Sahara Marocchino: la preminenza e la pertinenza del Piano di Autonomia messe in evidenza a Verona
Il politologo ed esperto di Relazioni Internazionali, Marco Baratto ha ritenuto che lo Statuto speciale della Sicilia adottato nel 1946 e il Piano Marocchino di Autonomia per il Sahara siano "due modelli al servizio dell'unità nazionale e della stabilità regionale".

La preminenza del Piano di Autonomia proposto dal Regno del Marocco per risolvere la controversia artificiale intorno al Sahara Marocchino è stata messa in evidenza, sabato 23 maggio a Verona (nord Italia), da un panel di esperti marocchini e italiani che hanno sottolineato la pertinenza di questo Piano per contribuire allo sviluppo dell’intera regione.
Animando questo incontro, organizzato dal Consolato Generale del Marocco a Verona sul tema “Autonomia e governance regionalizzata: Sguardi incrociati sull’esperienza italiana e la prospettiva marocchina”, gli intervenuti sono stati unanimemente concordi nel sottolineare che l’iniziativa marocchina di Autonomia offre l’unico quadro pragmatico per favorire la pace e la stabilità nella regione africana, in un momento in cui la zona sahelo-sahariana si trova ad affrontare molteplici sfide, soprattutto di sicurezza.
In questo senso, il senatore italiano della regione Trentino-Alto Adige, Luigi Spagnolli, ha voluto ricordare che la risoluzione 2797 adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite lo scorso ottobre ha consacrato l’iniziativa di autonomia proposta dal Marocco per risolvere la questione del Sahara.
Il senatore anche notato che il preambolo della Costituzione marocchina ha evidenziato l’identità pluralista del Marocco, sottolineando che l’unità nazionale del Regno si basa su un patrimonio ricco e diversificato.
L’unità nazionale del Marocco “forgiata dalla convergenza delle sue componenti arabo-islamiche, amazighe e saharo-hassaniche, si è nutrita ed arricchita dei suoi affluenti africani, andalusi, ebraici e mediterranei”, ha aggiunto.
Da parte sua, il politologo ed esperto di relazioni internazionali, Marco Baratto, ha indicato che proponendo un’autonomia sotto la sovranità marocchina, il Regno offre una prospettiva politica duratura, facendo dello sviluppo delle province del Sud una leva per consolidare questa dinamica su scala regionale.
Baratto ha, inoltre, ritenuto che lo Statuto speciale della Sicilia adottato nel 1946 e il Piano marocchino di autonomia per il Sahara siano “due modelli al servizio dell’unità nazionale e della stabilità regionale”.
Yasmine El Hassnaoui, professoressa di relazioni internazionali ed esperta nella risoluzione dei conflitti, ha affermato che il piano per l’autonomia concilia unità e diversità, sovranità e autogoverno, coesione nazionale e empowerment regionale.
Dopo aver ricordato che il Sahara è stato storicamente parte integrante del Marocco, l’accademica ha sottolineato l’importanza degli investimenti in Sahara Marocchino nelle infrastrutture, energie rinnovabili, logistica e trasporti.
Nel suo intervento all’apertura di questo incontro, il console generale del Marocco a Verona, Abdelilah Nejjari, ha passato in rassegna gli ultimi sviluppi della questione del Sahara Marocchino nell’ambito della dinamica diplomatica avviata sotto la guida illuminata di Sua Maestà il Re Mohammed VI che ha portato all’adozione della risoluzione 2797 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Ha rilevato che questa risoluzione rappresenta oggi il punto di riferimento della legalità internazionale per quanto riguarda la questione del Sahara Marocchino, come un processo dinamico che consacra una soluzione politica realistica, duratura e basata sul Piano di Autonomia sotto la sovranità marocchina.
Questo incontro è stato caratterizzato dalla presenza di diversi membri della comunità marocchina radicata in Italia e di alti responsabili regionali italiani.