuale e storica marocchina e il patrimonio orale sono ricchi di numerosi eventi e posizioni che rispondono sul forte rapporto e lo stretto legame tra il Trono e il Popolo.
Tuttavia, poiché Le Monde, attraverso le sue nuove marionette, Christopher Ayad e Frédéric Bobin, ha lanciato un nuovo attacco a Sua Maestà il Re Mohammed VI personalmente, discutendo delle sue condizioni di salute senza dati scientifici precisi e limitandosi a ricordare momenti specifici… Noi ricordiamo a Christopher Ayad, autore di “La geopolitica dell’Egitto” (2002) e “La geopolitica di Hezbollah” (2024), che Sua Maestà il Re Mohammed VI è considerato il Capo della Famiglia Marocchina e pertanto non ha mai nascosto i suoi momenti di malattia, di cui il popolo marocchino era a conoscenza attraverso comunicati del Palazzo Reale.
Gli artefici del nuovo attacco, provenienti dagli uffici parigini di Le Monde, credevano di poter minare la fiducia dei Marocchini nel loro Re Mohammed VI, e quindi ottenere lode e il favore del regime militare algerino.
D’altra parte, sembra che il duo di “sognatori” non abbia studiato a fondo la Storia del Marocco e dei Marocchini, e le loro fonti sono del tutto incomplete. Il primo ha lavorato come corrispondente per “Libération” in Egitto ed è noto per essere un mercenario a caccia di uomini in zone calde come Siria, Libano (Hezbollah) e Sudan, dove ha trascorso la sua infanzia… mentre il secondo ha lavorato in Tunisia.
A quanto pare, i “cambiavalute” hanno ritenuto opportuno organizzare un attacco mediatico contro le istituzioni di sicurezza sovrane, in primo luogo attraverso articoli di Frédéric Bobin, che utilizzava i nomi di alcuni mercenari e traditori come spezie per stuzzicare l’appetito del regime militare (algerino ndr), e in secondo luogo attraverso la massiccia presenza di alcuni residui della sinistra, ostili alle monarchie profondamente radicate, su canali e podcast che hanno fatto dell’attacco al Marocco la loro ragion d’essere e il loro pane quotidiano … Ma nonostante tutto questo, non riusciranno a destabilizzare la millenaria Nazione marocchina, emotivamente legata alle sue Costanti sacre e al suo Re.
Ciò che è disgustoso è il doppio standard praticato dal quotidiano nella sua copertura delle questioni del Maghreb. Mentre Le Monde recluta tutte le sue penne mercenarie per attaccare il simbolo dell’unità marocchina ovvero Sua Maestà il Re Mohammed VI, si accontenta di pubblicare una notizia fugace su un incidente d’autobus in Algeria, che ha causato morti e feriti. Ciò avviene in un momento in cui l’opinione pubblica algerina si interroga sulla sorte del presidente Abdelmadjid Tebboune e sul segreto della sua improvvisa scomparsa!
Noi registriamo anche il trattamento preferenziale e di parte riservato dalla redazione di Le Monde durante la crisi Algeri-Parigi, e come abbia trascinato il Marocco in una crisi che non gli interessava, insinuando costantemente che Rabat fosse il vincitore del conflitto Algeri-Parigi, senza accompagnare le attività dello Stato francese stesso, in quanto attore nelle questioni della Libia, del Sahel, della regione subsahariana e altrove.
Credo che leggere “Geopolitica dell’Egitto” del 2002, che descriveva il regime come dittatoriale e antidemocratico, e parlava dell’eredità al potere di Gamal Mubarak e della necessità di una mobilitazione popolare… e “Geopolitica di Hezbollah” del 2024, di Christopher Ayyad, che segnalava la presenza di 150 mila missili puntati su Israele, sia molto importante per comprendere la realtà delle penne sporche che credono di poter incitare e mobilitare le strade, e di saper leggere la mano, basandosi esclusivamente su fake news e informazioni disponibili su internet, e su articoli superficiali privi di qualsiasi analisi approfondita e che non meritano di essere definiti “inchieste giornalistiche”.
Per tutto ciò, diciamo a queste, ai loro datori di lavoro e ai loro “cambiavalute”, che il Regno Chérifien del Marocco è sempre stato un caso eccezionale, sia durante la conquista islamica, l’era ottomana, il colonialismo, la liberazione o la Primavera araba. Ricordiamo loro che il Marocco è “un tessuto di sé stesso” e che leggere i cinque episodi non è importante, perché sappiamo benissimo chi siamo e dove ci sta conducendo Sua Maestà il Re Mohammed VI. Nessuna condoglianza ai traditori e al giornale “Le Monde”.”

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy