Editoriali

TICAD-9: Sventate le manovre algerine di fare infiltrare suo proxy Polisario e strumentalizzare un vertice dedicato allo sviluppo africano

A Tokyo, Algeri lo sponsor del separatismo in Nordafrica e nel Sahel tenta invano di avere un riconoscimento per il suo gruppo e la strumentalizzazione da parte dell'Algeria si è ritorta contro di loro, rivelando l'esaurimento della narrazione separatista nei forum internazionale di cooperazione.

Il vertice TICAD, in corso dal 20 al 23 agosto a Yokohama, in Giappone avrebbe dovuto essere, come di consueto, una piattaforma per rafforzare la cooperazione tra Giappone e Africa e mobilitare investimenti vitali per il continente africano. Ma ancora una volta, l’Algeria ha cercato di sfruttare questo forum, tentando di imporre la presenza dei separatisti del Polisario, a scapito dei reali interessi dell’Africa. Però, allertato dal Marocco, il governo giapponese ha preso una decisione chiara e ferma: non è stato esteso alcun invito ai rappresentanti della cosiddetta “RASD”, entità non riconosciuta dalle Nazioni Unite e tanto meno da Tokyo. Di concreto, il Ministro degli Esteri giapponese Takeshi Iwaya ha ribadito senza ambiguità all’apertura dei lavori della conferenza: “Ritengo a chiarire che la presenza a questa riunione di qualsiasi entità che il Giappone non riconosce come Stato non influisce in alcun modo sulla posizione del Giappone riguardo allo status di tale entità”.
L’Algeria portando il suo proxy ovvero gruppo Polisario, sta mettendo ancora con gli interessi in gioco e non esita a sfruttare politicamente il TICAD, che dovrebbe essere un forum per mobilitare i partner giapponesi per lo sviluppo dell’Africa, e non un pretesto per sterili manovre politiche per cercare un riconoscimento che non lo ha in senso che il governo giapponese, allarmato e sensibilizzato dal Marocco, ha categoricamente rifiutato di estendere l’invito ai separatisti.
Il proxy algerino ha approfittato della sua presenza residua presso l’Unione Africana (UA) per infiltrare il TICAD nel bagaglio della stessa Unione, ma la sua indesiderata presenza al TICAD è stata costosa e umiliante per loro.
Dall’inizio delle preparazione del TICAD e per tutta la durata dei lavori della Conferenza, i separatisti si sono distinti come gli unici “indesiderabili”, sia per il Giappone che per i paesi africani:
TICAD distinto come forum riservato agli Stati sovrani riconosciuti dell’ONU e il Giappone, in qualità di ospite e organizzatore, ha esteso i suoi inviti solo agli Stati africani membri delle Nazioni Unite. Quindi la cosiddetta “RASD” non ha ricevuto inviti, né formali né informali.
Sul livello africano, la sua presenza indesiderata denunciata da 18 paesi africani si sono uniti al Marocco scrivendo al governo giapponese, respingendo categoricamente la presenza della cosiddetta “RASD”. L’hanno definita “inaccettabile”, sottolineando che “non ha nulla da contribuire al lavoro del TICAD” e “denunciando i tentativi di politicizzare un forum dedicato esclusivamente allo sviluppo”, denunciando inoltre la strumentalizzazione di questo Forum da parte dell’Algeria, che rischia di privarli di investimenti e finanziamenti tanto necessari.
Le manovre disperate dell’Algeria e del suo “polisario” si sono ritorte contro di loro. Pur credendo di poter guadagnare punti partecipando al TICAD, in realtà hanno subito una vera e propria umiliazione e una delle più dure sconfitte diplomatiche.
L’umiliazione del gruppo algerino Polisario, non saharawi e non alcun rapporto con il Sahara Marocchino intendiamoci, è stata catastrofe e totale su diversi aspetti:
È stato escluso da qualsiasi trattamento “diplomatico” dal Giappone;
I cosiddetti documenti di viaggio della pseudo-“RASD” non sono stati riconosciuti e sono stati respinti dalle autorità giapponesi. Si sono persino rifiutati di concedere al gruppo l’ingresso sulla base di un passaporto algerino, come era accaduto in passato;
La sua presenza è stata esclusivamente dovuta alla Commissione dell’UA, che ha cooptato il loro accesso al territorio giapponese.
Ciononostante, le autorità giapponesi non hanno concesso loro alcun riconoscimento come “rappresentanti” dell’entità fantoccio;
A differenza degli stati africani, ricevuti con un trattamento protocollare esemplare, la pseudo “RASD” non ricevette alcuno status, alcun accesso diplomatico e alcuna considerazione ufficiale dal Giappone. Ad eccezione di tutti gli Stati africani, nessuno li accolse al loro arrivo e non ricevettero alcun sostegno dal governo giapponese.
No solo il mancato di protocollo diplomatico, il Giappone si rifiutò di accreditare i rappresentanti dell’entità separatista. La piattaforma di registrazione era accessibile solo agli Stati africani riconosciuti dal Giappone.
Il colmo dell’umiliazione è arrivato quando al gruppo separatisti non fu assegnato un distintivo, come agli Stati membri. Vennero identificati genericamente e anonimamente come “Unione Africana”. Ciò privò i separatisti di qualsiasi pretesa di partecipazione come pseudo “RASD”.
Nel merito, il Giappone ha ribadito la sua posizione alla presenza dei Capi di Stato e di Governo africani e dei rappresentanti delle Nazioni Unite e della Banca Mondiale. A nome del governo giapponese, il Ministro degli Esteri Iwaya Takeshi ha ribadito l’immutata posizione ufficiale del suo Paese prima del Vertice: il Giappone non riconosce la cosiddetta “RASD”, non ha alcun legame con essa e la sua presenza non deve essere interpretata come un riconoscimento. Questa dichiarazione suonava come una sconfessione diretta e umiliante per Algeri e suo proxy.
Così il gruppo è stato introdotto nel Forum senza invito, senza essere riconosciuto e sgradito. Isolato dal protocollo, screditato, escluso da tutti i procedimenti ufficiali e ignorato dal Paese ospitante. Il suo isolamento si allarga sulla scena internazionale sul livello politico, diplomatico e simbolico.
A Tokyo, Algeri lo sponsor del separatismo in Nordafrica e nel Sahel tenta invano di avere un riconoscimento per il suo gruppo e la strumentalizzazione da parte dell’Algeria si è ritorta contro di loro, rivelando l’esaurimento della narrazione separatista nei forum internazionale di cooperazione.
Mentre il Marocco, vede la sua posizione sempre rafforzata, anche dai suoi partner africani.
Il Giappone ha infatti ripetutamente espresso il suo sostegno al Piano Marocchino di Autonomia del Sahara. Nel settembre 2023, durante un incontro con la Lega Araba, il Ministero degli Esteri giapponese ha accolto con favore gli sforzi seri e credibili del Marocco. Nel maggio 2024 a Tokyo, Kamikawa Yoko ha ribadito questa posizione, descrivendo l’iniziativa marocchina come una base realistica per una soluzione duratura. Il Giappone ha difeso questa posizione al Consiglio di Sicurezza durante il suo mandato 2023-2024, confermandone l’allineamento con la legalità internazionale.
Il Regno del Marocco ribadisce che il TICAD non è né un forum per conflitti diplomatici né uno spazio per manipolazioni politiche. Il suo obiettivo è chiaro nel mobilitare i partner per lo sviluppo dell’Africa. Chi tenta di trasformarlo in un teatro di confronto ideologico rischia l’isolamento e la disapprovazione collettiva. Il sostegno africano a questa visione è ormai massiccio e inequivocabile. La diplomazia marocchina ha compiuto una scommessa inaspettata, in modo discreto ed efficace, sterilizzando il dividendo politico del tentativo del Polisario di infiltrarsi nel TICAD, “demonetizzando” la partecipazione della pseudo-RASD e trasformandola in una regressione e in una fonte di imbarazzo per l’Algeria e i suoi alleati.
La sconfitta del gruppo Polisario è in realtà una bocciatura e una sconfitta doppia dell’Algeria. Dopo aver avvertito l’ambasciatore algerino, il Giappone ha espresso tutta la sua disapprovazione per le subdole manovre dell’Algeria.
Questa intrusione illegittima ha evidenziato la realtà dell’isolamento dei separatisti, in Africa e nel mondo.
Da ricordare che anche l’UE ha rilasciato una dichiarazione di non riconoscimento, che non tutti gli Stati membri dell’UE hanno familiarità con la “RASD” e che le maggiori potenze del mondo stanno seguendo l’esempio, riconoscendo la sovranità del Marocco sul suo Sahara e l’importanza del Piano di Autonomia come unica soluzione alla controversia artificiale regionale attorno al Sahara Marocchino.

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy