Editoriali

La Cabilia deve essere libera di scegliere

Il 9 Gennaio di quest’anno, nella più totale indifferenza , il sito di Amnesty International, denunciava che ”  I processi di 54 persone condannate a morte in relazione agli eventi avvenuti nell’agosto 2021 in Kabylie, una regione dell’Algeria nord-orientale, compreso il linciaggio di un attivista, sono viziati da violazioni delle garanzie di un giusto processo e accuse di tortura , mentre almeno sei degli imputati sono stati perseguiti a causa delle loro affiliazioni politiche, ha dichiarato Amnesty International il 9 gennaio 2023.Di queste 54 persone, condannate a morte in procedimenti collettivi nel novembre 2022, cinque sono state processate in contumacia, tra cui una donna. Secondo la decisione resa dalla sezione d’accusa del Tribunale di Algeri, che Amnesty International ha analizzato, almeno sei sono stati perseguiti a causa del loro legame con il Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia (MAK), gruppo politico designato come un’organizzazione “terrorista” da parte delle autorità algerine nel giugno 2021. Cinque hanno dichiarato alla corte di essere stati sottoposti a tortura o maltrattamenti durante la detenzione. ( https://www.amnesty.org/fr/latest/news/2023/01/algeria-mass-death-sentences-marred-by-unfair-trials-torture-claims/).
La cosa più assurda è il silenzio assordante che circonda la situazione in Cabilia. Una totale indifferenza, che la crescente necessità di idrocarburi, da parte dell’Occidente continua a far crescere. La cabilia, a differnza di altri pseudo conflitti, alimentati ad arte per ragioni interne, è una regione che storiacamente può a pieno titolo vantare una propria tradizione autonoma dal resto dell’Algeria . Una autonomia culturale, essendo a maggiornaza Amazigh, una autonomia anche politica, dimostata dal fatto In epoca Ottomana questa regione  non solo si mantenne sostanzialmente indipendente, ma diede anche vita a veri e propri regni come quello di Kuku o quello degli At Abbas.
La cabilia non può essere dimenticata, la situazione della popolazione Amazigh è drammatica. Se è vero che abbiamo bisogno del gas algerino, almeno che si chieda in cambio un fattivo piano di autonomia, prima,ed eventulamente autodeterminazione della Cabilia . 
Marco Baratto

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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