Società

Guido Rossa: 24 gennaio 1979, Genova

 

downloadGenova, “Un nucleo armato della BR ha giustiziato Guido Rossa, spia e delatore all’interno dello stabilimento Italsider di Cornigliano. Il suo tradimento di classe è ancora più squallido e ottuso in considerazione del fatto che il potere i servi prima li usa, ne incoraggia l’opera e poi li scarica. Compagni, da quando la guerriglia ha cominciato a radicarsi dentro la fabbrica, la direzione Italsider, con la preziosa collaborazione dei berlingueriani, si è posta il problema di ricostruire una rete di spionaggio, utilizzando insieme delatori vecchi e nuovi. L’obiettivo che il potere vuol raggiungere attraverso questa rete di spionaggio è quello di individuare e annientare all’interno delle fabbriche qualsiasi espressione di antagonismo di classe”.Era il 24 gennaio 1979,  come ogni mattina il sindacalista, operaio, esce dalla sua abitazione di via Ischia per andare in fabbrica, ed è lì che un gruppo di brigatisti lo fredda. A Guido lo attendono all’interno di un furgone parcheggiato dietro la sua Fiat 850, mentre una Fiat 128 guidata da Lorenzo Carpi funge da auto di scorta. Quattro colpi sparati dalla 7,65 di Vincenzo Gagliardo “gambizzano” Rossa, che in un estremo tentativo di difesa riesce a entrare nella sua automobile; a questo punto Riccardo Dura, l’altro brigatista del furgone, spacca il vetro della macchina e finisce Rossa con due colpi al torace, sparati da una micidiale calibro nove parabellum. L’ennesimo omicidio perpetrato dalle BR chiude la storia di un uomo rigoroso, coraggioso e coerente; un uomo che si batteva per i diritti dei lavoratori all’interno dello Stato democratico; un uomo che rigettava la lotta armata al tempo dello slogan “Né con lo Stato, né con le BR”.

Un omicidio quello di Rossa che ha cambiato la storia della lotta armata e del sindacalismo italiano.


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