Morte Ferulli. Coisp: Poliziotti Assolti ma nessuno risarcirà loro o il corpo
“Esprimiamo la massima soddisfazione per la sentenza che ha scagionato dalla più infamante delle accuse i quattro colleghi finiti sotto inchiesta a seguito del decesso di Michele Ferrulli.
Resta il gravissimo rammarico di sapere che nessuno mai potrà porre riparo all’incalcolabile danno arrecato a loro ed alle rispettive famiglie, e di riflesso a tutti quelli che portano la divisa e che vengono di continuo criminalizzati e messi alla gogna ogni qualvolta la disgrazia sempre incombente nell’espletamento del nostro delicatissimo lavoro offre la possibilità di creare il caso mediatico sbattendo i mostri in prima pagina. Il rammarico nasce, in verità, dalla consapevolezza che nessuno mai si porrà neppure il problema di rimediare a tutto ciò, perché di questi tempi è scontato che chi fa il nostro lavoro debba subire, e subire, in qualunque caso e per qualunque motivo, per la sola colpa di vestire la divisa”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta così la sentenza di pochi minuti fa con la quale i giudici della prima Corte d’Assise di Milano hanno assolto i quattro poliziotti accusati di omicidio preterintenzionale e falso in atto pubblico per la morte di Michele Ferrulli, il 51enne deceduto il 30 giugno 2011 per arresto cardiaco
mentre gli Agenti lo stavano ammanettando in via Varsavia dopo un tentativo di controllo.
L’assoluzione, perchè il fatto non sussiste, è arrivata al termine di una camera di consiglio durata poco più di due ore. I giudici hanno respinto così la richiesta del pm Gaetano Ruta che aveva chiesto la condanna a 7 anni di carcere per i quattro poliziotti.
“E sulla base del nostro fondato rammarico – continua Maccari – già ci aspettiamo le consuete denunce di denegata giustizia e le ulteriori dichiarazioni di astio e riprovazione verso i colleghi.
Qualcosa di inspiegabile ed ulteriormente grave perché, nella tragicità di questa vicenda, si dovrebbe quantomeno essere sollevati nel sapere che l’attività delle Forze dell’Ordine si è svolta correttamente, come accertato nel corso di un dibattimento in cui nulla, si può starne certi, è stato risparmiato ai quattro Poliziotti imputati. Ma temiamo che sia vana la speranza che l’unico pensiero non sia, per qualcuno, la delusione di non avere avuto quattro teste servite su un vassoio”.
“In tutti i casi – conclude il Segretario del Coisp -, e pur rispettando il lutto di chi ha perso un familiare, rimane il profondo squarcio aperto nelle vite e nelle carriere dei colleghi, dai trascorsi tanto per cambiare assolutamente cristallini, dalle ignominiose accuse che hanno messo in discussione il loro onore, non tanto e non solo in sede giudiziaria ma, come al solito, nelle virulente campagne
mediatiche e di piazza sempre alla famelica ricerca della divisa da impiccare. Rimane il gravissimo danno all’immagine di un Corpo, quello della Polizia di Stato, continuamente messo alla berlina nonostante il reale valore e l’eroica dedizione delle migliaia di uomini e donne che lo compongono, con la logorante continua messa in discussione di quell’indispensabile rapporto di fiducia e rispetto che deve intercorrere fra esso ed i cittadini tutelati, rispetto al quale nessuno si porrà mai il pensiero di un impossibile risarcimento”
