Società

Nove maggio 1978: la lunga notte dello Stato Italiano. Aldo Moro e Peppino Impastato, due uomini

Aldo MoroNove maggio giorno della memoria dedicata alle vittime del terrorismo, così recita la legge  legge 4 maggio 2007 n° 56, un testo brevissimo composto da soli  due articoli, il primo suddiviso in due commi. Art. 1: ”La Repubblica riconosce il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, quale ‘Giorno della memoria’, al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice”.  Art 2. In occasione del “Giorno della memoria” di cui al comma 1, possono essere organizzate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche”.

Prima firmataria della legge è Sabina Rossa, figlia del sindacalista Guido Rossa, ucciso a Genova dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.

Una legge che affonda le sue radici negli anni bui della Repubblica Italiana.

9 maggio 1978, una data storia, infatti il 9 di maggio si celebra una particolare giornata in ricordo di quella mattina del 9 maggio 1978 quando il cadavere di Aldo Moro viene ritrovato all’interno di una auto nei pressi di via Caetani.Aldo Moro, statista e uomo politico, morto ammazzato dalle Brigate Rosse, un sequestro lungo, un sequestro che ancora oggi, nonostante processi e sentenze resta avvolto da una fitta nube di sospetti, ombre e misteri.

Un sequestro politico unico nel suo genere quello di Aldo Moro, una storia nella Storia, e se nonostante tutto sembra sapersi tutto degli ultimi giorni di vita del Professor Aldo Moro, poco e nulla si sa sulla trattativa e, più passano gli anni meno si potrà sapere.

Moro, l’uomo, il padre, il professore, centinaia di migliai i chilometri di carta usate per scrivere le indagini, le sentenze, i libri, e poi, i film, le sceneggiature, tanto si è detto, tanto si dice ma nonostante tutto un alone di mistero avvolge il caso Moro, forse chi sapeva ora non c’è più, ogni tanto dal buio nebuloso del passato appaiono come ombre nuovi fantasmi ricordi, e qualche flebile pista viene seguita, ma quel che è stato è stato, dopo Moro le pagine della storia di Italia hanno preso un altro senso e chissà cosa poteva succedere se quella triste pagina non si scriveva.

Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno Stato.. “(MCR)

Mentre Moro veniva ucciso dal commando brigatista, a mille chilometri di distanza nella “terra dei vespri e degli aranci” per mano mafiosa moriva Peppino Impastato, ai tempi indicato come “terrorista”, un giovane che, combatteva la mafia, un giovane che faceva politica in quei luoghi dove il potere mafioso invece era organizzato come struttura parastatale.

Negli anni Salvo Vitale, giornalista, e tanti amici e compagni di Peppino, ma sopratutto giovani, donne e uomini hanno chiesto che il 9 maggio si ricordasseto tutte le vittime morte ammazzate per atti di terrorismo e stragismo, andando oltre ai tristi e buoi anni 70, arrivando sino alle tragiche morti di magistrati, di uomini e donne dello Stato, chiedendo un riconoscimento per tutte le vittime. Ma domani, oltre le classiche deposizioni nei storici luoghi frequentati da Moro, chi si impegnerà per portare avanti il senso della lotta al terrorismo?Chi  ricorderà queste due morti, chi ricorderà le tante vittime per stragi e terrorismo, ogni giorno?

Mia dolcissima Noretta,

credo che questa sia proprio l’ultima. Per ragioni misteriose mi sembra preclusa qualsiasi speranza. Non si sa neppure approssimativamente, che cosa accade, in che si concludano le varie iniziative delle quali una volta si parla……Per me, è finita. Penso solo a voi e, se non sono oppresso fino alla follia, vi richiamo, vi rivedo, da grandi e da piccoli, da anziani e da giovani e tra tutti il dilettissimo Luca con cui passo ancora i momenti disponibili. …. Abbracciameli tutti tutti, uno ad uno, ogni giorno, come avrei fatto. Ricordatemi un po’, per favore. Io sono cupo e un po’ intontito. Credo non sarà facile imparare a guardare e a parlare con Dio e con i propri cari. Ma c’è speranza diversa da questa? Qualche volta penso alle scelte sbagliate, tante; alle scelte che altri non hanno meritato. Poi dico che tutto sarebbe stato eguale, perché è il destino che ci prende. Mentre lasciamo tutto resta l’amore, l’amore grande grande per te e per i nostri frutti di tanta incredibile e impossibile felicità. Che di tutto resti qualcosa. Ti abbraccio forte, Noretta mia. …….Aldo

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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