Editoriali

Il Marocco vive da anni una dinamica di crescita e sviluppo molto intensa e l’Europa è egoista sul fronte migratorio

Nel mese di Ottobre , si aprirà a Roma , il Sinodo della Chiesa Cattolica. A questo appuntamento, sarà presente anche il Cardinale  Cristóbal López Romero, Arcivescovo di Rabat. In una recente intervista al giornale ”  El Periódico de Ceuta ” , il porporato ha affrontato tanti temi, in particolar modo quelli delle relazioni tra Stato marocchino e Chiesa Cattolica e dell’immigrazione.

Il Cardinale rispondendo alla domanda su come sono le relazioni tra con lo Stato marocchino ha risposto che ” i rapporti sono buoni. Percepiamo nelle autorità la volontà di tutelarci e di aiutarci il più possibile. 

Ciò ha molto a che fare con il fatto che il Re è “Comandante dei credenti”, e intende tutelare i diritti non solo dei musulmani, ma anche degli ebrei e dei cristiani Sua Maestà ci ha assegnato come interlocutore un alto funzionario del Ministero dell’Interno, affinché possiamo discutere con lui e, attraverso di lui, con chiunque possa interessare tutte le questioni di interesse.”

Questa risposta, vale più di tante speculazioni che spesso si fanno in occidente e sulla mancata conoscenza della grande tradizione di tolleranza che da sempre, dai tempi dell’andalusia moresca ha permesso la convivenza tra cristiani, ebrei e la maggioranza musulmana.

Di particolare interesse, è la risposta data sul tema della migrazione. Infatti, il Cardinale, parlando della condizione economica ha detto che ”

Il Marocco vive da anni una dinamica di crescita e sviluppo molto intensa, che ha ridotto significativamente i tassi di povertà. Visitando altri paesi africani, è ovvio che il Marocco è più vicino ai paesi sviluppati che ai paesi in via di sviluppo. Sono arrivato in Marocco per la prima volta nel 2003 e sono testimone del grande progresso socio-economico avvenuto in questi anni.

I progressi nel settore dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi, nonché nelle infrastrutture necessarie allo sviluppo, sono notevoli.”

Una presa di posizione autorevole, che dimostra la crescita sociale ed economica del Regno, ed una politica tesa a non lasciare nessuno indietro . Per questo , il prelato afferma che ” I giovani hanno difficoltà a trovare lavoro, certo, ma non più di un giovane spagnolo in Spagna. Ci sono opportunità di lavoro in Marocco e il livello di disoccupazione è inferiore a quello della Spagna.”

La spinta migratoria, non è di natura economica ma psicologica, i giovani , vengono attirati da quello che vedono in televisione , dai programmi delle emittenti europee . Insomma, i giovani marocchini potrebbero tranquillamente restare nella loro patria contribuendo allo sviluppo del loro paese ma – sostiene il cardinale – sono spinti a emigrare in Europa, a causa di quello che mostra loro la televisione e, aggiunge, per andare a vedere tutte quelle cose meravigliose contenute nei programmi televisivi sarebbero addirittura disposti, incredibile ma vero, a rischiare la vita.

Il cardinale denuncia quelle che chiama “misure repressive e di polizia” da parte di molte Nazioni europee perché a suo dire non si farebbe nulla per organizzare un’“emigrazione positiva” e legale, in quanto in Europa servirebbe la manodopera, ma non si agirebbe in modo tale da incrementarla, attraverso l’emigrazione regolare, perché, secondo Romero «viene represso chi vuole solo arrivare».

Personalmente , ritengo molto belle le parole di Sua Eccellenza, sotto due aspetti: il primo perchè descrive finalmente il Marocco, per quello che è , una Nazione in crescita, e che cerca , di dare un futuro in Patria ai propri giovani. La seconda, per la dimesioni ecumenica del Marocco che potrebbe essere veramente un modello per il dialogo islamo cristiano .

Marco Baratto

Marco Baratto

Nato a Milano , Laureato in Legge. Si interessa di storia dei rapporti tra l'Europa e il Mediterraneo.

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