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Il lago Gerundo ed il drago Tarantasio, la leggenda

Il lago Gerundo ed il terribile drago Tarantasio. Secondo la leggenda, il feroce mostro sarebbe stato sconfitto da Umberto Visconti.

Il lago Gerundo e il drago Tarantasio

Il lago Gerundio si estendeva in Lombardia fra i territori di Lodi, Milano, Bergamo e Cremona.

La leggenda vuole che fosse abitato dal drago Tarantasio. Il mostro si nascondeva nei fondali del lago per poter cogliere di sorpresa gli incauti pescatori.

Tarantasio era molto feroce e si nutriva, preferibilmente, di bambini e di giovani donne. Il suo fiato era talmente pestilenziale da poter distruggere facilmente le imbarcazioni. Inoltre, il suo alito era in grado di trasmettere una gravissima malattia.

Per sconfiggere il drago si fece ricorso ad un nobile cavaliere, Umberto Visconti. Da lui, poi, avrebbe preso avvio la stirpe viscontea. Ecco perché, lo stemma nobiliare dei Visconti è caratterizzato da un grosso serpente con in bocca un fanciullo.

Invece, secondo un’altra versione ad uccidere Tarantasio sarebbe stato Cristoforo. Fatto sta che immediatamente dopo la scomparsa la zona lacustre si trasformò in una rigogliosa pianura. 

Secondo la storia, lo scheletro del drago sarebbe stato conservato a Lodi fino al XVIII secolo ma se ne sono perse le tracce. Altri presunti resti  della feroce belva, che in realtà apparterrebbero ad altri animali, si troverebbero in più luoghi. Una costola è esposta nella chiesa di Almenno San Salvatore ed un’altra di trova a Pizzighettone, presso la chiesa di san Bassiano.

Il drago Tarantasio


Tarantasio avrebbe ispirato non soltanto  le insegne della famiglia Visconti ma anche lo stemma del Comune di Milano.
Inoltre, il logo dell’Eni si ispirerebbe proprio al mostro del lago Gerundo.

Negli anni 1950, Enrico Mattei  indice un concorso di idee per individuare il logo aziendale. La vittoria spetta al mitico cane a sei zampe, disegnato da Luigi Broggini che presentò il suo progetto usando come prestanome Giuseppe Guzzi. Lo scultore italiano Broggini avrebbe pensato di rappresentare un’immagine di Tarantasio mentre emette una fiammata di alito pestilenziale.

Ma lo spietato abitante lacustre avrebbe fornito ispirazione anche ad altri marchi internazionali come , per esempio, quella di una nota azienda di autovetture.

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