Tricarico un Carnevale particolare, tra mucche, tori uomini
In Basilicata, a Tricarico, centro in provincia di Matera, ogni anno per Carnevale si rinnova un antichissimo rito, qui infatti il costume caratteristico è quello delle maschere delle mucche e dei tori (L’ màsh-k-r, nel dialetto tricaricese) che rappresentano una mandria in transumanza.
Anche a Tricarico come in tanti altri centri d’Italia la prima “uscita” della maschera è il 17 di Gennaio, all’indomani dei fuochi di Sant’Antonio. A Tricarico infatti è tradizione che i fedeli, insieme ai propri animali per i quali si invoca la benevolenza del santo,agghindati con nastri, collanine e perline colorate, all’alba del 17 compiano tre giri intorno alla chiesa dedicata a Sant’Antonio per poi ricevere, a chiusura della messa, la benedizione da parte del prete. Per carnevale una mandria di uomini appositamente mascherati ripete l’antico rito. A Tricarico la maschera, per altro citata anche da Carlo Levi in uno dei suoi scritti è veramente particolare e bella, simile a tante altre che si trovano nel Mediterraneo. Le maschere si distinguono in mucca e toro, La maschera da mucca è costituita da un cappello a falda larga coperto da un foulard e da un velo e riccamente decorato con lunghi nastri multicolori che scendono fino alle caviglie; la calzamaglia indossata (o, in alternativa, maglia e mutandoni di lana) è anch’essa decorata con nastri o foulards dai colori sgargianti al collo, ai fianchi, alle braccia ed alle gambe. La maschera da toro è identica nella composizione ma si distingue per essere completamente nera con alcuni nastri rossi. Ogni maschera ha un campanaccio, diverso nella forma e nel suono a seconda che si tratti di mucche o di tori.

