Aprile e i suoi proverbi

Aprile e i suo proverbi. Secondo gli antichi detti, il quarto mese dell’anno è imprevedibile e piovoso.
Aprile e i suoi proverbi, il terzo aprilante
Un adagio recita “Terzo aprilante quaranta dì durante ma se il quarto non acconsente, il terzo non conta niente”. Significa che se dovesse piovere il tre aprile, i piovaschi durerebbero per quaranta giorni; il tutto però non è valido qualora il giorno successivo ci fosse bel tempo. Si tratta di un detto diffuso, soprattutto, in Toscana e nelle aree limitrofe.
Invece, in Campania si afferma che “Quattro aprile quaranta giorni” oppure “Quattro aprilante quaranta brillanti” ossia la pioggia del quattro aprile si protrae per quaranta giorni. Ecco perché i primi giorni di questo mese in passato erano detti brillanti . Per i contadini, le piogge primaverili, oggi come ieri, sono particolarmente attese perché assicurano un buon raccolto e scongiurano la siccità estiva. Inoltre, un adagio sostiene che “Se piove il venerdì santo piove maggio tutto quanto”.
La tradizione suggerisce che la prosperità si può prevedere osservando il quarto ed il quinto mese: “Aprile piovoso, maggio ventoso l’anno è fruttuoso”.
Aprile ed i detti contadini
Secondo la tradizione popolare, il quarto mese dell’anno è particolarmente instabile e soggetto a continui mutamenti di temperature. Si dice “ Aprile fa il matto all’inizio o alla fine” cioè il mal tempo caratterizza i suoi primi giorni o gli ultimi.
In riferimento alle condizioni termiche, un adagio suggerisce “Aprile aprilone non mi farai levare il pelliccione”. Nonostante le temperature più miti, il freddo è sempre in agguato ed è prudente non togliere i giacconi pesanti. Ecco perché i nostri nonni dicevano “Aprile, apriletto, un dì freddo ed un dì caldetto”.
La conferma dell’incostanza termica del quarto mese è anche un altro proverbio. “Fidarsi della buona stagione di aprile è come fare i conti davanti all’oste”.


