Sclerosi Multipla: la posizione “indifendibile” dell’Aism e del suo Comitato…
L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), nell’imbarazzante tentativo di difendere la propria decisione sul mancato finanziamento dello studio BRAVE DREAMS sulla CCSVI nella Sclerosi Multipla promosso dalla Regione Emilia Romagna e coordinato dal prof. Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara (colui che ha scoperto la CCSVI nel 2007), ha pubblicato il 3 febbraio sul proprio sito una lunga intervista ai neurologi romani Salvetti e Centonze, membri e portavoce (entrambi ?) del Comitato Scientifico che ha preso questa sciagurata decisione, che ha tradito gli impegni presi in precedenza dalla stessa AISM durante le varie raccolte fondi.
Prima della lettura dell’intervista (alquanto ripetitiva) è utile evidenziare che i due medici in questione risultano avere un potenziale conflitto d’interessi per via dei loro rapporti con alcune case farmaceutiche (dati pubblici).
Andiamo ora ad esaminare i vari punti delle loro risposte riportando le mie personali osservazioni:
Salvetti: «È proprio la contraddittorietà dei risultati sinora ottenuti nei diversi studi pubblicati ad oggi a confermare che manca questa evidenza scientifica sul nesso causale tra CCSVI e SM. Quando dimostrazioni di questo tipo mancano, quando l’associazione tra CCSVI e SM non è dimostrata e i dati non sono disponibili, non è corretto finanziare uno studio come Brave Dreams. Ciò però non vuol dire che la dimostrazione non possa arrivare in futuro».
NEL SOLO ANNO 2011 SONO STATI PUBBLICATI NUMEROSI STUDI CHE HANNO CONFERMATO UNA RELAZIONE TRA L’INSUFFICIENZA VENOSA CRONICA CEREBRO SPINALE (CCSVI) E LA SCLEROSI MULTIPLA. DA SEGNALARE, IN PARTICOLARE, LO STUDIO MULTICENTRICO ITALIANO COORDINATO DAL PROF. STEFANO BASTIANELLO DELL’UNIVERSITA’ DI PAVIA DOVE SONO STATI ESAMINATI BEN 710 PAZIENTI !
IL CANADESE LAUPACIS (MEDICO INDIPENDENTE) HA INOLTRE PUBBLICATO NEL 2011 UNA META-ANALISI SECONDO LA QUALE E’ STATA DIMOSTRATA UNA POSITIVA ASSOCIAZIONE TRA LA CCSVI E LA SM.
SFUGGE DUNQUE PERCHE’ SECONDO SALVETTI NON SIA CORRETTO FINANZIARE UNO STUDIO COME BRAVE DREAMS…
Centonze: «Tutti gli studi sinora effettuati hanno applicato differenti metodiche di valutazione della CCSVI. E i risultati, di conseguenza, sono stati molto variabili. Non solo perché alcuni studi hanno riportato l’associazione e altri l’hanno negata. Ma anche all’interno degli studi che hanno negato la correlazione le percentuali di riscontro della CCSVI sono enormemente variabili. C’è chi non l’ha trovata mai e chi invece l’ha trovata in una percentuale comunque significativa di pazienti ma anche di controlli sani».
CENTONZE NEL COMMETTERE GLI STESSI ERRORI DI SALVETTI FORSE FA RIFERIMENTO AL PROPRIO STUDIO, PUBBLICATO NEL 2011, DOVE E’ STATO STABILITO UN RECORD MONDIALE, CON IL 35% DEI PAZIENTI SANI POSITIVO ALLA CCSVI !
GLI ANTICHI GIUSTAMENTE AFFERMAVANO: “ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM…”
Centonze: «Non è possibile pensare alla costruzione del secondo piano di un edificio se prima il piano terra e il primo piano non sono consolidati. Per quel che riguarda AISM, si tratta effettivamente di aspettare il completamento di uno studio di prevalenza come CoSMo, per avere quelle informazioni che oggi mancano. Anche a tutela del buon esito di uno studio interventistico, e per non bruciare una teoria che potrebbe avere un fondamento scientifico, è bene aspettare questo fondamento, attraverso i risultati di CoSMo o di altri studi simili, se ce ne saranno a livello internazionale. Questi risultati aiuteranno a selezionare meglio i pazienti. CoSMo potrebbe consentire di identificare la CCSVI in un certo tipo di pazienti, di evidenziare quali sono le caratteristiche cliniche dei pazienti con la CCSVI: ciò consentirebbe di disegnare uno studio interventistico più mirato, evitando l’intervento a quei pazienti che non hanno le caratteristiche giuste e favorendo coloro che, sulla base di uno studio di prevalenza, potrebbero esserne i candidati ideali. Quando ci saranno i dati, e se incoraggeranno studi interventistici, evidentemente ci sarà modo e tempo di ripensare uno studio come quello che ora FISM ha deciso di non finanziare».
IL 1° PIANO, A CUI CENTONZE FA RIFERIMENTO, E’ GIA’ STATO COSTRUITO CON LO STUDIO PILOTA DI ZAMBONI PUBBLICATO NEL 2009. SUCCESSIVAMENTE SONO STATI PUBBLICATI NUMEROSI STUDI CHE HANNO CONFERMATO ANCHE LA SICUREZZA DELL’ANGIOPLASTICA PER LA CCSVI.
PER QUANDO RIGUARDA LO STUDIO COSMO DI AISM E’ BENE RICORDARE PER L’ENNESIMA VOLTA CHE NEL 2010, PRIMA DELLA SUA PARTENZA, IL PROF. ZAMBONI FU COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DAL COMITATO SCIENTIFICO DICHIARANDO CHE “IL PROTOCOLLO RISCHIA DI NON RIUSCIRE A DIMOSTRARE N ULLA A CAUSA DI ALCUNI DIFETTI DI PROCEDURA.”
INOLTRE, SE CIO’ NON BASTASSE, NELL’OTTOBRE DEL 2011 A STUDIO ANCORA IN CORSO L’AISM E COMI, PRINCIPAL INVESTIGATOR, DICHIARARONO ALLA STAMPA CHE “AD OGGI, SULLA BASE DI DATI PRELIMINARI, LA PRESENZA DI CCSVI E’ STATA OSSERVATA GLOBALMENTE IN MENO DEL 10% DEI SOGGETTI ESAMINATI”.
APPARE DUNQUE ABBASTANZA EVIDENTE CHE LO STUDIO COSMO NON RIUSCIRA’ A DIMOSTRARE PROPRIO NULLA…
Centonze: «Probabilmente non ci sarà accordo perché, come è giusto che sia, ciascun ricercatore è pronto a giurare sulla qualità del proprio studio e non c’è motivo di pensare che le cose non vadano così. Quindi i ricercatori continueranno ad avere pareri discordanti, difficile che si arrivi a forte omogeneità. Quello che ci si può ragionevolmente aspettare è che ci saranno alcuni studi più credibili di altri, in base alle metodiche utilizzate, alla vastità del campione, alla cecità, all’indipendenza dei valutatori rispetto a coloro che eseguono gli esami e a tutta una serie di parametri scientifici».
PER QUANTO RIGUARDA LO STUDIO COSMO DI AISM I DUE PRINCIPAL INVESTIGATORS RISULTANO AVERE UN POTENZIALE CONFLITTO D’INTERESSI PER VIA DEI LORO RAPPORTI CON ALCUNE CASE FARMACEUTICHE (DATI PUBBLICI)…
Centonze: «Anche questa non è una previsione possibile. Oggi non c’è un accordo su quale sia la metodica più efficace. Attualmente la CCSVI viene valutata sostanzialmente in 3 modi: prima di tutto con l’ecodoppler, che ha a sua volta diverse possibilità di esecuzione, come messo in evidenza per primo dal Professor Zamboni. Poi ci sono le misure di neuroimaging, effettuate tranne risonanza magnetica perfusionale. E poi c’è la flebografia. Probabilmente la risposta migliore verrà combinando queste tre metodiche, e potrebbe essere interessante vedere il grado di congruenza tra i risultati provenienti dalle tre metodiche. Probabilmente solo individuando un algoritmo che tenga presente tutte e tre le metodiche si potrà arrivare a una conclusione. Se mai si arriverà. Perché, al momento, non solo non sappiamo se la CCSVI è associata o meno alla SM, ma di fatto nessuno può ancora giurare sull’esistenza stessa della CCSVI, che potrebbe essere un fenomeno del tutto fisiologico».
I DUBBI SULL’ESISTENZA DELLA CCSVI SONO UN PARERE PERSONALE DI CENTONZE CHE NON RISULTA ESSERE UNO SPECIALISTA DEL CAMPO VASCOLARE…
PER QUANTO RIGUARDA IL PROTOCOLLO ECODOPPLER, PROPRIO NEL DICEMBRE 2011 E’ STATA PUBBLICATA SULLA PRESTIGIOSA RIVISTA “INTERNATIONAL ANGIOLOGY” UN CONSENSUS DOCUMENT DEL PROF. ZAMBONI CON L’OBIETTIVO DI ARRIVARE AD UN PROTOCOLLO CONDIVISO DOPO IL FALLIMENTO DI ALCUNI STUDI, TRA CUI QUELLO DELLO STESSO CENTONZE.
Centonze: «La CCSVI viene riscontrata anche in soggetti sani, e diversi studi la rilevano con una frequenza del tutto sovrapponibile a quella che si riscontra nelle persone con SM. Dunque la CCSVI potrebbe essere solo una variabile interindividuale che non abbia nulla a che fare con la sclerosi multipla, ma nemmeno con altre patologie. Questa è un’ipotesi che, rispetto agli studi sinora effettuati, è ancora in campo e non può essere esclusa a priori».
ANCORA UNA VOLTA CENTONZE FA RIFERIMENTO AL PROPRIO STUDIO, PUBBLICATO NEL 2011, DOVE E’ STATO STABILITO UN RECORD MONDIALE, CON IL 35% DEI PAZIENTI SANI POSITIVO ALLA CCSVI !
E’ UTILE RIPETERE ANCORA UNA VOLTA CHE GLI ANTICHI GIUSTAMENTE AFFERMAVANO “ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM…”.
Salvetti: «La flebografia diagnostica ed il trattamento di venoplastica previsti nello studio Brave Dreams sono procedure invasive. I rischi sono legati all’esposizione a radiazioni, alla procedura di terapie associate, a eventuali trombosi, alle rotture dei vasi. Sono rischi accaduti realmente, non solo teorici. Nella pratica clinica non si prescrive mai un farmaco se non è utile o indispensabile. Quando si tratta di una radiografia o di una terapia antiaggregante o anticoagulante, non le si consiglia neppure, se non è dimostrato che sono davvero utili. Questo criterio deve essere applicato sempre e deve valere anche nella ricerca».
FORSE SALVETTI NON HA LETTO GLI STUDI PUBBLICATI NELL’ULTIMO ANNO CHE HANNO DETERMINATO, SENZA OMBRA DI DUBBIO, LA SICUREZZA DELL’ANGIOPLASTICA (SIMKA, MANDATO, PETROV, SISKIN). ALTRI NE USCIRANNO A BREVE (MAGNANO)…
Centonze: «È evidente: ci sono rischi anche quando si rispettano al massimo tutte le procedure ufficiali della ricerca, come nel caso dei farmaci. E tuttavia in questi casi anche i benefici eventuali sono stati abbondantemente e convincentemente dimostrati. Dunque, quello che si valuta non è solo una questione di rischio, ma il rapporto tra rischi e benefici. Un rischio anche alto è giustificato, diciamo, in presenza di una possibilità di beneficio altrettanto alta. Pensiamo alle terapie antitumorali, pensiamo a terapie immunosoppressive utilizzate per curare malattie gravissime: sono accompagnate da effetti collaterali anche gravi, più seri della malattia che vogliono curare. Ma trovano giustificazione nel fatto che molti studi hanno accertato che il rapporto tra rischi e benefici è comunque spostato a favore dei benefici. Non si possono comparare le valutazioni effettuate sui farmaci e quelle sinora presenti nel caso sulla CCSVI. Riguardo all’intervento per la CCSVI al momento sono certi i rischi ma non c’è nessuna certezza sui benefici eventuali».
DIVERSE REVISIONI INDIPENDENTI SUI COSIDDETTI “CRAB”, UTILIZZATI NELLA SCLEROSI MULTIPLA, NE HANNO ATTESTATO UN’EFFICACIA MOLTO LIMITATA IN PRESENZA DI IMPORTANTI EFFETTI COLLATERALI.
TRALASCIAMO INOLTRE I CASI MORTE PROVOCATI DA ALCUNI FARMACI PIU’ RECENTI (DATI PUBBLICI…)
Salvetti: «Le regole utilizzate dal Comitato scientifico FISM per decidere non sono criteri che ha stabilito arbitrariamente il Comitato stesso, sono utilizzate in ambito scientifico nazionale e internazionale. Valgono per qualunque scienziato, per qualunque ipotesi, per qualunque terapia. Seguire le regole spesso richiede tempi lunghi ma non seguirle può generare rischi e confusione. Siamo consapevoli che per le persone è fondamentale che la scienza acceleri al massimo i propri tempi, al punto che c’è un grande impegno – soprattutto nella ricerca scientifica su diverse malattie – per individuare studi dal disegno innovativo che possano abbreviare i tempi».
SALVETTI ALLORA DOVREBBE SPIEGARE MEGLIO QUALI SIANO QUESTE “REGOLE” E COME SIANO STATE APPLICATE, VISTO CHE DIVERSI COMITATI ETICI DEI CENTRI CHE PARTECIPERANNO ALLO STUDIO BRAVE DREAMS HANNO GIA’ DATO IL LORO ASSENSO…
Centonze: «Il rischio del paternalismo e di prendere su di sé la responsabilità di decidere per altri è un problema reale per la scienza. È chiaro che nel momento in cui FISM ha preso la propria decisione su Brave Dreams sapeva bene di esporsi a critiche. Tuttavia è giusto ed è fondamentale che un organismo come AISM – FISM scelga prima i criteri di riferimento su cui poggiare le proprie decisioni sulla ricerca scientifica. E AISM segue da sempre la logica di mettere dati evidenti e sicuri a disposizione delle persone con SM, di non esporle a illusioni, di evitare scorciatoie al buio. In assenza di certezze, AISM è dunque impossibilitata a prendere decisioni. O meglio, come dimostra CoSMo, quando non ci sono evidenze risolutive l’unica linea che AISM vuole seguire è quella di arrivare a quelle sicurezze che mancano ancora, disponibile a progettare e finanziare studi che prima di tutto mettano a disposizione delle persone dati certi grazie a cui possano decidere liberamente e consapevolmente come curarsi. Per una malattia complessa come la SM è forte la possibilità di inseguire chimere nell’individuazione delle cause e delle cure. Il problema è che più si inseguono chimere e più di fatto si rallenta la ricerca, si disperdono energie e risorse, si allontana il momento in cui si potrà arrivare a sconfiggere autenticamente la malattia. Un’Associazione come AISM non può mai rinunciare a lavorare su basi solide, o a collaborare a costruirle, quando mancano. Costi quel che deve costare».
BRUTTA RISPOSTA DOVE EMERGE CON CHIAREZZA UNA CERTA OSTILITA’ DI CENTONZE ALL’IPOTESI DI ZAMBONI. SOMMATA AL SUO POTENZIALE CONFLITTO D’INTERESSI (DATI PUBBLICI) E ALLO STUDIO CHE HA GIA’ REALIZZATO, IL SUO PARERE APPARE NON TROPPO AUTOREVOLE…
Centonze: «Nessuno può pensare di essere giustificato se, per evitare un errore, ne commette un altro. Attualmente, sulla base dei dati disponibili, è sensato ritenere un errore che tante persone si sottopongano a procedure che non hanno dimostrato di essere autenticamente utili. E non avrebbe senso cercare di prevenire questo errore commettendone uno del tutto simile».
CENTONZE CONFONDE LO STUDIO BRAVE DREAMS, CHE E’ UNO STUDIO SCIENTIFICO, CON GLI INTERVENTI DEI PRIVATI CHE SVOLGONO UNA LEGITTIMA ATTIVITA’ LUCRATIVA…
Salvetti: «Le persone che hanno una malattia ben controllata dalle terapie utilizzate non hanno la minima difficoltà ad attendere dati certi prima di ipotizzare un intervento di venoplastica. Diverso è il caso di coloro che, nonostante tutte le terapie possibili, stanno male o continuano a peggiorare. Sento forte empatia con la loro situazione e non sono mai entrato in conflitto con chi ha eventualmente scelto di sottoporsi all’intervento di dilatazione, nonostante sia sempre stato chiaro nel segnalare i rischi e l’incertezza riguardo ai benefici dell’intervento. Continuo a seguire con la massima attenzione diverse persone che si sono fatte operare. Qualcuno dice che sente meno la fatica e la stanchezza, qualcuno dice che ha una migliore coordinazione motoria, qualcuno afferma che non è cambiato niente, qualcuno ha continuato ad avere peggioramenti anche dopo l’intervento.
SALVETTI OMETTE DI RIFERIRE CHE TUTTE LE PRINCIPALI TERAPIE HANNO IMPORTANTI EFFETTI COLLATERALI E CHE DUNQUE MOLTI PAZIENTI SI SONO SOTTOPOSTI ALL’INTERVENTO PROPRIO PER QUESTO MOTIVO.
VISTO CHE DICHIARA DI SEGUIRE I PROPRI PAZIENTI CHE SI SONO SOTTOPOSTI ALL’INTERVENTO FAREBBE BENE A PUBBLICARE I DATI CHE STA RACCOGLIENDO PIUTTOSTO CHE A LIMITARSI A DELLE CHIACCHIERE DA BAR…
Centonze: «Non c’è un riscontro a senso unico, ogni persona è diversa. Quello che si può fare e che faccio è di dare alle persone gli strumenti disponibili perché prendano decisioni informate e consapevoli. Alcuni sulla base di quello di cui discutiamo trovano ragionevole attendere, altri preferiscono andare comunque a sottoporsi a intervento».
CENTONZE FORNISCE AI PROPRI PAZIENTI IL PROPRIO PARERE “INDIPENDENTE” CHE ORMAI E’ ARCINOTO…
Centonze: «Sì, ne sono tornati parecchi. Pur consapevoli che la nostra sia un’osservazione limitata e senza valore scientifico, noi non abbiamo riscontrato alcun beneficio evidente nei pazienti che sono tornati a dire di essersi sottoposti a intervento. Il percorso più comune che abbiamo osservato in questi due anni, da quando è esploso il fenomeno CCSVI, è che i pazienti inizialmente molto motivati e interessati al fenomeno, perdevano interesse e fiducia dopo essersi sottoposti all’intervento e dopo aver visto loro stessi di non aver ricavato nessun beneficio».
ANCHE CENTONZE FAREBBE BENE A PUBBLICARE I DATI CHE STA RACCOGLIENDO PIUTTOSTO CHE A LIMITARSI A DELLE CHIACCHIERE DA BAR…
ANCHE IN QUESTA RISPOSTA COMUNQUE EMERGE CON CHIAREZZA IL GRADO DELLA SUA “INDIPENDENZA” SU QUESTO ARGOMENTO…
Centonze: «Tutte e due le cose. Il tragitto più comune che abbiamo riscontrato nelle persone è stato quello di chi è stato attivissimo propugnatore dell’intervento, anche su Internet, fino a quando vi si è sottoposto personalmente senza riscontrare alcun beneficio. A quel punto queste stesse persone perdevano interesse al fenomeno e a parlarne ulteriormente».
O CENTONZE, ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM…
Centonze: «La questione ha assunto un contorno a tal punto ideologico che qualsiasi cosa dica «l’avversario» non viene neppure presa in considerazione. Per chi pensa che tutte le pubblicazioni scientifiche siano in realtà false e dettate dai più svariati interessi personali, anche l’eventuale testimonianza di un paziente operato senza frutti visibili ha una possibilità di presa scarsa. Diversi pazienti mi hanno raccontato di casi in cui le persone cui hanno testimoniato la propria esperienza negativa hanno deciso comunque di continuare verso l’intervento, senza neppure prendere in considerazione la testimonianza negativa. Altri si sentono come chi voglia togliere agli altri la speranza solo perché per loro non ha funzionato. E allora è comprensibile che una persona, già delusa per come sta, perda interesse a cercare di convincere chi comunque non si vuole lasciare convincere».
SE CENTONZE LEGGESSE MEGLIO LE PRIME PUBBLICAZIONI DI ZAMBONI FORSE SCOPRIREBBE CHE SECONDO ZAMBONI IL MIGLIORAMENTO DELLA CIRCOLAZIONE VENOSA CEREBRALE RIDUCE IL NUMERO DI RICADUTE, LE LESIONI ATTIVE E MIGLIORA LA QUALITA’ DELLA VITA. NEI PAZIENTI CON MALATTIA PROGRESSIVA QUESTO ANDAMENTO SI BLOCCA O RALLENTA.
NESSUNO DUNQUE HA MAI PARLATO DI EFFETTI MIRACOLOSI DELL’ANGIOPLASTICA…
Salvetti: «La ricerca scientifica impone che si passi attraverso diverse fasi, una consequenziale all’altra: c’è prima la fase di accertamento della sicurezza di un trattamento (fase 1), seguita una fase per valutare l’efficacia preliminare di quel trattamento (fase 2); viene poi la fase degli studi registrativi (fase 3) e infine la fase degli studi post marketing, ossia effettuati dopo l’approvazione di una certa terapia, per continuare a valutare nel tempo i suoi effetti su tutta la popolazione interessata (fase 4). In questo caso, per la verità, il Comitato scientifico non ha neanche immaginato che fosse necessaria una Fase 1, ma ha ritenuto che fosse necessaria una Fase 2 su un numero più limitato di pazienti prima di passare ad uno studio più ampio».
INCREDIBILMENTE SALVETTI NON SA CHE UNA FASE 2 CON UN NUMERO LIMITATO DI PAZIENTI E’ GIA’ STATA FATTA, ANZI CE NE SONO STATE DUE, A FERRARA NEL 2009 E CON BUFFALO NEL 2011…
STESSA COSA IN POLONIA CON SIMKA. E SIAMO A TRE…
Salvetti: «Nel caso dello studio pilota del professor Zamboni non era solo una questione di numeri bassi ma anche un problema di disegno dello studio, basato sui dati allora disponibili. Ad esempio, oggi sappiamo che, se l’associazione fra CCSVI ed SM esiste, non è 100% SM, 0% individui sani. Volendo quindi fare uno studio con numeri simili a quelli del primo studio Zamboni lo stesso verrebbe disegnato in modo diverso».
TROPPO COMODO SALVETTI…LO STUDIO DI ZAMBONI RISALE AL 2009, E FU APPROVATO DA UN COMITATO ETICO E POI ACCETTATO DA UNA RIVISTA MEDICA DI PRESTIGIO. SE CIO’ NON FOSSE SUFFICIENTE, ZAMBONI NEL 2011 HA REPLICATO I SUOI DATI IN UN NUOVO STUDIO FATTO ASSIEME AL DR. ZIVADINOV DI BUFFALO.
Salvetti: «La ricerca di nuove terapie deve procedere per fasi in considerazione dei potenziali rischi, dei benefici ottenibili e dei costi. Prima di studi così ampi come quello proposto in Brave Dreams è necessario ottenere un ragionevole livello di probabilità che esistano elementi chiave per far prevedere il successo dello studio ed altri elementi chiave che facciano presumere di poter escludere un fallimento rispetto all’obiettivo».
SALVETTI SE LE CANTA E LE SUONA DA SOLO…PER I NEUROLOGI UNO DEI PUNTI DEBOLI DELLO STUDIO DI ZAMBONI NEL 2009 FU PROPRIO IL NUMERO LIMITATO DI PAZIENTI…ORA UNO STUDIO PIU’ AMPIO NON VA BENE… CARI NEUROLOGI MAGARI METTETEVI D’ACCORDO…
Salvetti: «La partecipazione di membri del Comitato scientifico FISM al disegno di diversi studi sulla CCSVI indica un serio interesse, un elemento di reale apertura di AISM alla questione dell’incidenza eventuale della CCSVI nella SM. Lo studio CoSMo, con il suo immenso sforzo scientifico e organizzativo, dimostra che questo interesse è reale. E anche il fatto che alcuni membri del Comitato scientifico FISM abbiano voluto partecipare alla stesura del protocollo di Brave Dreams dimostra la stessa cosa».
IL PROBLEMA REALE E’ CHE DIVERSI MEMBRI DEL COMITATO SCIENTIFICO AISM HANNO UN POTENZIALE CONFLITTO D’INTERESSI PER VIA DEI LORO RAPPORTI CON ALCUNE CASE FARMACEUTICHE (DATI PUBBLICI), TRA CUI PROPRIO I DUE “PORTAVOCE”…
SULLO STUDIO COSMO ABBIAMO GIA’ DETTO AMPIAMENTE SOPRA PARLANDO DELLE DIMISSIONI DI ZAMBONI CHE NEL 2010 DICHIARO’ ALLA STAMPA CHE: “IL PROTOCOLLO RISCHIA DI NON RIUSCIRE A DIMOSTRARE N ULLA A CAUSA DI ALCUNI DIFETTI DI PROCEDURA.”
Centonze: «In realtà il protocollo di Brave Dreams è stato redatto molto tempo prima della pubblicazione di dati che hanno ulteriormente messo in dubbio l’esistenza della CCSVI e di una sua correlazione significativa con la SM. Ma sarebbe potuto accadere il contrario, e mentre si metteva a punto il protocollo di Brave Dreams avrebbero potuto essere pubblicati dati che incofutabilmente incoraggiassero un intervento così ampio come quello proposto da Brave Dreams. In questo secondo caso il protocollo avrebbe potuto essere assolutamente tempestivo e ottenere piena approvazione di finanziamento. Invece, i dubbi che c’erano sei mesi fa al momento della sottomissione del protocollo di Brave Dreams a FISM ora non si sono chiariti e anzi sono diventati più fitti in base ai lavori pubblicati negli ultimi mesi».
CENTONZE CON UNA CURIOSA INGENUITA’ RIVELA IL VERO MOTIVO PER CUI E’ STATA BOCCIATA LA RICHIESTA DI FINANZIAMENTO DELLO STUDIO BRAVE DREAMS, E CIOE’ PER VIA DEI RISULTATI DELLO STUDIO COSMO CHE L’AISM HA GIA’ ANNUNCIATO (E FORSE CONDIZIONATO) NELL’OTTOBRE DEL 2011…
Salvetti: «Adesso uno studio come Brave Dreams sembra prematuro perché possiamo e dobbiamo ancora acquisire dati certi sull’eventuale correlazione tra CCSVI e SM. Se e quando verrà identificata la sottopopolazione di persone con SM che presentino malformazioni venose che possa valere la pena di modificare, allora si potrà finanziare uno studio interventistico».
E’ EVIDENTE COME SALVETTI PENSI CHE GLI UNICI DATI CERTI SIANO QUELLI DELLO STUDIO COSMO DI AISM DI CUI ORMAI SI CONOSCONO GIA’ I RISULTATI…
Centonze: «Il Comitato scientifico FISM ha giudicato il Progetto non finanziabile adesso, perché i rischi ancora appaiono troppo alti e non giustificati rispetto alle evidenze esistenti di beneficio. Chiaramente nel momento in cui le evidenze di beneficio aumenteranno, allora anche la valutazione dei rischi assumerà una dimensione più contenuta e le scelte attuali potranno essere riviste».
ANCHE CENTONZE ANCORA UNA VOLTA TORNA SUI RISCHI DELL’ANGIOPLASTICA. ANCHE LUI FORSE NON HA LETTO GLI STUDI PUBBLICATI NELL’ULTIMO ANNO CHE HANNO DETERMINATO, SENZA OMBRA DI DUBBIO, LA SICUREZZA DELL’ANGIOPLASTICA ANCHE PER LA CCSVI (SIMKA, MANDATO, PETROV, SISKIN). ALTRI NE USCIRANNO A BREVE (MAGNANO)…
Centonze: «Un cambiamento di prospettiva potrà avvenire nel momento in cui uno studio ampio, esteso, indipendente, che rispetti criteri il più obiettivi possibili, troverà non solo una significativa associazione o prevalenza della CCSVI nella SM rispetto ai controlli sani, ma permetterà anche una associazione tra CCSVI e gravità clinica della SM in quella stessa persona. Soltanto in questo modo si potrà presuppore che rimuovere la CCSVI possa alleviare sintomi e decorso della malattia, migliorando la qualità della vita. Da CoSMo ci aspettiamo tutte queste risposte. È importante valutare se la CCSVI è maggiormente presente nei pazienti con SM rispetto ai controlli sani. Ed è importante anche verificare se e come i pazienti con SM e CCSVI abbiano una malattia più grave rispetto a chi ha la SM ma non la CCSVI. Se si verificasse il caso teorico di un’associazione inversa, in base a cui i pazienti con SM e CCSVI stessero meglio, con un livello di gravità inferiore rispetto a coloro che hanno la SM senza avere la CCSVI, allora sarebbe ipotizzabile che la CCSVI, invece di essere parte della patogenesi e dello sviluppo della malattia, possa avere un ruolo di compensazione della SM, essere una strategia che l’organismo mette in atto per contenere gli effetti della malattia. In questo caso teorico, che nessuno può oggi giurare che esista, ma nemmeno che non esista, rimuovere le malformazioni venose potrebbe persino essere dannoso. Insomma, prima di intervenire non basterà nemmeno trovare la CCSVI in associazione alla SM, ma bisognerà valutare se e in quali persone la si trova in associazione a un decorso clinico più severo. Per quelle persone, quando le identificheremo, varrà la pena effettuare studi interventistici».
E’ CHIARO IL RIFERIMENTO DI CENTONZE ALLO STUDIO COSMO DELLA FISM-AISM.
PER L’ENNESIMA VOLTA E’ UTILE RICORDARE CHE NEL 2010 IL PROF. ZAMBONI FU COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DAL COMITATO SCIENTIFICO DICHIARANDO CHE “IL PROTOCOLLO RISCHIA DI NON RIUSCIRE A DIMOSTRARE NULLA A CAUSA DI ALCUNI DIFETTI DI PROCEDURA.”
I RISULTATI DI COSMO PERALTRO SONO POI STATI GIA’ ANNUNCIATI NELL’OTTOBRE DEL 2011 DALLA STESSA AISM CHE DICHIARO’ ALLA STAMPA: “AD OGGI, SULLA BASE DI DATI PRELIMINARI, LA PRESENZA DI CCSVI E’ STATA OSSERVATA GLOBALMENTE IN MENO DEL 10% DEI SOGGETTI ESAMINATI”…
SE IL BUONGORNO SI VEDE DAL MATTINO…
Centonze: «Il Comitato scientifico FISM è costituito da medici e ricercatori esperti nelle varie discipline: neurologia, immunologia, genetica, riabilitazione, radiologia, scienze dell’alimentazione. Sono ricercatori che lavorano con responsabilità, impegno e professionalità e che per la loro competenza sono stati chiamati a far parte del Comitato scientifico FISM».
FORSE SAREBBE UTILE RICORDARE ANCHE CHE ALCUNI MEMBRI DEL COMITATO SCIENTIFICO AISM HANNO UN POTENZIALE CONFLITTO D’INTERESSI PER VIA DEI RAPPORTI CON ALCUNE CASE FARMACEUTICHE (DATI PUBBLICI).
CURIOSA INOLTRE L’ASSENZA NEL COMITATO DI ESPERTI VASCOLARI PER UNA PATOLOGIA, LA CCSVI, CHE E’ VASCOLARE…

Ma scusate la domanda, questo sito è la voce ufficiale dell’Associazione CCSVI? Se si, si comprendono molte cose, altrimenti non si spiega come sia possibile che vengano conintuamente postati articoli cos’ poco obiettivi e di parte. La metà delle informazioni del Sig. Rassman sono incomplete e imprecise. La meta analisi Canadese, per esempio, conclude proprio dicendo che la contradditorietà dei dati spinge a svolgere ulteriori studi di qualità superiore e che al momento non si può giungere a nessuna conclusione definitiva. Occorre leggere fino in fondo gli studi se si vuole citarli. Secondo la storia dei medici collusi con le case farmaceutiche è assurda. sono dati pubblici quelli che indicano le collaborazioni e lo sono apposta per poter controllare che non ci siano influenze negative nell’operato dei medici. non ha quindi nessun senso usare queste informazioni per screditare ricercatori a cui si riferiscono. E’un discorso che vale per tutti! trovo davvero di parte questo intervento e per niente obiettivo
Cara signora alessandra, i nostri collaboratori credono nella libertà di espressione e di pensiero, se poi lei ha qualche fondata notizia e vuole divulgarla non deve fare altro che inviarcela alla mail redazione@mediterranews.org, per quanto riguarda ciò che scrive e posta il nostro collaboratore Rasman, penso non sia lei a dover giudicare la correttezza dei testi dal momento che alla Redazione non risulta averla come redattore e nemmeno caporedattore, se poi lei volesse assurgere a tale posizione non deve fare altro che farne domanda tenendo presente che tutto lo staff di Mediterranews scrive in modo completamente gratuito senza nessuna remunerazione.
Per il resto a sua disposizione ma, a norma di legge, evitiamo le calunnie grazie
HO PARLATO TELEFONICAMENTE CON LA MAMMA DI UN RAGAZZO AFFETTO DA SM CHE E’ STATO OPERATO A PAVIA ALLE VENE GIUGULARI. SUBITO DOPO L’INTERVENTO DI ANGIOPLASTICA LE COSE PER LUI ANDAVANO MOLTO, MA MOLTO MEGLIO.
PECCATO PERO’ CHE L’OSTRUZIONE NON E’ STATA DEFINITIVA E, DOPO POCHI MESI, E’ TORNATO AD AVERE I PROBLEMI DI SEMPRE…PERCHE’ NON GLI HANNO DISOSTRUITO DEFINITIVAMENTE LE VENE?
Gentile “Alessandra”,
prendo atto delle sue doglianze così come ho preso atto delle numerose condivisioni dei miei articoli, scritti da un malato di sclerosi multipla che non ha altri interessi.
Mi rendo ovviamente conto di scontentare i potenti di turno ma questo grazie a Dio è un sito libero dove non esiste censura.
Personalmente trovo l’articolo di Alessandro ben argomentato e documentato.
Cosa che non posso dire su ciò che scrivono quelli che tentano di screditare in malo modo questa strepitosa scoperta che è la ccsvi.
Inoltre mi chiedo come mai l’aism “sponsorizza” sul proprio sito i banner delle case farmaceutiche.
Ho letto che noti farmaci come il Tysabri e il Fingolimod hanno fatto numerosi morti.
Non stiamo parlando di 1 morto solo, che meriterebbe tutto il rispetto ci mancherebbe, stiamo parlando solo per il Tysabri di 30 morti….
Come mai vengono ancora propinati??
Mi viene il sospetto che la ccsvi vada a disturbare il mercato dei farmaci intorno ai quali girono un sacco di interessi.
Gianluigi.
Cara Alessandra ma lei sa che nella costituzione c’è l’articolo 21 ??? dove si dice che ” Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e gni altro mezzo di diffusione.”???? se lo vada a leggere!
cara Maddalena si sta studiando il modo per tenere aperte definitivamente le vene.il suo amico non e’ l’unico a cui succede.purtroppo in molti casi le vene si richiudono…non in tutti ma la percentuale e’ alta.le vene, specialmente le giugulari, nelle quali non si puo’ mettere uno stent,tendono a tornare nella loro posizione iniziale
Oltre a seguire la faccenda dal 2009, ho fatto 2 interventi, il primo con esiti eccezionali durati 4 mesi e verificati da fisiatra, fisioterapisti e neurologo, poi purtroppo vanificati da una restenosi, il 2° senza esiti apprezzabili, per cui ho tratto le mie personalissime conclusioni: 1) l’angioplastica funziona, aprendo le vene la malattia si ferma e il quadro dei sintomi migliora, ma 2) le vene sono elastiche e tendono a richiudersi e la malattia torna a mordere, se ciò è spiacevole, è comunque una conferma; 3) un 2° intervento, pur identico al 1°, può essere efficace o no e comunque non esiste oggi nessuna tecnica per evitare la restenosi, essendo gli stent ancora inaffidabili. Per cui gli studi, più che tendere ad appurare la corrispondenza CCSVI-SM (ormai assodata), la sicurezza della pta (certa da 30 anni), dovrebbero essere intensificati sul versante stabilità delle vene allargate, aspetto che Zamboni sta studiando da anni, fra 1000 difficoltà e con pochissimi mezzi. La voce “ufficiale” della “società scientifica”, dei neurologi, dell’aism e dei vari comitati, autonominatisi ed autoreferenziali, al di là di evidentissimi conflitti d’interesse, è una snervante litania che ci ripetono da 3 anni: servono studi più accurati ed obiettivi, prima di… LO SAPPIAMO! E chi diavolo li dovrebbe fare questi studi, se quelli “ufficiali” (cosmo) sono dichiaratamente di facciata e con esito predeterminato (e candidamente e pubblicamente anticipato)? Un MEDICO e SCIENZIATO si atteggia diversamente: finora abbiamo sentito solo tanti “forse, potrebbe essere, bisogna studiare, occorre vedere, è rischioso, sono scettico, è un’ipotesi assurda, vabbè, facciamo lo studio, ma tanto è impossibile… Un MEDICO e SCIENZIATO dice: “certo, proviamo, io faccio questo, poi confrontiamo”. Da questa storia si è capito benissimo chi sono i MEDICI e chi i servi e quaqquaraqquà!
Come mai inoltre non essendo stata dimostrata la correlazione tra l’autoimmunità e la sclerosi multipla vengono dati farmaci, talvolta dagli esiti nefasti, volti a sopprimere il sistema immunitario?
Come mai qui aism non ha fatto uno studio cosmo anche per questo???
C’è una opzione per commentare in fondo all’articolo e dunque ciò presuppone che sia consentito esprimere la propria opinione, sempre con toni civili, sia che sia positiva o negativa. Questo non comporta che la signora Alessandra debba candidarsi caporedattrice per esprime il proprio parere. Con il quale peraltro sono d’accordo.
Caro Ivan, come c’è l’opzione per commentare con toni civili e nei termini della civile convivenza virtuale, c’è pure l’opzione delete che gestisce l’amministrazione del portale, così come la nostra redazione decide la risposta da dare ai propri lettori, specie quando si percepisce vi sia dietro una futile polemica sterile, inoltre tanto per portare voi tutti a conoscenza, si tratta di dominio registrato da persona fisica come prevede la legge,la persona fisica depositaria del dominio non intende rispondere per calunnia e diffamazione praticata nei commenti da soggetti sconosciuto donde per cui si chiede di attenersi ad un livello minimo di correttezza persino linguistica ciò ovviamente non comprende i sterili attacchi personali che a quanto pare sono reiteratamente perpetrati in questo post, proprio perchè non amiamo la censura evitiamo di bannare qualche commentatore un pò insistente, nel caso non piaccia quello che è scritto, come già detto si può sempre proporre una teoria contraria inviando un articolo firmato a redazione@mediterranews.org
Cara redazione, mi spiace abbiate colto una polemica sterile nel mio commento che semplicemente esprimeva un altro punto di vista. Di certo non sta a me verificae la validità di quello che pubblicate ma se ci sono delle incongruenze (come la famosa meta analisi canadese) da lettrice credevo fosse possibile dire la mia, soprattutto se c’è scritto mediterranea NEWS quindi uno strumento informativo. Dalle vostre risposte (polemiche si) comprendo che forse siamo in un forum. Basta saperlo.
come già detto se si vuole candidare redattore basta inviare domanda così come se vuole inviare un testo conosce già la nostra mail: redazione@mediterranews.org
la nostra è una redazione libera ed indipendente ma ciò non toglie che abbiamo una linea da seguire, probabilmente lei non conosce la differenza tra forum e spazio informativo. In ogni caso la polemica va qui cessata, non accettiamo ulteriori provocazioni sterili
Sono per la libertà di opinioni anche io e per la libera espressione. Per correttezza però è giusto evidenziare che la Metanalisi Laupacis conclude così “poor reporting of the success of blinding and marked heterogeneity among the studies included in our review precluded definitive conclusions.” questo il link completo http://www.cmaj.ca/content/183/16/E1203.abstract. Inoltre in un intervista a Zivadinov http://www.medscape.com/viewarticle/751767 viene sottolineata la criticità there are no guidelines for CCSVI, and before people begin to do research studies and say it’s something or it’s not, they should understand the arguments and understand how to do it, and follow some guidelines.” Vorrei infine concludere mostrando come anche ricercatori indipendenti come Laupacis possono collaborare con le casa farmaceutiche (Novartis nel caso) ed esprimere comunque un parere scientifico qua giudicato indipendente
Ettore, se ritiene opportuno puoi anche inviare un testo all’indirizzo: redazione@mediterranews.org almeno sarà possibile che anche i non addetti al lavoro capiscano il significato di quello che vuol dire
Grazie mille, non sono un giornalista. Mi scuso ho riportato il testo in inglese ma le fonti in originale possono essere utili, come in questo caso. Essendo un tema estremamente complesso credo che ognuno debba farsi la propria idea personale controllando personalmente ogni informazione che si trova in giro senza farsi condizionare da nessuna fazione
In ogni caso, qualora lei voglia inviarci una sua rilettura dei link che ha citato, sono certamente i benvenuti come quelli di tutti coloro che vogliono esprimere una voce, un pensiero estremamente libero.
cordialmente
la redazione
Alessandra,
stranamente i PUNTI DI VISTA CCSVI dei neurologi si sprecano a fiumi, quelli dei vascolari sono molto ben documentati SCIENTIFICAMENTE.
I neurologi negli ultimi 40anni sono rimasti al palo per quanto riguarda la SM.
Visiona i seguenti video (PUNTI DI VISTA DI NEUROLOGI AFFERMATI).
http://www.youtube.com/watch?v=dSA3mqhV92A
http://www.youtube.com/watch?v=vU2kw7Zdy2c
Relativamente alla meta-analisi canadese del Dr. Laupacis ho già avuto modo di scrivere un dettagliato articolo pubblicato su questo sito in data 4.11.2011:
https://mediterranews.org/2011/11/una-meta-analisi-conferma-il-legame-tra-ccsvi-e-sclerosi-multipla/
Nelle settimane successive inoltre è uscito l’importante studio multicentrico italiano coordinato dal prof. Bastianello dell’Università di Pavia che ha ulteriormente rafforzato la meta-analisi di Laupacis:
https://mediterranews.org/2011/10/sclerosi-multipla-dallitalia-nuova-importante-conferma-per-il-metodo-zamboni/
. Sulla meta analisi di laupacis concordo con Alessandra, dice tutt’altro rispetto a quanto citato in questo articolo. esprimere il proprio pensiero senza censura un conto, ma fare informazione non corretta è un’altro
Gentile Ivan,
prendo atto delle sue doglianze così come ho preso atto delle numerose condivisioni del mio articolo.
Ovviamente mi rendo conto di aver scontentato molti potenti ma questo è un sito libero dove non esiste censura.
La invito a rileggere l’articolo che ho scritto in precedenza sulla meta-analisi di Laupacis anziché lanciare accuse a vuoto:
https://mediterranews.org/2011/11/una-meta-analisi-conferma-il-legame-tra-ccsvi-e-sclerosi-multipla/
Grazie alla Redazione perchè dà forza e voce a chi la sclerosi multipla cerca di combatterla ogni giorno sulla propria pelle
PIU’ DI CINQUANT’ANNI PER CAPIRE, CAPIRE, CAPIRE COSA!
Alla cortese attenzione degli
illustrissimi, insigni, notevoli, spettabili, stimabili, distinti
Dott. Salvetti e Dott. Centoze.
AISM-FISM: Tutto e il CONTRARIO DI TUTTO ……………
Le ultime news dalla ricerca scientifica
Brave Dreams: il Comitato scientifico FISM risponde
03/02/2012
A poche settimane dalla pubblicazione del parere del Comitato scientifico FISM sullo studio coordinato dal Prof. Zamboni, i Prof. Marco Salvetti e Diego Centonze, membri e portavoce del Comitato stesso, spiegano le motivazioni alla base del parere.
Terapie orali per la SM: partito uno studio osservazionale sul fingolimod
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Dopo Report facciamo chiarezza
07/12/2011
Il ruolo dell’emodinamica nelle malattie neurologiche
18/11/2011
Cari compagni di sventura,
detto che il signor Rasman è una fonte affidabile e di grande supporto informativo,Vi invito tutti a non perdere di vista il principale obiettivo a noi tutti necessario: chiarezza di cura!
Nessuno può affermare con certezza se si tratti di una soluzione anziché un’altra,fatto sta che la CCSVI ha riscontrato un interesse internazionale e dato benefici mai supposti o sperati. Che sia necessario procedere ad ulteriori studi è chiaro, ma ostacolarla senza avere dati sulla sua inefficacia non rispecchia né la tutela alla salute dei pazienti, tanto meno la volontà di chiarezza. Nessun malato può pensare di scartare un’ipotesi che può, a ragione, evitare le sofferenze e gli effetti collaterali delle attuali cure, per altro tutt’oggi ancora sperimentali. Auguriamoci, invece, che il nostro diritto alla salute sia trattato come tale perché gli unici proprietari legittimi della SM sono i pazienti che la subiscono. Grazie.
Concordo con chi invita alla prudenza. Spesso sono passati messaggi che hanno fomentato speranze premature. Lo stesso assessore che ha dato disponibilità a finanziare il Brave Dreams ha ribadito quanto sia dannoso questo atteggiamento. Serve razionalità e consapevolezza. Ben vengano le nuove scoperte, apertura verso nuovi spunti ma con serietà. Ecco le parole dell’assessore L’assessore va oltre, considerando a questo punto – a copertura finanziaria avvenuta – “inutili” se non “dannose” le ulteriori iniziative di sostegno al Brave Dreams, “come quella della associazione Ccsvi nella Sm (che vede Nicoletta Mantovani come presidente onorario, ndr): rischiano di essere dannose per i pazienti stessi quando associano alla sperimentazione messaggi infondatamente positivi circa gli effetti di un trattamento la cui efficacia deve, appunto, essere ancora dimostrata”.
Si invita i lettori ad evitare l’inserimento di link nei commenti, per decisioni dovute alle politiche redazionali i link saranno cancellati come è accaduto in questo post. grazie la redazione
Gentile sig. Ettore,
non capisco cosa c’entri il suo commento con il mio articolo.
Personalmente con il mio scritto mi sono limitato a criticare con alcune osservazioni l’intervista di due neurologi che fanno parte del Comitato Scientifico di FISM-AISM che ha negato il finanziamento allo studio scientifico Brave Dreams.
Non ho mai passato messaggi che fomentano speranze premature, anzi spesso e volentieri ho riportato gli esiti di numerosi studi forse poco graditi dai soliti potenti.
Il Sig. Rasman è una fonte affidabile e puntuale che si/ci aggiorna quotidiamente sulle scoperte/pubblicazioni/ricerche in materia di CCSVI e SM a differenza di AISM che si limita a pubblicare notizie su farmaci per la SM (che peraltro non hanno esito nel rallentare la malattia, altrimenti mai nessuno finirebbe in carozzina no?).
Sarebbe compito di Aism informare i malati sulle pubblicazioni scientifiche relative a SM e la grande scoperta del prof. Zamboni denominata CCSVI che fino ad ora sembra giocare un ruolo molto importante nel decorso della malattia.
Già questa mancanza è sufficiente per non rinnovare più il sostegno ad un’associazione che si è smascherata da se per i suoi forti legami con le case farmaceutiche.. Aism non si dovrebbe sorprendere da questo vertiginoso crollo di malati/iscritti..
Grazie al Sig. Rasman per il suo prezioso lavoro nell’ottica di INFORMARE correttamente i malati.
Il Sig.Rasman ci aggiorna puntualmente sulle pubblicazioni in merito alla CCSVI correlate alla SM cose che AISM non fa.
Aism si limita a pubblicare notizie (ovviamente solo quelle di studi con esiti positivi) sui farmaci che non hanno alcun effetto nella progressione della malattia (altrimenti mai nessuno finirebbe in carrozzina).
L’Aism grazie alla grande scoperta del prof. Zamboni si è smascherata da se come un’associazione che non tutela i malti ma solo gli interessi derivanti dei forti legami con le case farmaceutiche.. Cosa che anche un bambino evince da se grazie ai banner pubblicitari presenti sul sito.. Il fatto che nel Comitato “Scientifico” ci siano medici sponsorizzati dalle case farmaceutiche non danno alcuna credibilità all’associazione.
Il Sig. Rasman è un’ottima fonte per una corretta informazione sulla CCSVI e non ha alcun legame con case farmaceutiche.
Cara Aism non si sorprenda se i malati non appoggiano più la vostra causa..
Tra voi e i malati di SM gli obiettivi sono chiaramente opposti..
I malati vogliono guarire.
Voi volete monopolizzare la SM e arricchirvi.