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Arborea, «S’Ena Arrubia non può morire nel silenzio, intervengano Regione e Consorzio»

«Quando ho visto le immagini della moria di pesci nella laguna di S’Ena Arrubia mi si è stretto il cuore. Lì lavorano persone che sono, per noi, amici prima che fornitori. Il presidente Alberto Porcu e tutti i membri della Cooperativa custodiscono con il loro impegno, giorno dopo giorno, uno dei luoghi più belli e preziosi della Sardegna.»

A parlare è Francesco Rizzo, cagliaritano e titolare di Cascina Ovi, ristorante di Segrate (MI) che da anni porta in Lombardia i prodotti di numerose aziende sarde, tra cui la Cooperativa Pescatori Sant’Andrea di Arborea (OR).

«Solo pochi mesi fa siamo stati con Alberto Porcu e con i pescatori della Cooperativa a raccontare questo luogo straordinario. Chi non lo conosce forse immagina un allevamento. Non è così. A S’Ena Arrubia il pesce vive libero. Entra ed esce con le maree. I pescatori raccolgono ciò che la natura offre, seguendo i ritmi senza tempo della natura e rispettando un equilibrio delicato e prezioso, modello di sostenibilità.»

Rizzo ricorda come dalla laguna arrivino alcune delle eccellenze ittiche più apprezzate della Sardegna: «Cito il cefalo volpina, da cui nasce una bottarga straordinaria, ma anche spigole, orate e ostriche. Dietro questi prodotti ci sono soltanto qualità, tradizione, competenze costruite in decenni di lavoro e un ecosistema che va protetto.»

Secondo il patron di Cascina Ovi, la nuova moria rappresenta un campanello d’allarme che non può essere ignorato: «Le perdite economiche sono già enormi, ma ancora più grave sarebbe non intervenire subito a difesa un patrimonio ambientale di questo valore. Se davvero i canali sono tornati a ostruirsi dopo gli interventi dello scorso anno, è evidente che servono manutenzione costante, programmazione e una gestione più efficace. Non possiamo limitarci a intervenire quando il danno è ormai fatto.»

«Mi auguro che la Regione Sardegna, il Consorzio di Bonifica e tutti gli enti coinvolti intervengano rapidamente. Questo luogo è una ricchezza che appartiene a tutti i sardi. Sarebbe una sconfitta enorme lasciare soli uomini che ogni giorno lavorano per preservare un ambiente unico.»

«Noi continueremo a scegliere i loro prodotti e a raccontare il loro lavoro» conclude Rizzo. «Ma oggi hanno bisogno soprattutto di risposte concrete. In gioco non c’è soltanto una stagione di pesca: c’è un pezzo di Sardegna.»

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