Economia

Prestiti e famiglie: dove sta andando il credito al consumo in Italia

Negli ultimi mesi il quadro economico italiano si muove lungo un crinale sottile: crescita moderata, inflazione contenuta e condizioni di finanziamento migliori rispetto al passato recente.

Un recente bollettino economico della Banca d’Italia descrive un’economia che ha ripreso a espandersi nei mesi estivi, trainata dagli investimenti e da consumi in lieve ripresa, favorita anche da tassi ufficiali stabili e più bassi rispetto ai picchi degli anni scorsi. In parallelo, la dinamica dei prestiti alle imprese è tornata positiva e il credito alle famiglie ha accelerato, segno che c’è volontà di investimento e di ripresa.

Questo non significa però che il credito sia diventato “economico” per tutti. Il costo dei prestiti resta più alto rispetto alla media dell’area euro, oltre che molto selettivo rispetto al profilo di rischio del richiedente.

La vera sfida, oggi, è sapersi orientare tra tante offerte apparentemente simili, capendo cosa si paga davvero e quali condizioni sono realmente sostenibili nel tempo. Non a caso sempre più consumatori, prima di firmare un contratto, si affidano a comparatori online come Prestiti.it per avere una fotografia chiara delle opzioni disponibili e conoscere in anticipo tutte le spese legate al finanziamento.

Come valutare i prestiti in base al mercato

Sempre secondo l’ultimo Bollettino Economico, l’economia italiana ha visto un ritorno alla crescita nel terzo trimestre dell’anno, dopo una flessione legata soprattutto al calo delle esportazioni. La domanda interna ha dato un contributo positivo, grazie a investimenti agevolati da condizioni di credito più favorevoli e da incentivi, oltre a consumi sostenuti da redditi da lavoro relativamente stabili e da un mercato occupazionale che non mostra segnali di stress marcato.

Sul fronte del credito, la trasmissione dei tagli ai tassi ufficiali ha continuato a farsi sentire: il costo della raccolta bancaria e dei finanziamenti alle imprese è sceso, e il credito alle società non finanziarie è tornato a crescere, soprattutto nei servizi. Per le famiglie, il credito ha accelerato, sia per quanto riguarda i mutui sia per i prestiti al consumo, considerando anche che l’inflazione si è mantenuta poco sotto il 2 per cento.

L’Italia resta però un paese con un debito pubblico elevato e prospettive di crescita moderate. Questo scenario si traduce in un atteggiamento prudente da parte delle banche, che pur in assenza di tensioni sull’offerta continuano a selezionare con attenzione le richieste, premiando i profili più solidi con tassi migliori e imponendo condizioni più onerose a chi è percepito come più rischioso.

Un mercato vivace

Le analisi più recenti indicano uno stock di credito al consumo intorno ai 173,9 miliardi di euro nel secondo trimestre 2025, in crescita dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 5,25% su base annua.

Allo stesso tempo, il TAEG medio sui nuovi prestiti personali ad agosto è arrivato a circa il 10,29%, ben al di sopra dell’8,25% dell’area euro, con l’Italia ai primi posti per incidenza del credito al consumo sul totale dei prestiti, pari al 19,1%.

Il Barometro CRIF conferma che le famiglie italiane non hanno smesso di chiedere prestiti, ma lo fanno con grande attenzione all’importo e alla durata. Nei primi nove mesi del 2025 la domanda complessiva è rimasta sostanzialmente stabile (+0,9%), mentre l’importo medio è salito del 7,6%, arrivando a 9.966 euro.

Per i prestiti personali il ticket medio supera gli 11.900 euro, con una forte quota di richieste concentrate sotto i 5.000 euro, mentre oltre un terzo delle domande prevede piani di rimborso superiori ai cinque anni.

 

Tags

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Privacy Policy Cookie Policy