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Castelsardo, «clothes sharing» contro consumismo ed economia di guerra

Un’iniziativa che unisce solidarietà concreta, sostenibilità ambientale e consapevolezza sociale. A Castelsardo, nei locali della Pro Loco, prende il via la seconda edizione castellanese del “Cambia il tuo armadio, cambia il sistema!”, evento di «clothes sharing» dedicato alla stagione primavera/estate, promosso da Sa Domo de Totus con il patrocinio del Comune e una rete ampia di realtà associative del territorio.

L’appuntamento prevede due fasi: la raccolta degli abiti, fissata per il 20 e 21 aprile (dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30), e le giornate di scambio e distribuzione gratuita, in programma il 22 e 23 aprile negli stessi orari. L’ingresso è libero e non è prevista alcuna forma di pagamento: i partecipanti potranno portare capi in buono stato e scegliere liberamente ciò di cui hanno bisogno.

L’obiettivo è chiaro, contrastare il modello del consumo rapido e dello spreco, proponendo un’alternativa basata sul riutilizzo e sulla condivisione: «in un contesto in cui l’industria della fast fashion rappresenta una delle principali fonti di inquinamento globale» – scrivono gli organizzatori «ogni capo recuperato e rimesso in circolo diventa un gesto concreto di riduzione dell’impatto ambientale».

Ma l’iniziativa non si limita alla dimensione ecologica. Al centro vi è anche una riflessione sulle condizioni di lavoro nella filiera produttiva della moda e sulla necessità di promuovere modelli più giusti e sostenibili. Scegliere l’usato, in questo senso, diventa anche un atto di solidarietà verso lavoratori e lavoratrici spesso soggetti a sfruttamento.

Un ruolo importante sarà svolto dagli studenti del Liceo Linguistico e Scientifico di Castelsardo, coinvolti attivamente nell’organizzazione attraverso i percorsi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento). Un’esperienza che rafforza il legame tra scuola e territorio, promuovendo nei più giovani una cultura della partecipazione e della responsabilità sociale.

L’evento è stato realizzato grazie alla collaborazione dell’Avis Castelsardo, dell’Associazione Michele Giua, della Protezione Civile C.V.S.M., della Caritas locale e della Pro Loco, a testimonianza di una rete comunitaria ampia e coesa.

A sottolineare il valore politico e sociale dell’iniziativa è la presidente di Sa Domo de Totus, Vanna Cimino: «per noi l’iniziativa assume un valore ancora più importante dato che da tempo ormai denunciamo l’incidenza dell’economia di guerra sulla vita dei cittadini sardi. Il nostro è un gesto semplice e certamente non risolutivo dei gravi problemi che ormai tutte le famiglie si trovano ad affrontare, ma è anche un segnale di come la comunità può sostenersi e nello stesso diventare consapevole della necessità di opporsi a tutte quelle scelte che sottraggono risorse al sociale per destinarle al riarmo e all’industria sempre florida della guerra».

Un messaggio che lega la pratica del mutualismo quotidiano a una critica più ampia del modello economico dominante. In questo senso, il «clothes sharing» diventa non solo un’occasione per rinnovare il guardaroba, ma anche uno strumento di partecipazione e consapevolezza.

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