Nicol: mamma nonostante il tumore grazie all’ovodonazione

In base al 19° Report di Attività del Registro nazionale italiano della Procreazione medicalmente assistita (PMA), riferito agli ultimi dati disponibili del 2023, in Italia sono stati effettuati 16.496 cicli di PMA con donazione di gameti, di cui 12.444 esclusivamente con ovodonazione 1 . Il numero di questa tipologia di trattamenti è in costante crescita, ad un tasso di circa il +15% all’anno.
L’infertilità femminile può essere provocata da diversi fattori, tra cui le terapie oncologiche, che possono avere effetti negativi sulla salute riproduttiva. Per preservare la fertilità in questi casi, il SSN offre la possibilità di ricorrere alla crioconservazione degli ovociti prima dei trattamenti, coprendo le spese necessarie. Tuttavia, c’è ancora poca informazione tra i medici oncologi su questa procedura e non sempre la raccolta ovocitaria avviene con successo. La procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo diventa quindi una speranza per chi vuole diventare genitore.
La testimonianza di Nicol: la fecondazione assistita dopo endometriosi e tumore “Nicol ha iniziato il suo percorso con Eugin a gennaio 2023.” Spiega la dottoressa Silvia Bartolucci, medico chirurgo specialista in ostetricia e ginecologia, esperta in medicina della riproduzione presso Eugin Modena, che ha seguito la paziente insieme all’equipe di specialisti di Eugin Modena.
“Il quadro clinico di Nicol è apparso sin da subito piuttosto complesso. La paziente soffre di endometriosi, per la quale in giovane età ha subito una laparoscopia, e, al momento della visita, presentava già una condizione di menopausa precoce, una conseguenza delle terapie per la cura di un carcinoma mammario diagnosticato nel 2010. Il ricorso alla PMA eterologa era quindi obbligatorio per poter provare a realizzare il suo desiderio di maternità, emerso al termine delle cure per la patologia mammaria.” Conclude la dottoressa Bartolucci.
Nicol, 43 anni, racconta: “Prima di sottopormi alla chemioterapia nel 2010, in accordo con i crioconservazione degli ovociti. Le terapie antitumorali sono fortemente gonadotossiche ed ero consapevole che, con molta probabilità, non avrei più potuto concepire un figlio naturalmente. Purtroppo, il trattamento ha avuto esito negativo, in quanto gli ovociti recuperati non erano idonei, ma dentro di me iniziava a crescere un desiderio sempre più forte di diventare mamma.
Così, quando le mie condizioni di salute si sono stabilizzate, con il mio compagno abbiamo deciso di rivolgerci a Eugin.”
Alla luce della situazione clinica della paziente, l’equipe di specialisti di Eugin ha escluso sin da subito il trattamento di PMA di tipo omologo, in favore del trattamento di tipo eterologo con impiego di ovociti donati (ovodonazione) e seme del partner. Inoltre, per l’inizio effettivo del trattamento si è dovuto attendere la sospensione della terapia per la fibromialgia, da cui Nicol è affetta.
“Il percorso non è stato privo di difficoltà: durante il transfer dell’embrione in utero si è evidenziata una stenosi del canale cervicale che ha complicato il trasferimento. Dopo una procedura di dilatazione che si è resa necessaria, abbiamo potuto procedere con il secondo transfer dell’embrione che poi è esitato con successo in gravidanza.” Spiega la dottoressa Bartolucci.
Il percorso di Nicol verso la maternità, tra speranza e resilienza “Durante il lungo periodo in cui mi sono dovuta sottoporre a interventi chirurgici e trattamenti oncologici mi è stata di grande aiuto la danza, che mi ha consentito di prendermi cura di me, capire a fondo i miei desideri e trovare il mio equilibrio. Per alcuni anni con la danzaterapia ho aiutato altre pazienti oncologiche a trovare lo stesso sollievo e, ancora oggi, inserisco elementi
di questa disciplina nei miei corsi di pizzica”, racconta Nicol. “Quando sono apparsi i primi sintomi della premenopausa, intorno ai 37 anni, ho realizzato che il mio desiderio di maternità era ancora molt forte ma che mi restava poco tempo, così mi sono recata in ospedale per accertarmi della situazione e lì ho incontrato una psicologa esperta in problemi di infertilità.
Grazie a lei sono venuta a conoscenza dei trattamenti di PMA di tipo eterologo ma inizialmente
ero molto scettica, per il timore che, ricorrendo all’ovodonazione, non avrei sentito il bambino totalmente mio. Ho riflettuto a lungo, insieme al mio compagno, e abbiamo deciso di fare questo percorso insieme. Con lui ho coronato il sogno di diventare mamma che coltivavo sin dall’età di 20 anni. Non tutte le donne hanno questo desiderio, ma a chi sta percorrendo un percorso tortuoso verso la genitorialità consiglio di non abbattersi mai e di sfruttare ogni possibilità, inclusa la medicina della riproduzione, anche in caso di ripetuti fallimenti dei
trattamenti. Perché ciò che è arrivato dopo è qualcosa di meraviglioso per il quale è valsa la pena combattere”.
Nicol è oggi una mamma felice: “Sono immensamente grata per la professionalità, l’empatia e la disponibilità di tutto lo staff di Eugin Modena, in particolare della dottoressa Bartolucci. La mia gratitudine va anche a chi ci ha donato gli ovociti: senza questo gesto, io e tanti altri genitori non avremmo mai potuto stringere tra le braccia i nostri bambini. Alessandro Sebàstian è stato un grande dono”.


