All’ONU, Bamako denuncia Algeri di essere un “campione nella promozione è l’esportazione del terrorismo” internazionale
Queste denunce segnano una nuova escalation nelle già elevate tensioni tra Bamako e Algeri, sullo sfondo delle rivalità regionali e della crescente sfiducia nei confronti dell'Algeria dai paesi vicini.

Nel suo discorso pronunciato venerdì scorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, attualmente in corso alla sua 80ª sessione a New York, in presenza di oltre 150 capi di Stato e di governo, il Primo Ministro maliano Abdoulaye Maiga ha condannato l’ostilità della “giunta algerina”, illustrando, tra gli applausi entusiasti delle delegazioni presenti, tutte le prove che dimostrano, a suo dire, come l’Algeria sia passata dallo suo autoproclamato “campione nella lotta al terrorismo”, a quello vero “campione nella promozione del terrorismo ed esportatore di terrorismo”, in particolare verso i paesi del Sahel.
Nel suo discorso, Maiga ha rivolto ben tre volte lo stesso appello all’Algeria, chiedendo alla comunità internazionale di testimoniare: “Da questa tribuna, chiediamo alla giunta algerina di cessare di sostenere il terrorismo internazionale e di impegnarsi risolutamente nella promozione della pace e della sicurezza, con uno spirito costruttivo, rispettando la sovranità degli Stati”.
Il Primo Ministro maliano ha spiegato come i gruppi terroristici abbiano attaccato le forze maliane proprio dal territorio algerino in diverse volte, dove solitamente si ritirano sotto la protezione dell’esercito algerino.
Ricordando il caso del drone maliano abbattuto il 1° aprile dall’esercito algerino, i cui rottami sono stati ritrovati in territorio maliano, a oltre 22 chilometri dal confine con l’Algeria.
Questi comprovati attacchi algerini contro la sovranità maliana sono stati oggetto di una denuncia presentata da Bamako il 4 settembre alla Corte Internazionale di Giustizia.
Queste denunce segnano una nuova escalation nelle già elevate tensioni tra Bamako e Algeri, sullo sfondo delle rivalità regionali e della crescente sfiducia nei confronti dell’Algeria dai paesi vicini.

