San Domino: mare, boschi e turismo in un’isola unica

San Domino è la gemma dell’arcipelago delle isole Tremiti: un’isola boscosa, con splendide calette e grotte da scoprire.

San Domino non è un’isola molto grande, come del resto non lo sono le sorelle dell’arcipelago delle Tremiti. Tuttavia i suoi 2 chilometri quadrati rappresentano un concentrato di bellezze naturali (sia a terra che in mare) e di attività turistiche che si popolano in gran stile nei mesi più caldi.
La copertura boschiva, che è quasi totale sul suo territorio, le dà un aspetto rigoglioso e vivo che le vicine sorelle non hanno, distinguendola in maniera netta. Una vacanza a San Domino è un’esperienza totale, a 360 gradi: scopriamo meglio questa splendida isola.
Come si arriva a San Domino?
San Domino, insieme alle sorelle San Nicola e Capraia, si trova a circa venti chilometri dalla terraferma, nel tratto di mare Adriatico tra il Gargano e Termoli, di fronte al lago di Lesina. Per raggiungere l’isola, dotata del proprio (trafficato) porto, bisogna prendere uno dei traghetti che partono quotidianamente da Termoli lungo tutto l’anno. D’estate i collegamenti sono garantiti anche da Rodi Garganico e altre località sul mare.
La storia di San Domino
L’isola presenta le più antiche testimonianze di presenza umana di tutto l’arcipelago, con reperti neolitici datati fino al 7000 a.C. scoperti in località “Prato San Michele”, parte di un antico villaggio. Un altro villaggio neolitico, più recente, è stato individuato nei dintorni di Cala Tramontana, nella costa nord-est dell’isola.
Su cosa sia successo in seguito, fino all’occupazione novecentesca, ci sono notizie contrastanti. Il nome dell’isola è un omaggio all’omonimo santo, vissuto in Dalmazia sotto l’impero romano nel III secolo d.C. A lui era dedicata una chiesa, di cui oggi non è rimasta traccia. La prima vera occupazione è datata al IX secolo d.C., periodo al quale risalgono le documentazioni che certificano la presenza monastica (cassinese) presso l’isola. I monaci si spostarono presto presso la più sicura San Nicola, lasciandosi dietro delle infrastrutture.
Si dice che i monaci facessero una vita dissoluta, al punto che la possibile regola di piantare un albero per ogni peccato commesso potrebbe spiegare la boscosità dell’isola. Tra alterne vicende e leggendari eremiti, la vita monastica cessò sul finire del 1800.
L’utilizzo come colonia penale
Fin dal 1700, sotto dominazione Borbonica, le Tremiti furono trasformate in colonia penale, luogo lontano da terra e di fatto prigione naturale in cui confinare i detenuti. Tra sospensioni e re-istituzioni dell’attività di confino presso le isole, si arrivò alle più ideologiche detenzioni nel periodo della dittatura fascista. San Domino, infatti, sul finire del ventennio divenne luogo di confino per omosessuali, altri “diversi” che il regime ritenne di dover isolare.
Cosa fare a San Domino?

L’isola, come detto, non è molto grande, ma è un concentrato di bellezza naturale e di servizi turistici. Le strutture ricettive non mancano, e quelle più sulla costa offrono un panorama davvero invidiabile. San Domino presenta le uniche spiagge di sabbia dell’arcipelago (insieme con quella del porticciolo di San Nicola). Queste calette, in particolare Cala delle Arene e Cala Matano, sono immerse in un contesto quasi tropicale, con le alte rocce alle loro spalle decorate dagli alberi sempreverdi tipici dell’isola.
Ma oltre alle tante calette ci sono anche diverse grotte tutte da visitare, che in diversi momenti della giornata prendono colori particolari a seconda del modo in cui la luce solare le penetri. Inoltre, intorno all’isola vi sono diversi siti di immersione.

