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Zucca benessere e tradizioni culinarie

La zucca matura a fine estate. Nel nostro Paese esistono ne esistono tante varietà come la violina rugosa, la marina di Chioggia e la serpente.

La zucca, i benefici

E’ un alimento versatile che si trova in commercio da fine estate. Nel nostro Paese si coltivano molte varietà di zucca, alcune anche rare.

La zucca sviluppa, circa, 20 calorie ogni 100 grammi. Contiene acqua, vitamina A, vitamine del gruppo B, potassio, calcio, magnesio e ferro. Ha un buon apporto di fibre, essenziali per contrastare la stitichezza, e pochi grassi.

Diuretica e digeribile contiene aminoacidi ed antiossidanti ed è indicata anche per chi segue un regime ipocalorico.  Ha un buon potere saziante e può aiutare a rinforzare le difese immunitarie e a preservare la vista.

Invece, i semi sono piuttosto calorici: possiedono, circa,  500 calorie ogni 100 grammi. Sono ricchi di proteine, grassi polinsaturi e monoinsaturi, vitamina K e vitamina E. Apportano poi potassio, magnesio  e ferro.

Sono ortaggi indicati per il benessere cardiovascolare ma è opportuno non eccedere con le quantità consumate.

La zucca è impiegata anche per la cura delle pelle perché idrata e nutre. Inoltre, in passato si utilizzava in caso di  bruciature di lieve entità o per trattare la cute screpolata e disidratata.

Tradizioni e zucca in cucina

Le zucche sono largamente presenti nella cucina tradizionale italiana. Sono un esempio le paste fresche come i tortelloni, i cappellacci ferraresi ed i tortelli mantovani che prevedono l’uso degli amaretti ma anche gnocchi e vellutate.

Un dolce molto comune è la torta, spesso arricchita con della frutta secca. La zucca è molto versatile e si può provare anche sotto forma di biscotti, crocchette o di frittelle. Molto particolare è la zucca candita e la sciroppata.

In passato, le zucche venivano fatte seccare e poi private da polpa e semi. Si ottenevano dei contenitori impiegati per trasportare il vino e l’acqua. Inoltre, venivano trasformate in strumenti musicali e giochi.

In alcune località del Veneto e dell’Emilia Romagna era tradizione svuotarle ed intagliarle. All’interno poi si collocava una candela. Era la tradizione delle lumasse che illuminavano le notti di Ognissanti.


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