Salute

Sclerosi Multipla: da Catania un’importante conferma per la CCSVI di Zamboni

jvir2013E’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica Journal of Vascular and Interventional Radiology un interessante studio italiano intitolato “Deflusso dalle vene giugulari interne nei pazienti con sclerosi multipla: uno studio con la venografia con catetere“.

Alcuni ricercatori dell’Università di Catania, coordinati dal prof. Pierfrancesco Veroux, hanno indagato su un protocollo con venografia con catetere esaminatore indipendente che potrebbe venire utilizzato per diagnosticare in modo attendibile le anomalie di deflusso venoso nei pazienti con sclerosi multipla (SM) e insufficienza venosa cronica cerebrospinale e per determinare se l’angioplastica venosa sia efficace nel trattamento di queste anomalie.

Sono stati sottoposti ad ecocolordoppler ed a venografia con catetere delle vene giugulari interne (IJVs) un totale di 313 pazienti con SM e 12 con malattia renale in fase terminale, per valutare il tempo medio di clearance del mezzo di contrasto. Nei pazienti con anomalie di deflusso venoso, è stata eseguita un’angioplastica delle IJVs.

Un valore di taglio (cutoff) del tempo medio di clearence del mezzo di contrasto di 4 secondi o meno forniva la combinazione di massima sensibilità e specificità per la IJV destra (sensibilità 73,4%, specificità 100%) e sinistra (sensibilità 91,4%, specificità 100%). Le IJVs con un tempo di clearence tra 4.1 e 6 secondi avevano un moderato flusso ritardato (MDF), e le IJVs con un tempo di clearence di più di 6 secondi avevano un grave flusso ritardato (SDF); l’89% dei pazienti mostrava un MDF/SDF attraverso almeno una IJV, il 79% mostrava un MDF/SDF attraverso entrambe le IJVs, e solo il 5% mostrava un flusso normale in entrambe le IJVs. L’angioplastica con palloncino era in grado di migliorare immediatamente il flusso in almeno una IJV nel 69% dei pazienti, ma il flusso venoso è stato normalizzato in entrambe le vene solo nel 37% dei pazienti; Un SDF persisteva dopo l’angioplastica nel 32% dei pazienti.

Al termine dello studio, secondo gli autori, vi è un’alta prevalenza di un flusso anormale ritardato attraverso le vene giugulari interne (IJVs) nei pazienti con SM. L’angioplastica venosa era efficace solo in una minoranza di pazienti con grave flusso ritardato (SDF).

Fonte: http://www.jvir.org/article/S1051-0443%2813%2901393-6/abstract

COMMENTO:

Questo studio proveniente da uno dei maggiori centri italiani di trattamento della CCSVI dimostra inequivocabilmente:

–         un’alta prevalenza di un flusso anormale ritardato attraverso le vene giugulari interne (IJVs) nei pazienti con SM (il mezzo di contrasto esce dalle vene giugulari normalmente meno di 4s, nella CCSVI il tempo è sempre + lungo e spesso più di 6s);

–         che l’angioplastica venosa era efficace solo in una minoranza di pazienti con grave flusso ritardato (SDF).

Tag

Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy